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Wimbledon: eliminati gli indicativi “Miss” e “Mrs” per le giocatrici

Il torneo londinese era l'unico a conservare questa distinzione

Ultimo aggiornamento: 01/07/2019 14:46
Di Vanni Gibertini Pubblicato il 01/07/2019
4 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Il trofeo di Wimbledon (foto Twitter @Wimbledon)

Dal nostro inviato a Wimbledon

Anche nel bastione della tradizione qualche volta si avverte la necessità di rimanere al passo coi tempi. Da questa edizione 2019, il nome delle signore non sarà preceduto dall’indicativo del loro stato coniugale, “Miss” per le nubili, “Mrs” per quelle sposate. “Anche noi dobbiamo adeguarci ai tempi moderni – ha detto Alex Willis, capo della comunicazione, contenuti e dei media digitali dell’All England Club al giornalista del New York Times Ben Rothenberg – speriamo di poter fare una gradita sorpresa ai nostri spettatori”.

Nei paesi anglosassoni è piuttosto comune per le signore che si sposano prendere il cognome del marito e, nel caso delle tenniste, causare una certa confusione negli albi d’oro. A Wimbledon, poi, per un certo periodo è stata addirittura consuetudine chiamare le signore con il nome del marito, anteponendo un semplice “Mrs” al nome maschile. Gli appassionati di più lunga data si ricorderanno certamente dei match giocati sul Centre Court da Chris Evert nei quali la campionessa americana veniva chiamata “Mrs John Lloyd” nel periodo in cui Chris era appunto sposata con il tennista inglese John Lloyd. La fondatrice della WTA, Billie Jean King, durante i primi anni della sua carriera era nota come Billie Jean Moffit, prima che si sposasse con Larry King e ne prendesse il cognome. Billie Jean ha poi deciso di mantenere il cognome “da sposata” anche dopo il divorzio da King ed aver dichiarato apertamente la sua omosessualità.

L’argomento è stato per anni uno dei cavalli di battaglia del decano dei giornalisti di tennis italiani Rino Tommasi, il quale scrisse un famoso articolo intitolato “Evert forever” (Evert per sempre) predicando la necessità per le donne di sport o più in generale “in carriera” in un ruolo pubblico di mantenere per sempre il loro cognome. Questo per due motivi: innanzitutto per non generare confusione negli albi d’oro e in chi esegue ricerche di carattere storico, e poi anche per evitare a chi si vuole occupare di questa persona a livello professionale di doversi interessare anche della sua vita privata.

L’All England Club ha cambiato radicalmente il modo di riportare i nomi delle giocatrici negli albi d’oro, spiega sempre Rothenberg sul sito del New York Times, quantomeno nel compendio distribuito alla stampa. Per esempio, la campionessa delle edizioni 1929 e 1930 è ora indicata come Helen Wills e Helen Wills Moody, mentre prima era registrata come Miss H.N. Wills e Mrs F.S. Moody, rendendo piuttosto complicato capire che si trattava della stessa persona. Il cambiamento, per ora, non interessa gli albi d’oro in mostra nelle aree pubbliche dell’All England Club, che hanno mantenuto la vecchia “nomenclatura”.

Questa decisione del torneo inglese fa seguito all’analoga iniziativa del Roland Garros, che a partire da quest’anno ha eliminato gli indicativi “Madame” e “Mademoiselle” davanti ai nomi delle giocatrici per indicare il loro stato civile. Sarà tuttavia mantenuto l’indicativo davanti ai cognomi nei casi in cui i giudici di sedia debbano annunciare delle penalità comminate agli atleti, ma in questo caso l’utilizzo avviene sia per gli uomini (Mister Djokovic) sia per le donne (Miss Barty).


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TAGGED:Wimbledon 2019
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