US Open: Sabalenka e Kostyuk agli ottavi in due set, Pegula costretta alla rimonta

Ottima prestazione di Marta Kostyuk contro una Alexandrova troppo discontinua. Aryna Sabalenka con il minimo sforzo supera una combattiva Rakhimova. Leylah Fernandez spaventa ma neanche troppo Jessica Pegula

Di Michelangelo Sottili
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Marta Kostyuk – US Open 2026 (foto via Twitter @usopen)

Il programma diurno del venerdì allo US Open è stato inizialmente accompagnato da qualche raffica di vento particolarmente fastidiosa sui campi più esposti, Grandstand compreso. In campo i match di terzo turno della parte alta del tabellone femminile e di quella bassa del maschile. Nessun rischio per le favorite Aryna Sabalenka e Marta Kostyuk, autrici tuttavia di prestazioni differenti anche per valore (nominale) delle avversarie, mentre Jessica Pegula ha dovuto rimediare a una falsa partenza.

[11] M. Kostyuk b. [18] E. Alexandrova 6-3 6-2

Una Marta Kostyuk in grande spolvero (e chiaramente in missione) batte Ekaterina Alexandrova 6-3 6-2 in 77 minuti. Solo un piccolo calo a cavallo dei sue set per lei, accompagnato dal tentativo di reazione di una Ekaterina troppo fallosa.

IL MATCH – Marta annulla subito una palla break con Alexandrova che non controlla la risposta alla seconda di servizio, poi inizia a giocare benissimo, sia in spinta – il terreno preferito dell’avversaria – sia in contenimento ed eventuale contrattacco. Con un repertoria più vario, prende anche la rete con successo e ci è piaciuta particolarmente una volée “colpita”, ma non lo diciamo certo per spernacchiare quei maschi che si rifugiano continuante nelle stop volley, che l’avversario parte prima e li infila come tonni. Poi ci mette anche un’imprendibile stek volley – vabbè, la fortuna aiuta i fortunati.

Alexandrova, una che giocherebbe indoor tutto l’anno (e come darle torto, senza ombre, sole, vento a rovinare lo spettacolo), sbaglia tanto, anche e soprattutto con il suo colpo più solido, il rovescio, e Kostyuk va a servire sul 5-1, ma regala il game con due doppi falli consecutivi. Ekaterina accorcia non senza difficoltà, vale a dire annullando un set point, ma l’ucraina tiene a zero il turno successivo assicurandosi il parziale dopo 40 minuti. 12 vincenti e 7 errori per lei, 4-15 per la trentunenne di Čeljabinsk che però nel secondo set sembra trovare più continuità e parte 2-0.

Kostyuk però non vuole farla scappare e riesce a riprendersi il break in un fondamentale terzo game. La conferma a zero riporta la sfida sulla rotta della prima frazione: Marta sostiene il ritmo di Alexandrova, sbaglia meno, tira accelerazioni fulminanti, fa qualche punto a rete. Sei game consecutivi e ottavi con Noskova o Li.

[1] A. Sabalenka b. K. Rakhimova 6-3 6-4

Impiega un’ora e mezzo Aryna Sabalenka per battere 6-3 6-4 la n. 92 WTA Kamilla Rakhimova. La tennista uzbeka ha comunque sempre dimostrato di crederci e non potrebbe essere altrimenti di fronte sì alla numero 1 del mondo, ma con zero titoli Slam quest’anno – finale all’Australian Open, quarti a Parigi, ottavi a Wimbledon, quindi un terzo turno turno qui ci starebbe, avrà pensato Kamilla. Forse per questo Aryna scade nella maleducazione nei confronti di chi non le fa le domande giuste.

Tra crederci e farcela però ne passa e una Sabalenka peraltro dominante nelle statistiche si è accontentata di capitalizzare al meglio un break per set, entrambi ottenuti con un po’ di complicità dell’avversaria. Il doppio fallo e gli altri errori nel suo primo turno del match, mentre sul quattro pari del secondo Rakhimova non ha chiuso dal 40-15, andando piano con la mano sulla seconda e vera chance con l’apertura di campo. Brava poi Sabalenka a prendersi il break e la sfida, nonostante abbia aperto l’ultimo game con una smorzata che purtroppo non potremo più toglierci dagli occhi.

Ottavi di finale contro Taylor Townsend che ha battuto in tre set a sorpresa Diana Shnaider col punteggio di 6-2 6-7(3) 6-3. Non ci sono precedenti tra la bielorussa e l’americana

[3] J. Pegula [31] L. Fernandez 1-6 6-4 6-3

Inizia male Jessica Pegula, ma si riprende e supera 1-6 6-4 6-3 una Leylah Fernandez che si lascia sfuggire l’occasione – magari non clamorosa, ma almeno buona – di tornare agli ottavi di finale, risultato che le manca dal 2021, l’anno della finale persa contro Emma Raducanu.

Il punteggio tutt’altro che bugiardo evidenzia la pessima partenza di Pegula, 3 vincenti e 11 unforced. Nel secondo set l’equilibrio si rompe al sesto game, quando Jessica sta ormai trovando direzione e profondità, con l’errore pesante di Fernandez recuperando la smorzata sulla palla break. Il game successivo è quello che segna più l’incontro: 20 punti, quattro palle del contro-break annullate e 5-2 Pegula. Leylah tenta la rimonta, due giochi di fila, ma poi cede battuta e set, 6-4. Nella partita finale, la statunitense allunga al quarto gioco e, facendo segnare 10 vincenti e 5 gratuiti contro il 5-11 dell’avversaria, tiene il vantaggio fino alla fine. Prossimo turno con Sorana Cirstea, comoda vincitrice di Jasmine Paolini.

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