Sole, non caldissimo, e un po’ di vento a spruzzare il golfo. Si sveglia così nella seconda giornata di main draw del Challenger 125 la città di Napoli, ritornata ad avere tennis di un certo livello negli ultimi due anni. L’accoglienza, complice anche un gran programma con Wawrinka, Vasamì e Cinà in campo, è stata delle migliori: spalti pieni, pubblico rumoroso ma senza eccessi, e una giornata dimostratasi piacevole nonostante qualche nuvolone di troppo nel pomeriggio. Non mancano gli spunti, pur senza partite indimenticabili (salvo una). Su tutti, alla prima volta qui a Napoli, Federico Cinà.
Febbre da Cinà: tutto esaurito a Napoli
Cinà, il giovane più chiacchierato del nostro tennis, ha esordito splendidamente, accompagnato da un campo Gasparini (il secondo per importanza del Napoli Tennis Club) strapieno. Nonostante la contemporaneità con la partita di Wawrinka. Pallino ha da lavorare sul rovescio, i margini e il tempo sono dalla sua parte, ma la prestazione è stata più che sufficiente per vincere in due comodi set. Cavalcando anche l’onda di un pubblico entusiasta e caloroso. Nonostante qualche noia fisica, come ha rivelato, con un sorriso consapevole nonostante un leggero imbarazzo: “Sul 3-3 mi si è girata un po’ la caviglia, ma comunque fisicamente sono cresciuto, ho lavorato tanto in inverno e all’inizio di stagione. Stiamo lavorando su tutti gli aspetti”.
Napoli è una tappa intermedia per Cinà, conferma di una grande maturità nello scegliere di giocare un Challenger per ottenere qualche punto in più in vista del prosieguo della stagione. Ma lo sguardo è già proiettato in avanti: “La settimana prossima andrò a Marrakech, poi spero di ricevere una wild card per Madrid. Il mio sogno però rimane Roma, gli Internazionali d’Italia, e spero anche lì di poter entrare direttamente in tabellone tramite un invito”. Tutte queste parole sono arrivate con alle spalle un pubblico entusiasta, che ne ha accolto la vittoria con sorrisi, foto e infinite richieste di autografi. E ora avrà un derby italiano.
Una giornata da incorniciare a Napoli, tra sogni e Cinà
Erano passati quasi sette anni dall’ultima volta in cui Francesco Forti, allora n.482 e con una vita davanti, aveva battuto un top 100. Si trattava del n.99 al mondo Paolo Lorenzi, prima testa di serie al Challenger di Vicenza. Da allora il mondo è cambiato, Francesco è un 26enne che prova a farsi strada e a galleggiare tra ITF e Challenger. Da n.600 al mondo, nella sorpresa di giornata, ha battuto il n.60 ATP e campione in carica del torneo (vinto tra l’altro battendo Darderi) Vit Kopriva. Una vittoria resa ancor più bella dalla piccola odissea vissuta da Forti per arrivare a Napoli, dopo aver giocato la finale all’M15 di Foggia domenica 22 alle 10.30. Per poi precipitarsi in Campania e giocare il primo turno di qualificazioni alle 16.30, vinto contro Chepelev.
“Sono arrivato giusto in tempo per le quali”, racconta un Forti quasi incredulo, “non c’era un autonoleggio, quindi ho iniziato alle 10.40 e ho chiesto di fare una premiazione rapida. Mi sono lavato al volo, sono salito in macchina, ho resistito e poi ieri ho giocato un’altra partita molto fisica per battere Carboni”. Tre partite in due giorni, due in uno solo, e al terzo la vittoria più importante in carriera. Storie di vita e di tennis, due binari molto più paralleli di quanto si creda. E ora Forti sfiderà Cinà, con un sogno chiamato Roma: “Dovrei essere sicuro di giocare le pre qualificazioni”.
Stan (forever) the Man e il Guerriero(i)
Il campo D’Avalos, con tanto di tribune montante appositamente per il torneo, era pieno in ogni ordine di posto. Tutti per vedere Stan the Man Wawrinka, all’ultimo giro di giostra in quel di Napoli, in una cornice di pubblico straordinaria e in buona parte schierata dalla parte dello svizzero. Che, contro un onesto mestierante come Matteo Martineau, ci ha provato fino alla fine, andando anche oltre il limite dei propri mezzi fisici, ma subendo infine la rimonta del francese. Guerriero abituale del purgatorio Challenger, pur giocando in una situazione quasi da ATP 250. Ma si sarà stupito anche di più Andrea Guerrieri. Che, con il grande tennis, ha avuto raramente a che fare. Fino ad oggi.
Da lucky loser, ha approfittato della stanchezza di Stefano Travaglia. Recente vincitore del Challenger di Zadar, non ha retto l’impatto contro il mancino, più giovane e con tanta voglia di regalarsi un grande risultato. Tre match point annullati, quasi 3 ore e mezza di battaglia, con un tifo incessante del pubblico e un’umidità che iniziava ad appesantire i campi napoletani.
Ma la grinta e il tennis, con alcune belle accelerazioni di rovescio, hanno fatto la differenza: “Per tennis e lotta è stata una delle mie migliori partite. Questa è anche una grossa iniezione di fiducia per il lavoro che faccio giorno dopo giorno. L’atmosfera era caldissima, alcuni miei amici ci erano stati e me lo avevano detto. Sono molto carico per andare avanti”. Una chiusura perfetta per una gran giornata di tennis a Napoli, da Cinà a Wawrinka. E, soprattutto, con tanta Italia: otto italiani su undici, con tre derby tra l’altro, hanno staccato il pass per gli ottavi di finale. Napoli si tinge d’azzurro.
