PREMIUM Forse lo spettacolo del grande tennis comincia da oggi. Ieri, senza colpe per Sinner e Alcaraz, non c’è stato

Quasi tutti incontri a senso unici al Country Club. Oggi Berrettini contro Medvedev dovrà far vedere di che panni si veste. Idem Cobolli contro Blockx e Musetti contro Vacherot

Di Ubaldo Scanagatta
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Jannik Sinner - Montecarlo 2026 (Foto X @RolexMCMasters)

Chi aveva acquistato i biglietti per questa giornata di martedì al Country Club di Montecarlo era tutto contento. Non era facile assicurarsi la possibilità di vedere nella stessa giornata i primi due tennisti del mondo, Alcaraz e Sinner  – e vorrei aggiungere probabili finalisti del torneo…se non fosse che in tutti i precedenti quattro tornei, AO, Doha, Indian Wells e Miami, la sospirata finale non c’è stata – più un paio di azzurri, Berrettini e Darderi. E per i francesi i loro Humbert e Monfils sul campo Ranieri III, in aggiunta ad Atmane, Moutet, Muller e qualche doppista.

Ma lo spettacolo non è stato all’altezza delle premesse -promesse, perché il match di Berrettini non c’è praticamente stato – per via del malandato Bautista Agut, 37 anni e tanti acciacchi. Lo spagnolo si è ritirato dopo 4 games e dopo aver fatto 6 punti in tutti – quello di Sinner con Humbert è durato solo il primo set (6-3) perché il mancino francese che prue poteva vantare in carriera due vittorie su due n. 2 del mondo (Alcaraz e Medvedev quando lo erano) aveva un ginocchio malmesso da Miami in poi. E nel secondo set (6-0) ha alzato ben presto bandiera bianca. E anche Alcaraz non è stato generoso nei confronti di Baez, avendogli lasciato appena 4 game.

Humbert non è mai arrivato a 40 nei sette turni di battuta di Jannik, si è accontentato di tre game persi a 30 e altri 3 a 15. Totale 9 punti strappati a Sinner. Troppo poco perché la gente si divertisse. Nessuna statistica che valga la pena raccontare, ricostruire, al di là della vittoria n. 18 di fila nei Masters 1000 e tutte in due set. Fanno quindi 36 set senza macchia. Non vorrei essere Machac Cerundolo adesso: chi vincerà il duello di questo mercoledì affronterà Jannik giovedì. Machac ha perso con il nostro 3 volte su 3, Cerundolo 4 su 6, incluse le ultime due.

Come sempre Jannik ha tenuto i piedi per terra anche per commentare la sua facile vittoria su Humbert, dicendo che ci sono ancora alcuni difetti da limare (te pareva! Meno male che non è arrivato a sostenere che si è trattato di un match difficile). Ma semmai mi è parsa interessante, seppur non sorprendente, la risposta di Alcaraz a una mia domanda. “E’ più difficile adeguarsi alla terra battuta venendo dal cemento piuttosto che il contrario”. E’ anche per questo motivo che aveva creduto che difficilmente Jannik avrebbe giocato questo torneo, dopo essere stato così fortemente impegnato nel Sunshine Double ed essere giunto a calcare questi campi soltanto giovedì scorso.

Sinner ha peraltro sottolineato nuovamente che il suo obiettivo quest’anno è il Roland Garros. E che, in altre parole, ogni suo match qui è solo una marcia di avvicinamento.

Lo fa per mettere le mani avanti? Forse. Ma a dire la verità non è proprio il tipo. Solo che lui è talmente perfezionista che dentro di sé è realmente convinto che non si possa improvvisare con soli 5 giorni di preparazione un Masters 1000.

Però il tabellone non sembra tale da doverlo impensierire troppo. Ciò sebbene Cerundolo in particolare non è tipo che si possa sottovalutare. E di certo Jannik non commetterà quell’errore. Lui che non sottovaluta neppure avversari molto più scarsi dell’argentino.

Sono curioso, a questo punto, di vedere se la fiducia che Matteo Berrettini ha espresso sul proprio conto è ben riposta. Dopo due sconfitte con Buse il dubbio ce l’ho. Però è vero quel che ha detto su Medvedev. “E’ vero che ha vinto Roma, ma la terra battuta non è la superficie sulla quale si esprime al meglio…”.

Il russo ha mostrato segni di ripresa, vincendo un torneo quest’anno e impegnando allo spasimo Sinner nella finale di Indian Wells persa soltanto con due tiebreak.

Con Berrettini ha vinto 3 volte su 3 ma uno è un incontro molto datato e in altre due occasioni è stato sul cemento e durante l’ATP Cup che è una sorta di mezza esibizione, quindi sono precedenti che contano il giiusto. Semmai sono i precedenti cotnro altri avversari quelli che a mio avviso contano di più.

Vedremo a partire dalle 11. Mentre per seguire Musetti contro Vacherot e Cobolli contro Blockx occorrerà aspettare gli ultimi incontri della giornata, uno sul Ranieri III e l’altro sul Court des Princes. Sempre principi sono. Non mi sembrano partite facili soprattutto per la condizione incerta dei nostri. Infatti Vacherot sulla terra rossa – sebbene quella di casa – non è un fenomeno e nemmeno lo è il belga Blockx con tutte quelle consonanti.

Se il cugino di Vacherot fosse stato monegasco anche lui sarebbe stata la sua partita tale da meritare il centrale, visto che gioca contro Fonseca. L’altroieri il carioca è stato “assistito” dal pilota di Formula Uno Gabriel Bortoleto. Ieri a guardare Sinner c’era nientemeno che Usain Bolt. D’altra parte se non è il Country Club ad ospitare super VIP…dove allora? A Jannik hanno chiesto se c’è caso che venga a vederlo Kimi Antonelli e lui ha risposto: “Mah, credo che abbia altre cose da fare piuttosto che venire a vedere il tennis”.

Insomma, per farla breve, le partite migliori del martedì sono state quelle vinte da Bublik (64 64) sul trentottenne Monfils, sempre un grande personaggio, sempre in grado di dare spettacolo, e quella di de Minaur su Norrie, due tennisti che di spettacolo ne danno meno, ma che di abbandonare una lotta non ne vogliono sapere. Guai a me però se uso e abuso della parola sempre più in voga…resilienza!

Questo mercoledì da leoni offre un altro conflitto generazionale fra Auger-Aliassime e Cilic, ma anche Zverev, alle prese con il cileno Garin che ha eliminato lunedì Arnaldi, ormai non è più un pivello e certo soffre la sua condizione di eterno n. 3 del mondo con zero tituli Slam. Prima per colpa dei vari Fab, Fedal e Djokovic, ora per Sincaraz.

Avrà un gran peso sulla spalle, quel peso che ha avvertito Darderi con Hurkacz, il nostro Cobolli. Facilitato però dal fatto che Blockx non ha l’esperienza e il livello di Hurkacz.

Buon tennis a tutti. Per me questo è il 52mo Open di Montecarlo di fila. Dal 1974 non ne ho perso uno. Tifo naturalmente per i tennisti italiani, ma spero ancor di più di vedere del bel tennis…soprattutto dopo aver visto ultimamente un bruttissimo calcio, sia della Nazionale sia della mia Fiorentina. Concludo dicendo…si salvi chi può

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