Novak Djokovic ha presenziato per la prima volta a una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, quale migliore location se non quell’Italia con cui il serbo ha sempre mostrato e dichiarato grande feeling. Il detentore di 24 titoli Slam è stato intercettato da Corriere della Sera all’uscita, leggermente in anticipo, da San Siro dove si è svolto il rituale per ufficializzare l’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Poche battute fugaci, ma rilevanti a rinnovare il desiderio di Djokovic di non appendere la racchetta al chiodo e puntare ancora a grandi obiettivi: le Olimpiadi Los Angeles 2028.
La finale persa con Alcaraz all’ultimo Australian Open era una grande occasione per agguantare il 25° titolo Major. Nel dubbio se possa avere altre occasioni per centrare l’ultimo Slam, Djokovic non vuole smettere di sognare pur consapevole che la carta di identità è un nemico difficile da arginare. Nonostante possa suggerire un epilogo perfetto, Novak punta a dare seguito alla sua storia olimpica dopo l’oro conquistato a Parigi 2024 con la partecipazione ai Giochi del 2028 che si disputeranno a Los Angeles. Stuzzicato in merito, il serbo ha replicato: “È lontana, sì. In questo periodo della mia vita e della mia carriera è lontana, però è evidente che ho il desiderio di arrivarci”.
La cerimonia inaugurale è stato un grande show che deve aver caricato Djokovic. Il quale ci ha tenuto ad esternare la sua emozione, spendendo parole al miele per il Bel Paese “È sempre bello essere in Italia. Ovviamente l’Italia è un Paese di sport. Ci si attendeva uno spettacolo e lo abbiamo visto. Per me era la prima volta ad una cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali ed è stata una grande emozione. Sono molto contento di aver vissuto questa esperienza con la mia famiglia”.
