Non è stato un esordio tutto rose e fiori per Iga Swiatek ed Elena Rybakina, rispettivamente n°2 e n°3 del seeding di Indian Wells. Entrambe hanno dovuto faticare un set, la polacca ha fornito una prestazione agli antipodi tra un parziale e l’altro. Solito bagel sfornato dalla panetteria di Varsavia, successivamente addirittura uno svantaggio di 5-1 poi rimediato al tie-break. Mentre la kazaka un set l’ha perfino ceduto, oltre a salvarsi anche lei grazie al tredicesimo gioco dopo aver cancellato tre set point. Alla fine, ciò che conta per Iga ed Elena è aver sconfitto le rispettive avversarie, due statunitensi: la qualificata Day ed Hailey Baptiste.
Adesso al terzo turno Swiatek se la vedrà con Maria Sakkari, con cui ci ha perso un mesetto fa a Doha (prima del duello qatariota, l’ex n°1 aveva vinto gli ultimi quattro confronti) e Rybakina sarà invece opposta a Marta Kostyuk (con cui hai vinto gli ultimi tre precedenti). Sicuramente due impegni ostici: andiamo a scoprire come le due campionesse Slam hanno analizzato i loro successi.
Swiatek: “Il vento andava e veniva, ma siamo a Indian Wells!”
D. Com’erano le condizioni? Nel primo game hai commesso un paio di doppi falli ma poi hai sistemato il servizio. Sei anche scivolata in un paio di occasioni, come hai trovato il campo?
Iga Swiatek: “Sono scivolata una volta ma fortunatamente non mi sono fatta niente, quindi non ha avuto molto peso nell’economia della partita. Soprattutto nel secondo set sono stata lenta nel reagire e quando sei passiva a livello di mobilità può accadere di perdere gli appoggi. In generale, le condizioni non sono state semplici. Il vento andava e veniva, per cui ci sono stati momenti dove alcune folate mi hanno sorpresa. Ma siamo a Indian Wells, è sempre stato così (sorride, ndr). Poi questo è il tennis, adattarsi a quello che ti viene proposto“.
D. Sei sempre stata una delle migliori giocatrici del panorama tennistico nell’esprimere il meglio del suo tennis quando acquisisci una situazione di vantaggio. Negli ultimi mesi, tuttavia, ti è capitato in più di una circostanza di rimontare e vincere alcuni set che sembravano persi. Hai avvertito dentro di te un qualche tipo un cambiamento nella mentalità, o comunque su cosa ti concentri a livello di approccio mentale quando devi rimontare svantaggi così importanti?
Iga Swiatek: “La rimonta è stata frutto della consapevolezza dettata dal livello di il gioco che avevo mostrato nel primo set. Sapevo che se fossi riuscita a tornare intensa, attraverso una migliore precisione nel gioco di piedi, sarei tornata a mettere la giusta pressione sulla mia avversaria come avevo fatto in precedenza. Il primo set mi ha dimostrato esattamente come dovevo giocare per vincere, e solo che semplicemente non sono riuscita a riproporre le stesse cose ad inizio del secondo. Ma sapevo che una volta ritrovato quanto mostrato nel set precedente, avrei cambiato marcia. Il primo set è stato fondamentale per permettersi di rimontare nel secondo“.
D. Guardando al prossimo turno contro Maria [Sakkari, ndr], vi siete affrontate di recente a Doha. Cosa hai imparato da quella partita e che impatto avrà il fatto di rincontrarvi dopo pochi giorni?
Iga Swiatek: “La sconfitta di Doha è stata molto chiara. Sono uscita dal campo sapendo esattamente cosa dovessi migliorare. E’ stata una partita che ho affrontato senza prepararmi come avrei dovuto dal punto di vista tecnico, su molti colpi che infatti poi sono venuti meno in campo. Dopo il torneo, ho svolto una serie di allenamenti molto duri incentrati in particolare su sessioni di scambi lunghi. Questo perché avevo bisogno di riacquistare la pazienza di saper soffrire, di rimanere dentro lo scambio lottando così punto dopo punto. Perché contro Maria devi essere pronta ad una partita estremamente esigente sul piano fisico. Gli ultimi allenamenti sono stati dunque volti proprio a migliorare questo aspetto, il campo dirà se la mia tenuta sarà progredita“.
Rybakina: “Non sono ancora al mio massimo”
D. Nel primo set hai cancellato tre set point consecutivi, prima di vincere il tie-break. Questo frangente ha cambiato il tuo atteggiamento o il stato d’animo nel modo in cui hai approcciato e affrontato i successivi set?
Elena Rybakina: “In quella fase ha inciso parecchio il vento, facendo sì che andassi un po’ troppo veloce al servizio. Velocizzavo eccessivamente il movimento e la preparazione, non prendendomi il giusto tempo tra un quindici e l’altro. Quindi in quel momento, mi sono unicamente concentrata nell’affrontare un punto alla volta evitando di focalizzarmi sul punteggio perché in condizioni di gioco tutto cambiare rapidamente. I campi quest’anno sono lenti, le palle abbastanza pesanti. Non è facile manovrare e spingere. Sui set point contro, ho semplicemente cercato di rimanere attaccata al punteggio. Nel secondo set ho sicuramente perso un po’ di energia, ma sono felice di aver ritrovato la mia strada nel terzo“.
D. Hai parlato delle condizioni di gioco: il vento, i campi. Cosa ti ha causato maggiormente problemi?
Elena Rybakina: “Lei è sempre rimasta aggressiva, ha servito molto bene oltretutto la sua seconda palla di servizio è molto insidiosa. A volte schizzava veramente alta e ciò unito al vento, rendeva difficile rispondere. Bisognava continuamente adattarsi. Inoltre ha un buonissimo dritto, anche lo slice di rovescio è piuttosto buono. Ero entrata in campo con l’obiettivo di muovere tanto il gioco, di variare continuamente gli angoli ma con le condizioni di oggi era complesso farlo. Come detto, anche il mio livello di energia è stato troppo altalenante. Ma lei è una giocatrice completa e ha giocato un’ottima gara“.
D. A proposito di energia, è ritornata nel terzo set. La prestazione nel parziale finale è stata vicina a quella che desideravi?
Elena Rybakina: “Sono migliorata rispetto al secondo, ma non sono ancora al massimo di quello che posso esprimere. Nelle difficoltà affrontate, avrei dovuto trovare soluzioni diverse in maniera più rapida. Ogni volta che ho avuto l’opportunità di essere in vantaggio, ho commesso troppe scelte sbagliate. Dovrò sicuramente lavorare su questo aspetto“.
