La prima grande scossa del tabellone maschile arriva già al primo turno. Ben Shelton, quarta testa di serie, esce da Wimbledon dopo una battaglia decisa soltanto al super tie-break del quinto set, battuto dal qualificato Otto Virtanen al termine di un match pieno di strappi e ribaltamenti. Alle sue spalle la giornata offre altre maratone, con Bublik costretto a risalire due volte Kokkinakis e Mensik salvato solo dall’ultimo tie-break contro la wild card britannica Toby Samuel, mentre Fritz e De Minaur hanno decisamente una strada più comoda al secondo turno.
Virtanen si regala la vittoria della vita: Shelton fuori al quinto
Il primo botto del torneo maschile porta la firma di Otto Virtanen, qualificato finlandese capace di eliminare Ben Shelton, testa di serie numero 4, con il punteggio di 6-4 3-6 6-7(8) 6-2 7-6(9). Una sconfitta pesantissima per l’americano, arrivato a Wimbledon con ambizioni molto alte e invece costretto a salutare già all’esordio.
Virtanen parte meglio e mette subito pressione nei turni di battuta di Shelton, che nel primo set si trova spesso costretto a inseguire. Il finlandese chiude 6-4, ma la reazione del numero 4 del seeding arriva nel secondo parziale: Shelton alza il livello, prende campo e pareggia i conti con un 6-3 che sembra poter spostare l’inerzia dalla sua parte.
Il terzo set è il più doloroso per Virtanen, perché il qualificato resta agganciato fino al tie-break ma finisce per cederlo 10-8, lasciando a Shelton il vantaggio di due set a uno. A quel punto però il match cambia ancora volto. Il finlandese non accusa il colpo, anzi domina il quarto set con un netto 6-2 e trascina tutto al quinto.
Nel set decisivo si arriva fino al super tie-break, dove la tensione diventa altissima. Shelton resta in partita fino all’ultimo, ma Virtanen trova il coraggio per completare l’impresa e chiudere 11-9, firmando una delle vittorie più importanti della sua carriera e la prima grande eliminazione eccellente di questa edizione dei Championships.
Bublik si complica la vita, poi rimonta Kokkinakis
Giornata molto più lunga del previsto anche per Alexander Bublik, testa di serie numero 10, che supera Thanasi Kokkinakis soltanto al quinto set: 4-6 6-3 6-7 6-3 6-4.
Il kazako deve rincorrere praticamente per tutto il match. Perde il primo set 6-4, rimette in equilibrio la partita con un buon secondo parziale, ma nel terzo finisce di nuovo sotto, lasciando a Kokkinakis il vantaggio di due set a uno. Da lì però Bublik riesce a evitare la trappola, si rimette in carreggiata con il 6-3 del quarto e nel quinto trova il break decisivo per completare una rimonta tutt’altro che scontata.
Per Bublik è un successo importante non solo per il tabellone, ma anche per il modo in cui arriva: una partita sporca, complicata, più da sopravvivenza che da spettacolo puro, ma vinta restando lucido nel momento in cui il margine di errore era ormai minimo.
Mensik si salva solo al super tie-break
Brividi anche per Jakub Mensik, testa di serie numero 15, che ha bisogno del quinto set per domare la wild card Toby Samuel: 5-7 6-3 6-3 3-6 7-6(7).
Il ceco parte male e si fa strappare il primo set nel dodicesimo game, prima di rimettere ordine alla partita con due parziali solidi, entrambi vinti 6-3. Quando sembra avere finalmente preso il controllo, però, Samuel trova una nuova fiammata nel quarto set e rimanda tutto al quinto.
Anche qui la decisione arriva al super tie-break. Mensik, reduce da una stagione che lo ha già portato stabilmente dentro il gruppo dei giovani più interessanti del circuito, evita l’uscita prematura e chiude 9-7 nel gioco decisivo, trasformando una giornata potenzialmente pericolosissima in una vittoria di carattere.
De Minaur soffre un set, poi travolge Burruchaga
Molto più netto, almeno nel punteggio finale, il debutto di Alex de Minaur. L’australiano, testa di serie numero 5, supera Roman Andres Burruchaga con il punteggio di 7-6(5) 6-1 6-0.
Il primo set è l’unico vero ostacolo della sua partita. Burruchaga resta agganciato, porta il parziale al tie-break e arriva anche ad avere due set point sul 6-4. De Minaur però li cancella, ribalta il tie-break e da quel momento cambia completamente ritmo.
Il resto del match diventa un monologo. L’australiano concede appena un game negli ultimi due set, chiudendo con un 6-1 6-0 che racconta bene la differenza di livello emersa dopo lo scampato pericolo iniziale.
Fritz non concede sorprese a Lajovic
Esordio senza particolari scosse per Taylor Fritz, testa di serie numero 6, che batte il lucky loser Dusan Lajovic in tre set: 6-3 6-4 6-3.
L’americano controlla la partita dall’inizio alla fine, senza dover attraversare momenti di vera emergenza. Fritz fa valere il peso del servizio e la maggiore abitudine alla superficie, gestendo con ordine tutti e tre i parziali e chiudendo una pratica che, sulla carta, nascondeva comunque qualche insidia.
In una giornata segnata dalla caduta di Shelton e da diverse maratone, il suo successo lineare assume un peso ancora maggiore: Fritz avanza senza consumare troppe energie e resta uno dei nomi più pericolosi nella parte alta del tabellone.
