Esplode il caso Van Uytvanck-Peng

Bufera sui social dopo la squalifica inflitta da parte di TIU alla cinese: lei e Van Uytvanck sostengono due versioni dei fatti diametralmente opposte

Di Antonio Ortu
5 min di lettura 💬 Vai ai commenti
🔒 Ubitennis Paywall
Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

Una settimana fa Tennis Integrity Unit ha reso nota la squalifica di sei mesi (ridotta poi a tre) e la multa di 10000 dollari a Shuai Peng, colpevole di aver… tentato di cambiare partner di doppio nella scorsa edizione di Wimbledon. Nel comunicato l’organo di anti-corruzione del tennis afferma che Peng “ha usato la coercizione e ha offerto la possibilità di un compenso alla sua partner di doppio in cambio del suo ritiro dal tabellone a Wimbledon 2017″. Ne fu vittima Alison Van Uytvanck, al centro della bufera scatenatasi nei giorni successivi alla comunicazione di TIU. La lotta a distanza tra le due potrebbe anche imboccare le vie legali, ma per ora le due giocatrici si sono limitate a scrivere dei post più o meno chiarificatori sui social.

Poco dopo aver appreso la notizia riguardo la sospensione e la multa, la tennista cinese ha pubblicato un post sul canale social cinese Weibo, fornendo la sua versione dell’accaduto: “Lo scorso Wimbledon ho scelto di giocare in coppia con Alison Van Uytvanck dal momento che la mia compagna di doppio era infortunata. Contemporaneamente accadde la stessa cosa a Sania Mirza. Dopo aver dato conferma, l’ho aspettata per tre ore dopo aver firmato ma non si è presentata. Nel primo giorno di gara, ho ricevuto un messaggio nel quale mi comunicava il suo ritiro a causa di un infortunio. È stata lei a cancellarsi dal doppio e noi non abbiamo mai offerto del denaro per costringerla al ritiro. A quel punto io e Sania Mirza volevamo giocare assieme e le abbiamo offerto il montepremi del primo turno per l’affitto della casa a Londra e il cambio di programmazione da parte di Bertrand Perret, il mio ex-coach (anche lui condannato a tre mesi di squalifica). Nonostante ciò io non sapevo nulla delle comunicazioni tra il mio ex-coach e Van Uytvank. Deciderò se fare appello o meno dopo aver sentito il mio avvocato”.

In sostanza, Peng rivendica la piena legittimità della sua offerta a Van Uytvanck e sostiene di non aver mai cercato di corromperla, in quanto la sua intenzione di giocare il doppio con Mirza sarebbe stata successiva alla notizia del ritiro della sua partner, e non precedente. Si dichiara poi all’oscuro dei tentativi effettuati dal suo ex coach. Già confusi da questo stravolgimento dei fatti per come erano emersi appena dopo la squalifica, è arrivata la replica di Van Uytvanck su Twitter a complicare ulteriormente le cose. La sua versione è completamente opposta e smentisce in toto la cinese: “Questo è ciò che accaduto. Io e il mio ex-coach Alain De Vos siamo stati perseguitati giorno e notte da Shuai Peng, che voleva mi ritirassi dal doppio. Voleva giocare con Sania Mirza, anche se la deadline era ormai oltrepassata. Il mio ex-coach si è rivolto a Tennis Integriry e il caso è andato sotto investigazione. In base alle prove ottenute, hanno deciso di sospenderla. Da quando ero bambina il tennis è tutto per me, per questo voglio che resti pulito.”

Innanzitutto, sebbene non si posseggano delle prove in merito e le due versione siano di fatto inconciliabili, risulta difficile immaginare che Shuai Peng sia stata così indiscreta da perseguitare giorno e notte (il termine usato da Van Uytvanck è stalked) una collega e il suo coach per un fatto di rilevanza tutto sommato trascurabile. Certo, eticamente non è il massimo che la cinese abbia preferito fare coppia con Mirza dopo essersi precedentemente accordata con Van Uytvanck: in tal senso i contatti tra i due coach farebbero propendere per la ‘colpevolezza’ di Peng, che pure si è dichiarata estranea all’operato del suo ex allenatore. È però difficile prendere una posizione senza sapere quale delle due versione dei fatti sia quella reale. La squalifica inflitta da TIU è in linea coi rigidi provvedimenti presi in quest’ultimo periodo, ma risulta comunque un po’ esagerata: il programma di anti-corruzione avrebbe perso credibilità se si fosse limitato a una semplice multa?

🎾 Gioca con noi
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per Wimbledon e sfida la community Ubitennis. Scarica la nostra app o gioca dal web!
Leave a comment