V. Vacherot b. [4] L. Musetti 7-6(6) 7-5
Termina, sotto le luci artificiali del Court Rainier III, l’avventura di Lorenzo Musetti nel Principato di Monaco. Il finalista del 2025 – rientrato da poco dopo l’infortunio rimediato a Melbourne – si è arreso con lo score di 7-6 7-5 ad uno scatenato Valentin Vacherot. Il monegasco ha piazzato il colpaccio dinanzi al pubblico di casa, sconfiggendo per la terza volta in carriera un Top 10, e avanzando agli ottavi di finale del Rolex Monte-Carlo Master per la prima volta in assoluto, eguagliando il connazionale, Benjamin Balleret, unico a riuscirci – prima di Valentin – nell’Era Open.
La favola monegasca trasforma in un incubo la brevissima permanenza di Musetti a Montecarlo. Il carrarino ha mostrato nell’uscita odierna di essere ancora carente in più aree del suo gioco, e lontano dalla versione più brillante di sé stesso. Soltanto alcuni sprazzi sporadici del Magnifico non sono bastati per arginare la furia Vacherot, che condanna Lorenzo a perdere oltre 600 punti nel ranking, e a retrocedere – provvisoriamente – alla 9^ casella della classifica ATP. L’inizio dello swing europeo sul mattone tritato non è stato idilliaco per Musetti, costretto a ritrovare quanto prima il suo miglior tennis. I punti da difendere, tra Madrid, Roma e Parigi, sono un’enormità.
Primo set: Musetti in crescendo, ma il ti-ebreak premia il combattivo Vacherot
I raggi del sole illuminano parzialmente il Court Rainier III. Fanno il loro ingresso in campo Lorenzo Musetti – finalista dell’ultima edizione – e Valentin Vacherot, l’idolo di casa.
L’incontro parte subito in salita per il monegasco, rigidissimo nel primo game di servizio. Poche prime e qualche errore commesso da Valentin. Musetti s’inventa un’ottima smorzata sulla terza palla break a disposizione, l’avversario non arriva: è vantaggio azzurro. Lorenzo assume il comando del parziale, ma non riesce ad allungare su Vacherot, a causa di un secondo gioco confusionario. L’azzurro commette un sanguinoso doppio fallo, poi abusa dalla palla corta, dove, questa volta, il vincitore di Shanghai arriva in anticipo, ripristinando la parità.
Il numero 4 del seeding paga un po’ la lontananza dalle competizioni, e il primo parziale mette in evidenza le difficoltà del carrarino nel mettersi in ritmo.
Il decimo game è il più critico per Lorenzo. Il padrone di casa intuisce nuovamente le intenzioni dell’avversaria, senza farsi sorprendere dai ripetuti dropshot. S’innesca così una lotta di diversi minuti. Lorenzo mette un rovescio in corridoio, ed ecco il primo set point in favore del monegasco, prontamente cancellato da un ace esterno fulminante. La pressione di Valentin, però, resta costante. E la spinta del pubblico diventa sempre più un fattore.
Musetti si toglie dai guai con coraggio, uscendo dal servizio con colpi definitivi che lo tengono momentaneamente a galla nel primo set. I turni di servizio di Vacherot sono sin troppo rapidi, mentre quelli di Lorenzo, un vero e proprio travaglio. Poca fiducia mostrata sui fondamentali da fondocampo, specialmente col rovescio, tallone d’Achille dell’uscita odierna. Diventano troppi gli errori commessi dal carrarino col colpo vecchia scuola, che continua a tradirlo in un dodicesimo game a dir poco rovente.
L’azzurro ci ha abituati a match del genere, ma è nelle difficoltà che trova la versione migliore di sè. Con una volèe millimetrica cancella un altro set point, poi brucia Valentin con una passante di dritto incrociato. Il pubblico (in buona parte tricolore) inizia a sostenere a gran voce il finalista dello scorso anno, che si trasforma, caricandosi, mandando in tilt Vacherot. Musetti stordisce il monegasco con le perle più brillanti del suo repertorio. Sembra ritrovato, sembra tornato il vero Lorenzo. Ma il tie-break presenta un conto salatissimo al numero 4 del seeding. Bastano un paio di incertezze, e l’11esimo errore di dritto del parziale, per consegnare il primo set a Vacherot (7-6).
Secondo Set: Musetti abbozza una parvenza di rimonta, ma Vacherot cancella i sogni tricolore
Colpo durissimo da digerire per Lorenzo, trovatosi in vantaggio per 4-1 nel tie-break precedente, dove non ha capitalizzato un set point. Il monegasco, d’altra parte, ha riacquisito vigore, divenendo una minaccia già all’alba del secondo parziale. Musetti è chiamato al miracolo per evitare il break nel terzo gioco. Si affida ancora all’amatissima smorzata per piegare il monegasco, ma quest’ultimo mostra grande solidità da fondo campo, complicando – e non poco – i piani dell’azzurro. Il poco ausilio del servizio, per via della bassa percentuale di prime, regala pochi punti diretti a Musetti, costretto sempre a remare dalle retrovie contro un Vacherot aggressivo e anche parecchio in fiducia.
In costruzione, Lorenzo fa sempre “il magnifico”, e nel sesto game riprende quel pizzico di brillantezza mancante. Il monegasco apre un varco, ma sul punteggio di 15-30, l’azzurro stecca completamente uno smash, sprecando la prima mini chance del set. L’inerzia apparentemente appannaggio del carrarino, cambia subito rotta, trasformando – come un fulmine a ciel sereno – il secondo set. Lorenzo si avventa con poca decisione sulla pallina, accumulando una serie di gratuiti che lo condannano al triplice break point monegasco. Con sin troppa facilità, Vacherot guadagna il vantaggio, mettendo a segno un dritto vincente. Il body language del carrarino non premette nulla di buono, eppure, Lorenzo lotta col coltello tra i denti, approfittando delle sole seconde di servizio di Vacherot. Ma quest’ultimo si mette in modalità robot, rintuzzando qualsiasi attacco dell’avversario, anche dagli angoli più sparuti del campo. I colpi dall’alto tradiscono ancora un tremolante Lorenzo, che getta al vento un altro smash, anche se meno agevole del precedente.
Musetti, spalle al muro, tira fuori un coraggio da leone sul punto di essere eliminato dal masters 1000 di Montecarlo. Il finalista dell’ultima edizione acquista profondità in modo sublime, facendo fare il lavoro sporco all’avversario, non il più eccellente dei difensori nel circuito ATP. La luce sembra tornare nel momento più opportuno, ma l’illusione del break dura soltanto pochi attimi. I servizi di Musetti si rivelano deboli e inefficaci, e senza alcuno sforzo immane, il padrone di casa capovolge la situazione, confezionando una vittoria storica, ai danni di Musetti, con lo score di 7-6 7-5.
