Per L’Equipe Sinner delusione dell’anno. Scelta davvero giustificata?

Per L'Equipe la delusione maschile dell'anno è Jannik Sinner. Un giudizio un po' ingeneroso perché i dettagli contano eccome

Di Laura Guidobaldi
6 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jannik Sinner - US Open 2022 (foto: twitter @usopen)
🔒 Ubitennis Paywall
Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

In un bilancio di fine anno, il quotidiano francese ha indicato Jannik Sinner coma la principale delusione del 2022, davanti a Gaël Monfils e Ugo Humbert. L’Equipe sottolinea il fatto che il tennista altoatesino – attualmente n. 15 del mondo – aveva cominciato la stagione in Top 10 e che, rispetto ai quattro titoli conquistati nel 2021 (Melbourne 1, Washington, Sofia e Anversa), nel 2022 è riuscito a vincerne soltanto uno (Umago). Inoltre, pur considerando le difficoltà conseguenti alla separazione da Riccardo Piatti, un vero e proprio mentore per Sinner, il quotidiano fa notare come quest’anno non sia riuscito a far prevalere le sue doti principali come il focus e il tennis potente, soprattutto nei tre match di quarti di finale raggiunti negli slam. In particolare, viene definito “apatico” di fronte a Tsitsipas a Melbourne, “senza soluzioni” a Wimbledon contro Djokovic e “nonostante due set di vantaggio, alla fine travolto da Alcaraz agli Us Open in un match monumentale”. Ma è davvero giustificato tale giudizio? A noi sembra di no.

Anche se, complessivamente, Jannik non ha ottenuto i risultati sperati, ci sembra alquanto ingeneroso indicarlo come la delusione dell’anno. Innanzitutto perché l’Equipe non cosidera affatto i ripetuti infortuni dell’azzurro nel corso della stagione. Dopo i quarti di finale disputati all’Australian Open, nello swing dei primi due mille americani, Jannik ha dovuto dare forfait due volte, a causa di una forma virale e delle vesciche ai piedi. Si issa poi ai quarti di Montecarlo (sconfitto da Zverev in tre set lottati) e Roma (superato ancora da Tsitsipas), migliorando comunque i suoi risultati nei Masters 1000 sulla terra rispetto al 2021, in cui si era fermato al massimo al secondo turno. Al Roland Garros, negli ottavi contro Rublev (battuto a Montecarlo), è ancora costretto al ritiro a causa di un dolore al ginocchio.

Sull’erba di Wimbledon, agli ottavi di finale, è protagonista di un match straordinario contro il futuro n. 1 del mondo Carlos Alcaraz. Poi giunge la sconfitta con Djokovic, ma ricordiamo che Jannik cede solamente al quinto set, dopo aver subìto la rimonta del serbo negli ultimi tre set. E non dimentichiamo che Djokovic è Djokovic, un campione che delle rimonte esasperate ha fatto uno dei marchi di fabbrica della sua leggendaria carriera. Per giunta a Wimbledon, torneo in cui trionferà quest’anno per la settima volta e che lo aveva già visto protagonista di rimonte all’ultimo respiro, come quella in finale contro Federer nel 2019, per citarne una…

Insomma, perdere al quinto contro Djokovic a Wimbledon è doloroso, certo, ma ci sta eccome! E va considerata inoltre la “fame” quasi furiosa di vittoria del serbo, dopo le vicende travagliate ad inizio stagione di cui è stato protagonista.

Poi per Jannik giunge la vittoria a Umago… contro lo stesso Alcaraz battuto pochi giorni prima a Church Road, in quella che ormai è una delle nuove grandi rivalità tennistiche del presente e del prossimo futuro. Alcaraz è un fenomeno e, infatti, dopo lo storico trionfo allo Us Open, diventa il più giovane n. 1 della storia. Sinner viene sconfitto da Carlos proprio a New York, ma non prima di aver lottato con le unghie e i con i denti al quinto set nel match forse più entusiasmante dell’anno.

Purtroppo c’è un altro ritiro a Sofia, a causa di una brutta caduta. Il finale di stagione è senza dubbio complicato dal punto di vista fisico, in cui Jannik fa fatica a recuperare una forma ideale per tentare di qualificarsi al Masters di fine anno.

Potremmo dire che, nonostante non ci sia stato quell’ulteriore guizzo inseguito dall’azzurro soprattutto nei grandi appuntamenti dell’anno, e considerando il cambio radicale del team – con l’aggiunta, peraltro, del supercoach Cahill – e dei molteplici infortuni subìti, la stagione di Sinner non sia da considerare poi così deludente. Anzi. L’azzurro ha confermato comunque le sue grandi doti in alcuni match chiave e molto complicati. Inoltre, ha iniziato, sì, l’anno da n. 10 ma, in fondo lo termina perdendo solo cinque posizioni, restando comunque in top 15 e non essendone mai uscito nel corso del 2022. Dunque, nonostante le défaillance, Jannik dimostra una certa costanza, elemento fondamentale per restare nella rosa dell’eccellenza e molto difficile da mantenere, vista la concorrenza agguerrita nel circuito. Ora, nel 2023, se riuscirà a raggiungere – e a conservare – un’adeguata forma fisica, potrà certamente dire la sua. Insomma, quando si formula un giudizio, è utile rammentarsi che i dettagli di solito fanno la differenza; forse, questa volta, il giornale francese è stato un po’ frettoloso e di dettagli ne ha considerati davvero pochi.

🎾 Gioca con noi
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per Wimbledon e sfida la community Ubitennis. Scarica la nostra app o gioca dal web!
Leave a comment