ATP Houston: Johnson vince su una gamba sola

Nonostante i crampi, Steve Johnson trionfa sulla terra rossa texana sconfiggendo Thomaz Bellucci in tre set

ATP Houston: Johnson vince su una gamba sola

[4] S. Johnson b. [8] T. Bellucci 6-4 4-6 7-6(5)

Atto finale un po’ a  sorpresa a Houston, protagonisti la quarta testa e l’ottava di serie del torneo, rispettivamente lo statunitense Steve Johnson ( n. 29 ATP) e il brasiliano Tomaz Bellucci (n. 65 ATP). Bellucci deve avere benedetto in cuor suo il fatto di dover affrontare Johnson su una superficie diversa da quella in cui, nel 2016, aveva rimediato una solenne batosta nel loro unico precedente incontro, ovvero il cemento degli Australian Open. Sulla terra rossa il brasiliano ha infatti vinto i quattro titoli ATP conquistati in carriera, mentre lo statunitense, su questa superficie, era al debutto in una finale. Oltre all’attuale classifica, Johnson partiva con il vantaggio derivante dall’avere giocato un incontro in meno rispetto al suo avversario, grazie al bye del primo turno.

 

L’inizio della partita pare voler comunque confermare la presunta superiorità tecnica di Bellucci sul rosso; infatti, toglie subito il servizio all’avversario e poi tiene agevolmente il proprio. Sul 2 a 1 in suo favore ha più volte l’opportunità di confermare il vantaggio ma le spreca e alla prima chance Steve Johnson lo raggiunge sul 2 a 2. Nulla da segnalare sino al decimo gioco nel quale il brasiliano commette due doppi falli consecutivi, manda un diritto in tribuna  e regala quindi il primo set a Johnson dopo 47′ di gioco, insieme al vantaggio  di iniziare il secondo set con la battuta a disposizione. Se la grandezza di un giocatore si vede dalla sua seconda di servizio ( Sampras dixit) il 38% di punti conquistati da Bellucci nel set con questo fondamentale costituiscono il più appropriato commento al risultato del primo parziale.

Bellucci nel secondo set conferma però la sua vocazione alle maratone (4/4 vittorie al terzo set in questo torneo): aumenta in maniera esponenziale la percentuale di punti conquistati con la seconda palla di servizio portandola al 73% e porta l’incontro al set decisivo grazie ad un break conquistato al nono gioco, dopo esserci andato molto vicino al terzo e, ancora di più , al quinto game. Johnson subisce il colpo e parte malissimo nel primo gioco del terzo set: due doppi falli consecutivi e break.  Bellucci arriva senza soffrire sul 4-3 e servizio ma, per qualche insondabile ragione astrale, smette di giocare per un game e si fa raggiungere sul 4 pari. Il nono, il decimo e l’undicesimo gioco sono, almeno rispetto ai precedenti, qualitativamente i migliori dell’incontro: tanti colpi vincenti e pochi errori non forzati. Alla fine dell’undicesimo game il colpo di scena: Johnson viene colto da crampi violenti alla gamba sinistra e praticamente rinuncia a rispondere nel dodicesimo gioco per non peggiorare la situazione. Nonostante la palese menomazione, che gli impedisce di correre verso sinistra e di caricare il servizio, lo statunitense riesce a portarsi sul 6-3 al tie break per la palese confusione tattica dell’avversario e a vincere l’incontro alla terza palla match, con un grandioso diritto lungolinea a tutto braccio.

Per quale ragione Bellucci non lo abbia costretto a muoversi sempre verso sinistra, peraltro verso il colpo di gran lunga più debole dell’americano anche su due gambe, resta un mistero. Applausi comunque allo storico Steve Johnson che da lunedì salirà alla 25ima posizione mondiale. Sipario.

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