Battuto anche Tommy Paul, Daniil Medvedev si prepara alla sfida inedita con Rafael Jodar in semifinale. Al Rolex Shanghai.Masters sarà la sua 70^ volta tra gli ultimi quattro nel circuito maggiore. In zona mista dopo il match parla della chiave per battere lo statunitense, del gioco da adattare all’avversario e di tattiche vincenti.
D. Parlando del secondo set, hai detto che Paul ha dovuto faticare per vincerlo. Volevo chiederti se è dipeso dal tuo gioco, se lui è stato semplicemente il giocatore migliore in quel set oppure se hai avuto qualche problema fisico.
DANIIL MEDVEDEV: No, penso che sia stato un set molto equilibrato. Nel primo game credo di aver annullato tre palle break, ma alla fine lui è riuscito a brekkarmi. Ho provato a giocare la seconda di servizio, l’ho sbagliata, ma può succedere.
Poi ho avuto una palla break. Ne ho avuta un’altra sul 2-1. Quando siamo arrivati sul 4-1, con un doppio break di svantaggio, ho pensato: «Va bene, è meglio riorganizzarsi e prepararsi per il terzo set». A quel punto, se fossi riuscito a recuperare uno dei break, ci avrei provato, ma stavo semplicemente cercando di giocare in modo aggressivo. Sono contento, però, di essere riuscito ad alzare il livello al servizio nel terzo set, mantenendo solidità. È stata quella la chiave.
D. Affronterai Jodar, in una sfida tra due stili di gioco diversi. Come prepari solitamente una partita contro un avversario che magari non conosci molto bene? Lui gioca molto vicino alla riga di fondo e non è facile guadagnare campo contro di lui. Cercherai di studiarlo e di modificare il tuo gioco per adattarti, oppure scenderai in campo facendo semplicemente il tuo tennis?
DANIIL MEDVEDEV: Secondo me, quando guardi Roger affrontare Novak, oppure Novak affrontare Rafa, è chiaro che si adattano un po’ da una partita all’altra, perché si conoscono molto bene e hanno una lunga storia di scontri diretti. Ma se guardi Novak nel corso dell’anno, gioca sempre allo stesso modo. Cerca di servire bene, di spingere con il dritto, di costruire buoni scambi e di riuscire a strappare il servizio all’avversario almeno una volta.
Penso che, su un campo veloce, alla fine tutto si riduca a cercare di brekkare l’avversario, essere solidi al servizio e, chiunque ci sia dall’altra parte della rete, provare a mettere a segno qualche ace. Naturalmente, durante la partita vedremo come giochiamo entrambi. Mi aspetto una sfida difficile e cercherò di esprimermi al meglio.
D. La corsa per qualificarsi alle ATP Finals di Torino è molto serrata. Hai intenzione di presentare ricorso per i punti persi a Pechino, oppure lo hai già fatto?
DANIIL MEDVEDEV: Per il momento non commento. Non so nemmeno se possa parlarne, quindi vedremo.
