Kyrgios: “I coach servono poco, Murray potrebbe farsi allenare anche da un passante”

L'australiano va contro tendenza. Per lui gli ex campioni come coach non aiutano molto i tennisti e fa l'esempio di Murray: "Non importa chi sia il coach, Andy avrebbe comunque un tennis sensazionale"

Di Redazione
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Avere ex campioni come coach è ormai una tecnica assodata di quasi tutti i top ten. Djokovic ha Becker, Nishikori ha Chang, Raonic ne paga addirittura due: Mc Enroe e Moya. Nick Kyrgios, però, non sposa questa filosofia di tennis anche se prima di affrontare il talento canadese all’Aegon Championships al Queen’s Club potrà contare sui preziosi consigli del capitano di coppa Davis, Lleyton Hewitt.

Il giovane australiano è convinto che siano i giocatori fare i coach e non necessariamente il contrario.

Non importa chi prende Andy (Murray), lui potrebbe essere allenato da un passante per strada e sarebbe comunque in grado di giocare un tennis incredibile e lo stesso vale per Milos” ha dichiarato a foxsports.com.au.

Nick continua il suo ragionamento riferendosi poi a Raonic: “John Mc Enroe può dirgli molte cose, ma lui ha uno dei migliori servizi e sa come giocare. Gli allenatori ci sono solo per dare un’aggiunta qua e la e per tenerti sulla giusta strada”.

Intanto la stagione sull’erba sta per cominciare e dopo l’eliminazione dal Roland Garros per mano di Gasquet, Kyrgios ha preferito riposarsi un po’ con la sua ragazza: “Mi sento molto bene, ora sono fresco. Solitamente a questo punto dell’anno mi sento un po’ scoppiare, invece questa volta dovrei essere pronto. Questo deriva dal fatto che la mia programmazione è stata modificata in meglio”.

Dario Marchetti

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