«Non posso giocare così! Non è possibile che una pallina rimbalzi in un modo e quella successiva scivoli. Non posso giocare d’istinto!». La frustrazione di Carlos Alcaraz è esplosa già durante il primo set della sfida poi persa contro Zizou Bergs, quando il belga gli ha strappato il servizio sul 5-5. Al cambio di campo, lo spagnolo si è rivolto al proprio angolo lamentando l’imprevedibilità dei rimbalzi, incapace di trovare le giuste sensazioni sul cemento di Shanghai.
Uno sfogo che ha anticipato la sorprendente eliminazione del numero 3 del mondo, sconfitto 7-5 7-6(4) al terzo turno del Masters 1000 cinese, ma soprattutto le considerazioni espresse poco dopo in conferenza stampa. Alcaraz ha infatti ribadito le proprie perplessità sulle condizioni di gioco, evidenziando le differenze riscontrate tra il match d’esordio e quello contro Bergs.
«Le palline erano più grandi e lente. È qualcosa che devono controllare»
A sollevare la questione era stato anche Novak Djokovic, che aveva giudicato i campi di Shanghai particolarmente veloci rispetto alle proprie abitudini. Interrogato sull’argomento, Alcaraz ha offerto una lettura leggermente diversa, soffermandosi soprattutto sulla variabilità delle condizioni.
«A essere sincero, nel primo turno il campo mi era sembrato davvero veloce. Oggi non ho avuto la stessa sensazione. È strano che nell’arco di appena due giorni le condizioni possano cambiare così tanto».
Lo spagnolo ha quindi sottolineato una differenza importante tra le due partite: contro Juan Manuel Cerundolo aveva giocato con il tetto chiuso, mentre contro Bergs il match si è disputato all’aperto.
«Nel turno precedente ho giocato con il tetto chiuso, oggi all’aperto. Ho avvertito condizioni completamente diverse. La prima volta era tutto molto rapido, mentre oggi la pallina sembrava più grande e un po’ più lenta. Non so perché. È una cosa strana, qualcosa di cui dovrebbero occuparsi».
Le dichiarazioni successive alla sconfitta danno dunque un contesto più ampio alle proteste ascoltate durante l’incontro. Non soltanto una questione di velocità della superficie, ma anche di comportamento della pallina e di difficoltà nell’adattarsi a sensazioni profondamente diverse da una giornata all’altra.
Alcaraz, tuttavia, non ha voluto trasformare le condizioni di gioco in un alibi per la sconfitta, riconoscendo apertamente i meriti dell’avversario e i limiti della propria prestazione.
«Ho giocato davvero male. Bergs ha sfruttato meglio le occasioni»
La questione delle condizioni non è però diventata una giustificazione per la sconfitta. Alcaraz ha riconosciuto senza esitazioni la superiorità del suo avversario e soprattutto le proprie difficoltà.
«Non è stata una buona partita da parte mia. Ho giocato a un livello davvero basso, mentre lui ha espresso un tennis di ottima qualità. Nonostante questo, credo sia stata una partita equilibrata. Nei momenti importanti non sono riuscito a giocare al meglio».
Lo spagnolo ha anche fatto riferimento ad alcuni episodi favorevoli al belga, senza però sminuirne la prestazione.
«Ci sono stati alcuni momenti in cui è stato anche fortunato. Ha colpito qualche risposta o qualche altro colpo con il telaio, ma la pallina è rimasta in campo e lui è riuscito a rientrare nello scambio. La cosa importante è che, dopo quegli episodi fortunati, ha giocato davvero bene. Io aspettavo un pizzico di fortuna nei momenti decisivi, ma non è arrivato. Il tennis è anche questo: lui ha saputo sfruttare le proprie occasioni».
Ancora più severa l’analisi del proprio rendimento tecnico, soprattutto in risposta e negli scambi da fondo.
«A dire il vero, non sono soddisfatto praticamente di nulla. Ho commesso tantissimi errori e non sono riuscito a trovare una buona posizione in risposta. Nelle ultime partite stavo rispondendo bene, mentre oggi non ho trovato le giuste distanze. Naturalmente bisogna riconoscere i meriti di Bergs, che serve davvero molto bene».
«Anche quando riuscivo a entrare nello scambio e a trovare il ritmo, continuavo a sbagliare. Non mi sentivo a mio agio con i colpi. Sono davvero deluso, soprattutto perché non sono riuscito a trovare una soluzione. Ho commesso troppi errori gratuiti».
«Ora vedo soltanto gli aspetti negativi, ma devo guardare avanti»
La delusione è ancora troppo fresca per consentire ad Alcaraz di individuare qualcosa di positivo nella sua prestazione. Lo spagnolo, tuttavia, non vuole dimenticare i buoni risultati ottenuti nelle ultime settimane.
«In questo momento faccio davvero fatica a trovare qualcosa di positivo. Mi vengono in mente soltanto pensieri negativi. Nei prossimi giorni cercherò di ragionare con maggiore lucidità e di analizzare le partite insieme al mio allenatore e alla squadra. Sarà molto utile in vista del prossimo torneo».
«Sono comunque contento di come ho giocato ultimamente e dei risultati ottenuti negli ultimi tornei. Adesso devo tornare a casa, riprendere ad allenarmi e cercare di giocare meglio la prossima volta».
Alcaraz applaude Qinwen Zheng: «Il suo rientro è incredibile»
La conferenza si è conclusa con un passaggio dedicato a Qinwen Zheng, fresca vincitrice del WTA 1000 di Pechino. Un successo particolarmente significativo, perché la cinese è diventata la prima giocatrice di casa a conquistare il titolo nella Storia del torneo.
Alcaraz, che aveva già manifestato il proprio apprezzamento sui social, ha rivolto parole di grande stima alla collega e al suo allenatore spagnolo Pere Riba.
«È una grandissima giocatrice ed è allenata da Pere, con il quale abbiamo un ottimo rapporto. Sono davvero molto felice per lei e per tutto il suo team».
«Ha saltato tanti tornei importanti, è scesa in classifica e ha dovuto persino giocare le qualificazioni. Il modo in cui è riuscita a tornare è incredibile».
«So che è la prima tennista cinese ad aver vinto il torneo a Pechino. Sta facendo grandi cose e lavora duramente. Sono convinto che non sarà l’ultimo grande torneo che vincerà. Le auguro davvero il meglio».
