Montecarlo, Carlos Alcaraz: “Venire in conferenza dopo una sconfitta? Fa parte del nostro lavoro. Si perde, non si muore”

Carlos Alcaraz molto sereno nonostante la sconfitta: "Non è facile la transizione dal cemento alla terra. Ma bisogna adattarsi. Sto bene e sono pronto ad affrontare la stagione sul rosso"

Di Laura Guidobaldi
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Giovane, certo, ma già molto maturo e consapevole. Carlos Alcaraz commenta nel migliore dei modi la sconfitta appena subita al terzo set da Sebastian Korda, nel suo primo match su terra rossa della stagione: “Non è mai facile abituarsi alla terra. Il primo match è sempre complicato, e Sebastian è un grande giocatore; oggi c’erano condizioni difficili, con il vento e il resto. Però ora è il momento di concentrarsi sul prossimo torneo e continuare sulla terra”.

La sfida più difficile è la transizione dal cemento alla terra, una sfida tecnica o piuttosto mentale?

È totalmente diverso giocare sulla terra e sul cemento. I punti sulla terra sono più lunghi, con tanto slice, devi adattarti. Poi c’è maggiore topspin ma, ancora una volta, bisogna adattarsi e giocare tanti match. Se mi sento stanco fisicamente o mentalmente? No, no. Sono pronto a riprendere gli allenamenti per i prossimi tornei. Anche se è stato un match duro, mentalmente sono pronto a giocare questo tipo di partite lunghe e difficili. Sono pronto mentalmente e fisicamente“.

Tra i “doveri” del tennista professionista c’è anche quello di partecipare alle conferenze stampa, anche dopo una sconfitta. Che ne pensa Carlos? Ne farebbe a meno?

Fa parte del nostro lavoro. Bisogna convivere anche con le sconfitte nel modo migliore possibile e, anche se perdiamo, è solo una sconfitta, non è la morte; la settimana successiva abbiamo un’altra possibilità per fare meglio. E anche se può capitare che ci siano domande a cui non piace rispondere, fa parte del nostro lavoro”.

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