LONDRA – Il campo numero 1 di Wimbledon, come terzo incontro della seconda giornata dei “Championships” 2026, propone una sfida affascinante, per motivi sia tecnici che emotivi. Ed è difficile stabilire quale dei due aspetti sia più significativo.
Da un lato, il mitico Stan Wawrinka, giunto ormai a 41 anni e all’ultima stagione sul circuito. Il campione che durante gli anni della “dittatura agonistica” imposta al tour dai leggendari Federer, Nadal e Djokovic, fu capace di vincergli in faccia ben tre titoli Slam (Melbourne 2014, Parigi 2015 e New York 2016). Erano i periodi in cui i tre “mostri” parevano inscalfibili, ma Stan-The-Man, a furia di vincenti di potenza ingestibile, sia di dritto che di rovescio, da qualsiasi angolo del campo, si prese quei trofei in modo strameritato.
Dall’altra parte, Matteo Berrettini, il nostro “bombardiere di cristallo”, il giocatore che ha aperto la strada al rinascimento del tennis azzurro, arrivando in finale qui a Wimbledon nel 2021 e in semifinale a Melbourne (2022) e New York (2019). Poi, tanti altri risultati di prestigio sia negli Slam che nei tornei ATP, che gli sono valsi un “best ranking” di numero 6 al mondo. Chissà cosa avrebbe potuto fare in carriera se non fosse stato martoriato da una sfilza di infortuni tanto lunga da sembrare irreale.
A questi due ragazzi non si può non voler bene, anche per le qualità umane che li accomunano e li contraddistinguono. Ma gli elementi che rendono il loro confronto affascinante sono anche e soprattutto tecnici, e parliamo dei loro rovesci, diversissimi e complementari. Il colpo monomane coperto di Stan è semplicemente, dati alla mano, il miglior rovescio per potenza e top-spin della storia del tennis, bimani compresi. Ancora ricordo quando un frastornato Juan Martin del Potro, appena sconfitto da Wawrinka nei quarti dello US Open 2016, mi disse “è come giocare contro uno con due dritti“.
Sulla diagonale sinistra, la clamorosa botta di Stan andrà a scontrarsi con lo slice tagliatissimo e filante di Matteo, un’esecuzione che ormai è rimasto quasi solo lui a utilizzare con qualità assoluta, in modo offensivo e non solo per manovrare in contenimento. Salutati Roger Federer, Ashleigh Barty, Roberta Vinci, a saper tirare uno slice aggressivo di quel livello sono rimasti forse solo Grigor Dimitrov (anche lui agli sgoccioli della carriera) e proprio Berrettini.
Invito tutti gli appassionati a godersi lo spettacolo fantastico che, ne sono convinto, sapranno offrirci Stan e Matteo negli scambi diagonali da quel lato. Fucilate coperte e carichissime contro affettate con la rotazione in backspin che tagliano l’aria come laser, passando a una spanna dal nastro.
Bizzarramente, poi, è anche la prima sfida in assoluto tra i due, ed è probabile sia l’ultima. Il favorito per la vittoria, come è ovvio, è Berrettini, assai più “erbivoro” di Wawrinka, e 11 anni più giovane. Ma a prescindere dal risultato finale, è una partita da non perdere, da guardare sorridendo, e pur tifando per Matteo, apprezzando e ringraziando Stan per i magnifici anni di gran tennis e super rovesci che ci ha regalato.
