Volandri: “Con Berrettini, Sinner e Musetti l’Italia può tornare a vincere uno Slam”

Il capitano di Coppa Davis al Corriere dello Sport: “Importante prevenire gli infortuni”

Di Giulio Vitali
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Filippo Volandri - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

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L’Italia sta vivendo un momento d’oro nella storia del tennis: tre tennisti azzurri sono nei primi venti del mondo, Berrettini, Sinner e Musetti. Tutti e tre partono agli Australian Open con ottime ambizioni per fare strada e regalarsi un risultato importante. Filippo Volandri si è soffermato proprio su questo in un’intervista al Corriere dello Sport: “Stiamo vivendo un momento eccezionale, sono molto soddisfatto per ciò che il movimento sta esprimendo a livello alto e nelle retrovie, con tanti giovani in rampa di lancio”. Il capitano di Coppa Davis ha espresso una previsione su quello che potranno dare gli azzurri a livello Slam nei prossimi anni:L’Italia può tornare a vincere uno Slam, Berrettini e Sinner hanno già dimostrato di poter arrivare in fondo ai grandi tornei e Musetti sta crescendo a vista d’occhio”.

L’ex tennista livornese parla anche del tema legato ai tanti infortuni: “Berrettini si è allenato molto bene nella preparazione invernale, sta lavorando su sé stesso alla ricerca di una solidità fisica che possa ridurgli gli infortuni e garantirgli la continuità che gli è mancata. La differenza rispetto a quando giocavo io non è la mole di eventi, ma il problema è che la stagione per chi disputa la Coppa Davis finisce tardissimo e non c’è tempo per fare un’adeguata preparazione per la stagione successiva. Noi svolgevamo almeno sei settimane di preparazione fisica, ora si arriva a stento a tre settimane”.


Qualche battuta anche sulla crescita impetuosa di Lorenzo Musetti: “Ha lavorato tanto sui colpi di inizio gioco, servizio e risposta. Tecnicamente è eccellente, ma è mentalmente che sta facendo un ulteriore step. Ad esempio i problemi respiratori emersi a Firenze nel match contro Auger-Aliassime sono sempre meno frequenti”.


Volandri ha parlato anche di Sinner e della sua crescita: “Jannik sta lavorando con abnegazione sul servizio, l’idea è quella di costruire un tennista sempre più completo. Fisicamente è meno strutturato dei suoi coetanei, il suo fisico è ancora in costruzione. La Coppa Davis? Non mi danno fastidio le critiche nei miei confronti, ma le critiche nei confronti dei giocatori, ma è un problema di cultura sportiva”.

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