Binaghi sul caso Stefanini: “Fatto gravissimo e intollerabile”

"Chi pensa di poter condizionare una partita attraverso la paura deve sapere che si muove su un terreno criminale - commenta il Presidente FITP -. I meccanismi di tutela devono essere rafforzati"

Di Andrea Binotto
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Angelo Binaghi, Presidente FITP (foto FITP)

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Lucrezia Stefanini è stata protagonista di una brutta vicenda al BNP Paribas Open di Indian Wells. La tennista azzurra stava per entrare in campo contro Victoria Jimenez Kasintseva nel suo match di qualificazioni, quando ha visto sul suo telefono che le era arrivato un messaggio proveniente da un numero sconosciuto. Ho ricevuto un messaggio WhatsApp dove mi minacciavano se avessi vinto la partita di ieri”, ha raccontato la giocatrice italiana. “Minacciavano me e la mia famiglia. Hanno nominato i miei genitori, il posto dove sono nata e mi hanno inviato una foto di una pistola, ha spiegato l’attuale numero 138 al mondo.

Le minacce subite da Lucrezia Stefanini sono un fatto gravissimo e intollerabile, ha commentato il Presidente federale Angelo Binaghi, sul sito FITP, a seguito dell’accaduto. “L’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rivolte a un’atleta rappresentano un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport. Chi pensa di poter condizionare una partita attraverso la paura, o di colpire una giocatrice per interessi legati alle scommesse, deve sapere che si muove su un terreno criminale. Si tratta di comportamenti che meritano un’immediata risposta giudiziaria.

In seguito, Binaghi ha continuato dicendo: “La Federazione è al fianco di Lucrezia senza esitazioni. Chiediamo l’identificazione e la punizione dei responsabili e pretendiamo che il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti. Lo sport non si tocca. E chi lo minaccia deve pagarne le conseguenze, ha chiosato il Presidente federale.

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