[1] C. Alcaraz b. [26] A. Rinderknech 6-7(6) 6-3 6-2
Può sembrare una banalità, forse più a scriverla che non nell’evidenza dei fatti. Nel tennis moderno, non esistono mai partite facili o scontate, che lo siano a priori; esistono favoriti, quello sì, ma nulla, è dato per certo, anche se sei il numero uno al mondo. Carlos Alcaraz lo ha provato sulla propria pelle contro Arthur Rinderknech, in una sfida che il n. 1 del mondo ha dovuto costruire con pazienza, accettando di soffrire prima di trovare il modo di imporre la propria evidente superiorità.
Alla fine lo spagnolo riesce comunque a prendersi il pass per gli ottavi di finale del Masters 1000 di Indian Wells, in un match tutt’altro che lineare, vinto con il punteggio di 6-7(6), 6-3, 6-2.
Rinderknech gioca una partita lucida e aggressiva, togliendo ritmo ad Alcaraz e cercando di accorciare gli scambi ogni volta possibile, approcciando spesso e volentieri la rete. Un piano tattico che per oltre un set e mezzo funziona alla perfezione e che lo stesso Carlos non si aspettava. O perlomeno, non così, non con un Rinderknech per certi frangenti della partita in versione Stefan Edberg (ci perdonerete per il paragone…) ovviamente non per la classe, ma per l’intenzione, cioè per l’esasperata ricerca della rete.
Il tie-break premia il coraggio del francese
L’inizio è equilibrato, con entrambi i giocatori solidi nei propri turni di servizio. Il primo momento delicato arriva nel quarto gioco, quando Rinderknech si procura una palla break. Alcaraz la cancella con un ace nel momento giusto, ma il segnale è chiaro: il francese è pienamente dentro la partita.
Sul 3-3 è invece lo spagnolo ad avere due occasioni consecutive sul servizio dell’avversario (15-40), ma Rinderknech reagisce con coraggio, cercando spesso la rete e trovando soluzioni aggressive per uscire dalla pressione. La sua strategia è evidente: scambi brevi, ritmo spezzato e continua ricerca dell’iniziativa.
Il set resta in equilibrio fino al tie-break. Qui il francese gioca con grande lucidità, approfitta di un doppio fallo di Alcaraz e di due risposte profonde per scappare sul 5-2. Lo spagnolo reagisce da campione e ribalta momentaneamente la situazione arrivando a set point sul 6-5, ma un diritto sbagliato riapre tutto. Rinderknech resta freddo e chiude il parziale 8-6, sorprendendo il pubblico californiano.
Reazione Alcaraz e spavento alla caviglia
Il secondo set si apre nel modo peggiore per il numero uno del mondo. Rinderknech strappa subito il servizio ad Alcaraz e sembra poter indirizzare la partita. La risposta dello spagnolo arriva però immediata: controbreak nel game successivo e match che torna in equilibrio.
Con il passare dei minuti Alcaraz alza progressivamente il livello del suo tennis. I turni di servizio diventano più rapidi e solidi, mentre in risposta aumenta la pressione sul francese. Il break decisivo arriva sul 3-2, dopo diverse occasioni mancate nei game precedenti.
Proprio in quella fase arriva anche il momento di maggiore tensione della partita. Durante uno scambio Alcaraz scivola e si gira la caviglia, lasciando intravedere una smorfia di dolore che fa trattenere il fiato al pubblico. Lo spagnolo però stringe i denti e riesce a chiudere il set 6-3, rimettendo la partita in parità.
Nel terzo set emerge la differenza
Nel set decisivo il copione cambia definitivamente. Alcaraz entra in campo con un’altra intensità e trova subito il break nel primo gioco. Rinderknech prova a restare agganciato alla partita, ma il suo livello cala leggermente mentre lo spagnolo torna a comandare gli scambi da fondo campo.
Un secondo break mette definitivamente al sicuro il risultato. Alcaraz vola sul 5-1 e chiude poco dopo 6-2, completando la rimonta dopo 2 ore e 18 minuti di gioco.
I numeri raccontano bene l’andamento del match. Rinderknech ha fatto male soprattutto con il servizio, mettendo a segno 11 ace contro i 3 dello spagnolo, ma alla distanza è stata la solidità di Alcaraz a fare la differenza: 105 punti conquistati contro gli 82 del francese.
Per il numero uno del mondo arriva così la quattordicesima vittoria consecutiva in questo avvio di stagione 2026. Agli ottavi di finale lo attende Casper Ruud, battuto cinque volte nei sei precedenti. Ma la serata contro Rinderknech ha ricordato una verità semplice del tennis: anche quando sei il più forte di tutti, non esistono partite vinte prima di scendere in campo.
Ruud rimonta Vacherot, dominio Medvedev contro Baez
Servono poco più di due ore a Casper Ruud per archiviare la pratica Valentin Vacherot, sconfitto in rimonta. Persi gli ultimi tre giochi di fila del primo set, il norvegese ha iniziato meglio nel secondo, procurandosi chance in ogni turno di risposta. Il break decisivo arriva nel sesto game, con Ruud che non sfrutta un set point sul 5-2, salva tre palle break al servizio per il set, ma riesce alla fine a restituire il 6-3 al suo avversario.
Il norvegese inizia il terzo parziale con otto punti di fila: porterà con sé fino alla fine il break ottenuto in apertura, annullando nell’ottavo game un’opportunità di contro break a Vacherot, per poi chiudere 3-6 6-3 6-4 e regalarsi gli ottavi contro Alcaraz. Nessun problema invece per Daniil Medvedev, che dall’1-2 del primo set contro Sebastian Baez dà una spallata decisiva alla partita, conquistando 11 dei successivi 13 giochi. Per il russo agli ottavi c’è Michelsen, che ha superato Fritz.
