I tennisti che hanno fatto l’impresa, il back-to-back a Wimbledon nell’Era Open

Da Laver a Newcombe fino ad Alcaraz e Sinner: i dieci grandi che hanno saputo ripetersi a Londra

Di Danilo Gori
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E dieci! Con la vittoria di oggi nella finale di Wimbledon Jannik Sinner completa la prima decina di giocatori che hanno saputo bissare nell’Era Open il successo dell’anno precedente sul Centre Court. Percorriamo l’Albo d’Oro dei Championships per ritrovare i campioni del back-to-back prima dell’asso altoatesino.

Rod Laver, 1969

La leggenda australiana completa due volte il Grande Slam, nel 1962 e nel 1969, e in entrambi i casi vince Wimbledon anche nell’anno precedente. Il Razzo del Queensland apre il torneo lasciando cinque game a Nicola Pietrangeli, negli ottavi rimane in campo per cinque set prima che Stan Smith si arrenda e, dopo la semifinale con Arthur Ashe, il successo in finale con John Newcombe in quattro set lo proietta verso Forest Hills per il completamento del magico quadrilatero.

John Newcombe, 1971

Dopo il 1969 Laver non si impone più in alcun torneo major e nell’edizione 1970 Newcombe batte in finale al quinto set un Ken Rosewall mai così vicino al suo impossibile sogno londinese. Il baffo aussie nel 1971 deve ancora ricorrere al set decisivo per piegare il grande rivale americano Stan Smith, che deve rimandare di dodici mesi il suo unico trionfo a Church Road.

Bjorn Borg, 1977

L’asso svedese firma, come è noto, cinque edizioni consecutive, dal 1976 al 1980. Nel primo episodio arriva senza aver perso un set alla finale con Ilie Nastase, anch’egli giunto al secondo sabato con il curriculum immacolato. Borg vince 3-0 mentre l’anno successivo la strada è più complicata: Vitas Gerulaitis lo confonde per cinque partite in uno dei match più emozionanti mai disputati a Londra, e Jimmy Connors non gli è da meno in finale. Ma l’ultima parola è sempre dell’orso scandinavo.

John McEnroe, 1984

Supermac stravince nel 1983: triplo 6-2 al neozelandese Chris Lewis, ma forse se Kevin Curren non avesse perso la semifinale degli outsider (l’altra fu McEnroe-Lendl), le cose non sarebbero state altrettanto facili per The Genius. Nel 1984 McEnroe è inavvicinabile, in semifinale il giovanissimo Pat Cash fa bella figura ma non prende nemeno un set, in finale Connors colleziona due game in meno di Lewis: 6-1 6-1 6-2.

Boris Becker, 1986

Boom Boom Becker vince a 17 anni nel 1985 e senza affrontare grandi nomi (Leconte nei quarti e Jarryd in semifinale, con Curren in finale), ma l’anno successivo il ragazzo di Leimen si conferma fermando nell’atto conclusivo la corsa al titolo di un determinatissimo Ivan Lendl con un perentorio 6-4 6-3 7-5.

Pete Sampras, 1994

Il pistolero americano vince dal 1993 al 1995 e dal 1997 al 2000, agganciando William Renshaw come numero di titoli in singolare. Andre Agassi lo stressa per cinque set nei quarti e in finale è un altro connazionale, l’allora numero 2 del mondo Jim Courier, a farsi da parte. Nel 1994 la vittima è Goran Ivanisevic: 7-6(2) 7-6(5) 6-0.

Roger Federer, 2004

Si entra nel nuovo millennio e lo Swiss Maestro giunge a vincere Wimbledon per otto volte: dal 2003 al 2007, nel 2009, 2012 e 2017. Dopo il maiden title strappato in finale a Mark Philippoussis, nel 2004 Federer piega durante la seconda domenica del torneo l’americano Andy Roddick, che nel 2009 tornerà in finale per perdere soltanto 16-14 al decider.

Novak Djokovic, 2015

Sette allori per l’asso serbo, 2011, 2014, 2015 e 2018-2022 (senza il 2020, edizione annullata per la pandemia): Novak oltraggia nel 2014 King Roger e nel 2015 si ripete, non avendo bisogno nemmeno del quinto set: 7-6(1) 6-7(10) 6-4 6-3. Nel 2019 Nole firmerà lo speciale tris con Federer in una partita costellata da incredibili emozioni.

Carlos Alcaraz, 2024

Nel 2023 a vent’anni il murciano si prende i Championships infliggendo a Djokovic l’unica sconfitta major della stagione: 6-4 al quinto set. Carlos concede la rivincita al grande avversario ma il gap tra i due si è nel frattempo allargato e per il 24 volte campione Slam l’amaro risultato è 6-2 6-2 7-6(4). A 21 anni Alcaraz è anche il più giovane dei magnifici dieci al momento dell’impresa.

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