Rune e Agassi insieme a Washington (ma solo per tre giorni)

Il coach 55enne si trova a Washington per lavorare con il danese. Inizialmente si tratterà di un periodo di tre giorni. Al fianco del 22enne resta comunque il coach storico Lars Christensen

Di Matteo Beltrami
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Holger Rune - Barcellona 2025 (foto X @ATPTour_ES)
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Holger Rune sta attraversando una stagione complicata. Il 22enne danese non ha compiuto quei progressi che ci si aspettava da lui, e il divario che c’è tra lui, e i primi due giocatori del mondo – Alcaraz e Sinner – non è mai stato più marcato di così. Qualcosa però potrebbe cambiare già dal prossimo torneo in programma: il Mubadala Citi D.C. Open. Infatti Rune ha chiesto momentaneamente aiuto a una leggenda del gioco per cercare di fare quel salto di qualità definitivo che in tanti si auspicano: Andre Agassi. Il coach 55enne si trova a Washington per lavorare con Rune per un periodo di tre giorni, come riportato da opencourt. Giovedì è stato il primo giorno; resterà fino a sabato. Al fianco di Rune resta comunque il coach storico Lars Christensen. Poi si vedrà.

Non si tratta, da quanto si sa, di una vera e propria aggiunta allo staff, piuttosto dell’idea di cercare qualcuno che possa portare uno sguardo nuovo e la sua esperienza al progetto. Rune ha solo 22 anni, è attualmente al numero 8 con best ranking da n.4, risalente a quasi due anni fa. In questa stagione ha un record modesto di 22 vittorie e 14 sconfitte. Cinque di quelle vittorie sono arrivate durante una grande settimana a Barcellona in aprile, dove ha vinto poi il titolo. Altre cinque vittorie sono arrivate raggiungendo la finale a Indian Wells. Se non teniamo conto di quelle due settimane positive, il suo bilancio stagionale è un più che mediocre 10-13.

Certo i problemi che si sono succeduti non hanno il giovane danese. Ha avuto l’influenza a Rotterdam, una tonsillite che ha richiesto antibiotici a Indian Wells, un virus in Sud America, un’intossicazione alimentare ad Acapulco e un altro virus intestinale a Monte Carlo. A Wimbledon è uscito al primo turno, in cinque set contro il qualificato Nicolas Jarry, dopo aver vinto i primi due.

Ora Holger deve difendere un ottavo di finale a Toronto (ovvero il terzo turno un anno fa, con il tabellone da 56 giocatori, ma è il quarto turno quest’anno con il tabellone ampliato) e ha una semifinale da difendere a Cincinnati. Il vero banco di prova sarà poi lo US Open, dove l’anno scorso uscì al primo turno, quindi ha margine per fare bene lì.

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