M. Berrettini b. [WC] S. Wawrinka 6-7(7) 7-6(16) 7-6(7) 7-6(5)
È una battaglia di quattro ore e venti minuti quella che Matteo Berrettini fa sua imponendosi 6-7(7) 7-6(16) 7-6(7) 7-6(5) su Stan Wawrinka che, com’è intuibile dal punteggio, ha avuto palle set anche nelle due partite centrali, otto in tutto, anche se a pesare è l’unica sulla propria battuta, nel terzo parziale. Un match in cui i servizi hanno spadroneggiato, un solo break concesso a testa, con belle fiammate da parte di entrambi, lasciando ad altri – com’era prevedibile – gli scambi gladiatori e, a ogni modo, eravamo qui per guardare la sfida con affetto.
Qualche numero
Metà delle battute di Matteo (49%, esattamente) non è tornata indietro, 29 ace e 66 vincenti complessivi a fronte di 51 errori non forzato, con Wawrinka che ha fatto registrare un 44-31. Berrettini ci ha messo un po’ a registrare i colpi a rimbalzo, lo slice non usciva filante e il dritto è salito a partire da metà incontro. Non si può non notare il punteggio del secondo tie-break, 18-16, come quello epico tra McEnroe e Borg nella finale di Wimbledon del 1980, con la differenza che questo è durato 31 minuti invece di 20 e soprattutto è servito allo scopo (cioè vincere l’incontro).
Al rientro dopo i quarti del Roland Garros persi per ritiro, una buona prestazione di Berrettini a inaugurare la nuova racchetta (che è sempre quella, ma ogni due anni esce il nuovo modello in corrispondenza dello swing erboso). La sfida con l’ex numero 3 del mondo era inedita, ma nei rispettivi angoli Thomas Enqvist è avanti 5-1 su Magnus Norman. Peraltro, fra Enqvist e Wawrinka la differenza di età è la stessa di quella tra Stan e Berretto, undici anni. Lo svizzero è nato il 28 marzo 1985, i Dire Straits non avevano ancora pubblicato Brothers in Arms.
Primo set – Berrettini intoccabile al servizio, ma il doppio fallo nel TB lo condanna
Matteo sceglie di partire in risposta, al terzo gioco pesta bene con il dritto procurandosi il 15-40 e un vantaggio esterno, ma le occasioni sfumano tutte con l’errore di rovescio (i due slice accartocciati in rete sembrano suggerire una certa tensione). Non ci sono più opportunità per la ribattuta, forse una per Berrettini sul 30 pari dell’undicesimo game, ma il dritto in entrata vola via, corde rotte nella risposta steccata. L’equilibrio prosegue nel tie-break, fino all’errore in uscita di Matteo che vale il 6-4 per Stan. Servizio&dritto per annullare il primo set point e ancora il dritto azzurro protagonista dalla risposta per il 6 pari. Arriva il doppio fallo di Berretto, stavolta Wawrinka mette la prima e si prende il parziale.
17 vincenti e 15 unforced per Matteo, che con il 43% di servizi non risposti non ha concesso palle break, 7-5 il bilancio di Stan, bravo ad approfittare dell’unica seconda fuori bersaglio del classe 1996.
Secondo set – Matteo sale ancora con il servizio e si prende un tie-break da 34 punti
I servizi continuano a essere dominanti, oltre la metà di quelli azzurri non torna indietro e così è ancora tie-break. Due scambi di regali e si può cominciare con l’altalena di set point annullati, quasi tutti senza grossi rischi, soprattutto Matteo che stampa ace a ripetizione (saranno 11 nel parziale), ma strappa applausi il rovescione imprendibile di Stan per l’11 pari.
Si cambia campo per la terza volta, Berretto entra nello scambio sul 13-12, ancora un brutto slice affossato, per fortuna il dritto, pur lontano dai suoi picchi, funziona quanto basta. La sua controsmorzata telefonata sul sesto set point contro è perdonata da Wawrinka che, imperdonabile, fallisce il rovescio in uscita e allora è 18-16 Berrettini, sì, come quel tie-break vinto da McEnroe su Borg (speriamo non sia altrettanto inutile), un set pari, angolo romano con Enqvist, Bega, il fratello Jacopo e Rianna (Umberto…) in piedi, si può chiudere il tetto quando le due ore di gioco sono passate da sei minuti.
Terzo set – Berrettini serve inutilmente sul 5-4, salva due set point e vince il tie-break
Il rovescio slice di Matteo pare finalmente quello promesso e il dritto è salito di livello, il match ora è più vivo e godibile. Al nono game, Berrettini risponde con continuità, Stan sbaglia troppo e cede la battuta mandando il nostro a servire sul 5-4, ma è anch’egli impreciso, concede le sue prime palle break e perde il game con un dritto fuori misura: neanche stavolta si evita il tie-break.
Wawrinka allunga presto con un tracciante di dritto che punisce l‘inside-in azzurro, Berretto gli rimane vicino e rientra sull’errore di rovescio del tre volte campione Slam. Sul 5 pari commette però doppio fallo, sembra ripetersi l’epilogo del primo set, invece Matteo risponde alle prima esterna e va a prendersi il punto. Salva un altro set point con l’ace e questa volta la seconda battuta fallita è di Stan, 9-7 Matteo, che ha messo solo il 44% di prime (perdendo un solo punto), ma ottenendo un ottimo 57% dalla seconda, stessa percentuale dell’avversario.
Quarto set – Solito epilogo, Berrettini si prende anche questo tie-break e batte Wawrinka
Un bel secondo game vede The Man salvare due palle break, siamo a una su sei convertita per Matteo. Ci si diverte parecchio anche quando Stan serve per agguantare Berrettini sul 6 pari, l’azzurro è a due punti dal match, raggiunge la volée smorzata ma tocca la rete con il piede, ci si emoziona come se non sapessimo che finirà con il tie-break.
Berretto manda avanti Wawrinka con l’errore di dritto ma lo riprende immediatamente con lo stesso colpo. È il momento di sorpassare, l’errore in uscita di Stan dà la spinta a Berrettini che poi sale 6-3. Lo svizzero annulla i primi due match point, ma poi la prima esterna di Matteo non torna indietro e allora non resta che il bell’abbraccio a rete tra i due.
Al secondo turno per Berrettini c’è Arthur Fils, rientrante dopo il ritiro a Roma nel match con Pellegrino. Contro il classe 2004 francese, Matteo ha perso l’unico precedente, a Tokyo nel 2024, ritiro per infortunio agli addominale dopo aver vinto il primo set.
