ATP Kitzbuhel, Cinà si disunisce sul più bello: Diaz Acosta rimonta e si regala Bublik

Cinà gestisce male il set di vantaggio e cede al ritorno di Diaz Acosta che rende amaro l'esordio dell'azzurro in Austria

Di Manuel Ventriglia
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Federico Cinà - Roland Garros 2026 (foto Instagram @imgtennis)

F. Diaz Acosta b. [Q] F. Cinà 4-6 6-3 6-4
Dottor Jekyll e Mr.Hyde. È la perfetta fotografia letteraria di quello che è stato l’esordio di Federico Cinà in quel di Kitzbuhel. Il palermitano, dopo aver strappato il pass per il main draw austriaco, si ferma al primo turno in un match che gli lascerà più di qualche rimpianto. Il rimando all’opera di Stevenson è dovuto alle due facce mostrate dall’azzurro, che nel primo set aveva dominato Diaz Acosta più di quanto il 6-4 lasciasse intendere, poi la spina si stacca e arriva il buio a compromettere tutto.

Federico inizia a perdere sistematicamente le certezze del primo parziale e l’argentino non è così magnanime da non scartare i regali pervenuti. Diaz Acosta rimonta e supera Cinà 4-6 6-3 6-4 in due ore e dieci minuti di gioco, approfittando di un brutto passaggio a vuoto del palermitano nel quinto game del set decisivo. Si ferma la corsa dell’unico italiano presente in tabellone, mentre il sudamericano avanza e si regala la sfida contro il n. 1 del seeding Sasha Bublik.

Primo set: Cinà non paga dazio per gli sprechi e parte avanti

La partita di Cinà inizia in modo altalenante, variando cose buone ad altrettante meno buone. Come la risposta, profonda e aggressiva, ma poco incisiva nei momenti che contano. Ne approfitta un incerto Diaz Acosta, che nel terzo game riesce a risalire da 15-40 e neutralizzare due palle break. Il palermitano non ha particolari problemi nei propri turni di battuta, con una menzione speciale alla deliziosa smorzata di rovescio con cui inaugura il game successivo. Il pressing dell’azzurro cresce ma, ancora una volta, l’argentino si salva con una buona prima che trova la stecca da parte dell’avversario: 3-2. Federico continua a lasciare le briciole al servizio – saranno appena 2 i punti ceduti in tutto il set – e la meritata svolta arriva nel nono game: si va ai vantaggi, e dopo 16 punti e due palle break sprecate, il rovescio in corridoio del sudamericano regala al siciliano la chance di chiudere. Stavolta nessuna pietà e arriva il 6-4 dopo 50′ di gioco.

Secondo set: il servizio di Cinà cala, Diaz Acosta pareggia i conti

Per Diaz Acosta arriva finalmente un turno al servizio senza andare in apnea, lasciando Cinà a 0 per la prima volta nell’incontro. L’azzurro va sotto 15-30 ed è una notizia, con l’argentino a conquistare in un game di risposta gli stessi punti accumulati nel set precedente. Palli mette a segno tre punti di fila chiedendo ausilio al servizio – primo ace del secondo parziale – e al rovescio. Ma il dominio dell’azzurro sembra scricchiolare e nel quarto game concede una palla break che non difende, sanguinosamente, con un doppio fallo: 3-1 Facundo. Nonostante il calo della qualità del servizio, il classe 2007 prova a rimanere in scia con il sudamericano a servire per allungare la partita nel nono game. Il numero 108 del ranking si fa largo con due autentici jolly per poi chiudere con un dritto vincente: 6-3 e un set pari.

Terzo set: Diaz Acosta sfrutta il black out di Cinà e avanza

Cinà riannoda il filo del match e parte subito forte, tenendo il servizio e strappando la battuta all’avversario. Sul 15-30, Diaz Acosta dà più di una mano all’azzurro con un doppio fallo che lo manda a doppia palla break. Basta la prima dove il palermitano fa buona guardia e doma un passante dell’argentino con un’ottima volée a rete. Arriva però la la pronta reazione dell’argentino, con Federico che gestisce con troppa frenesia, sul 30-30 insiste troppo con il dritto sino all’errore che porta alla palla dell’immediato controbreak. Non se la lascia scappare l’argentino che rimette il parziale on serve.

Per Cinà è una mazzata psicologica che lo fa sprofondare nel baratro, con il quinto game a forti tinte horror dove è protagonista di un errore grossolano sotto rete nel tentativo di un comodo appoggio, il quinto doppio fallo della sua partita e un gratuito di dritto. E così, Diaz Acosta si trova avanti con il minimo sforzo. È lo spartiacque di tutto il match, con il nativo di Buenos Aires a fare leva su questo break e chiudere in rimonta 4-6 6-3 6-4.

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