ATP Montecarlo, Musetti: “Non riesco ancora a essere lucido nei momenti importanti. Mi mancano partite”

Il carrarino analizza la sconfitta con Vacherot: tra mancanza di ritmo, difficoltà a comandare lo scambio e un feeling mai trovato nei momenti chiave. “Giocherò Barcellona per ritrovare sicurezza”

Di Carlo Galati
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Tennis, ATP Monte Carlo Rolex Masters 2026, Lorenzo Musetti (ITA), Wednesday, April 8, 2026. Photo Felice Calabro'

È un’analisi diretta, per certi versi quasi profondamente introspettiva, quella di Lorenzo Musetti dopo l’uscita dal Rolex Monte-Carlo Masters per mano di Valentin Vacherot. Il carrarino parte dalle sensazioni della vigilia, che però non hanno trovato continuità in partita: “Speravo di esprimermi come avevo fatto nella settimana antecedente al torneo. Mi ero sentito molto bene in campo, con un ottimo feeling con le condizioni e con la palla, un po’ come l’anno scorso”.

Poi però la partita ha raccontato altro, soprattutto nei passaggi decisivi: Sicuramente il fatto di aver giocato poche partite negli ultimi mesi incide tanto, specialmente su certe dinamiche che si creano in partita, con la tensione. Non riesco ancora a essere lucido nei momenti importanti”. Il rammarico resta lì, in quelle occasioni sfumate: “Ho perso un tie-break che ho un po’ buttato via. E anche sul 5-4, quando lui mi ha dato una chance per tornare 5 pari e andare a servire, non sono mai riuscito a dire la mia”.

“Non sono riuscito a comandare il gioco”

Il match, nelle parole di Musetti, è stato soprattutto una questione di inerzia mai presa. Lui ha giocato sicuramente una buona partita. È un giocatore fastidioso, non ti dà ritmo, non ti fa giocare bene, spiega, sottolineando le difficoltà nel trovare le proprie trame sulla terra. E infatti l’analisi tecnica è lucida e severa: “Devo rimproverarmi un po’ tutto, a partire dal servizio. Potevo essere più incisivo dopo la battuta e anche col dritto oggi non ha funzionato tanto”. Un dato su tutti fotografa la giornata: “Gli unici vincenti che ho fatto sono state smorzate abbastanza estemporanee. Non sono riuscito ad avere il comando del gioco come mi piace fare sulla terra, disegnare le traiettorie, prendere in mano lo scambio”. Nemmeno le condizioni possono diventare un appiglio: “Le palline troppo gonfie? Sì e no. Non riuscivo a sporcarle e a farle saltare come volevo, ma c’erano anche per lui. Semplicemente non sono riuscito a prendere l’iniziativa”.

“Barcellona per ritrovare sicurezza, Parigi resta l’obiettivo”

Il momento è quello che è, e Musetti non lo nasconde. Alla domanda su quanto sia lontano dal suo miglior livello, la risposta è quasi disarmante: Non so nemmeno qual è il mio 100%, quindi è difficile dare percentuali. Sicuramente mi mancano delle sicurezze che a inizio anno avevo trovato. Una fase di passaggio, forse inevitabile: “C’è una fase di stallo e in questo momento sono un po’ lìGiocherò Barcellona, anche se non era in programma, proprio per acquisire ritmo partita. È quello che mi serve per ritrovare sicurezza”. Montecarlo, con la finale dello scorso anno da difendere, non ha pesato quanto si potesse immaginare, in termini di pressione aggiuntiva: “Non più di tanto. La prestazione di oggi non dipende da quello, ma dal fatto di non aver giocato abbastanza”. Lo sguardo, inevitabilmente, è già più avanti: “Barcellona, Madrid, Roma e poi Parigi. Ho tanti punti in scadenza, ma la priorità adesso è sentirmi bene fisicamente e continuare a lavorare. L’obiettivo finale resta arrivare a Parigi con altre garanzie”.

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