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US Open

US Open, Auger-Aliassime: “Ora so apprezzare molto più un risultato del genere rispetto a prima”

Il canadese dopo la vittoria su Rublev: "A 21 o 22 anni spesso si esagera fino ad infortunarsi. Ora so come gestirmi"

Ultimo aggiornamento: 03/09/2025 4:57
Di Matteo Beltrami Pubblicato il 02/09/2025
12 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Felix Auger Aliassime - ATP Adelaide 2025 (foto X @atptour)

E’ un Auger-Aliassime positivo quello che si presenta in conferenza stampa dopo la bella vittoria su Andrey Rublev negli ottavi di Flushing Meadows. Dopo Zverev un altro nome di peso cade per mano del canadese, il quale afferma che: “giocare con i miei punti di forza è sempre stato importante: il servizio, il dritto. Era questione di renderli più precisi e costanti”. Oggi è un giocatore diverso rispetto a 5 anni fa, si gode semplicemente il momento: “Penso di apprezzare questa posizione, essere di nuovo ai quarti qui, molto più di quanto facevo qualche anno fa“.

D. Felix, congratulazioni. Una vittoria convincente. I tuoi pensieri sulla partita?
FELIX AUGER-ALIASSIME: “Buona vittoria considerando il nostro storico, considerando quanto lui sia un buon giocatore. Quando mi sono svegliato questa mattina, sapevo di aver giocato una grande partita l’ultima volta, ma speri sempre che l’altro non giochi troppo bene e che io riesca a eseguire il mio gioco nel modo giusto. Ma credo che, una volta entrato in partita e quando sono riuscito a tornare in gara — ero sotto 4-2 e poi sono tornato sul 4 pari — ho pensato: ok, mi sono sistemato e mi sono sentito molto meglio riguardo le mie possibilità. Da quel momento ho sentito di mettere molta pressione su di lui.  Poi, quando ho vinto il primo set, mi sono sentito in controllo della partita”

D. Vorrei chiederti del tuo dritto. Stai avendo molto successo, molti vincenti con quel colpo. Sono curioso di sapere cosa percepisci con quel colpo, se è più una scelta di strategia essere così aggressivo, se dipende da quello che ti offre l’avversario. Cosa vedi in quel colpo? 
FELIX AUGER-ALIASSIME: “È sempre stato il mio punto di forza, e il mio istinto crescendo era quello di preferire avere la partita nelle mie mani. Non sono mai stato un ragazzo che giocava aspettando l’errore dell’altro. A volte questo giocava contro di me. Da bambino sbagliavo tanto e ho dovuto imparare a usarlo bene, con precisione e costanza. Adesso è simile ma a un livello più alto. A volte sbaglio con quel colpo e poi ti chiedi: lo sto cercando troppo? Oggi, però, penso di aver fatto bene: all’inizio ho sbagliato qualche dritto, l’ho mandato un po’ lungo, ma sapevo che era solo questione di tempo prima di iniziare a colpire nei punti giusti. Quando è successo, è diventato molto difficile per lui“

D. È stato davvero impressionante vederti giocare con tanta fiducia. Hai detto in campo che in passato ci sono stati momenti in cui non avevi grande fiducia, tra infortuni e altro. Quando hai toccato il minimo di fiducia e come ti sentivi? Com’era nella tua testa, e come ne sei uscito? 
FELIX AUGER-ALIASSIME: “Negli anni ho comunque avuto bei momenti. Ero tra il 25 e il 30 del mondo. Non è che perdevo sempre. Ma ci sono stati mesi in cui mi chiedevo quale fosse il giusto approccio tattico al mio gioco. Una volta risolti i problemi fisici, la domanda diventava: adesso che sono di nuovo in salute, come sto giocando? Ci sono stati momenti in cui mi chiedevo: sono troppo aggressivo, esagero? Ma quando ho tutto chiaro nella testa e mi muovo bene, quando mi sento sicuro delle mie scelte…Ho avuto anche in passato momenti in cui giocavo al livello attuale, anche a inizio anno, l’anno scorso alle Olimpiadi o a Madrid quando l’ho affrontato in finale. Quindi ci sono stati altri periodi buoni. La sfida è rendere questa condizione il più costante possibile“

D. Hai accennato prima al confronto diretto. Quanto influisce in te il testa a testa contro certi giocatori? 
FELIX AUGER-ALIASSIME:  “Non molto, perché ci sono diversi modi di perdere. Le prime volte che ho affrontato certi giocatori, erano più grandi di me, io ero appena arrivato. Non ero il giocatore migliore. Quindi perdevo, ma sentivo solo che dovevo migliorare. Poi, quando sono arrivato al loro livello, sono state spesso partite tirate: una volta ho perso dopo che lui ha annullato match point contro di me, una volta ero avanti 4-3 con un break nel terzo set e ho perso. È stato difficile. Anche quest’anno a Doha abbiamo fatto 7-6 al terzo per lui. Sono sempre state battaglie, quindi so che il mio livello è lì con il suo, so cosa devo fare per vincere. Si tratta solo di riuscirci e di portarlo fino alla fine, così che non abbia la possibilità di rimontare“

D. Regali cose al pubblico. Hai visto l’episodio di un uomo che ha strappato un cappellino a un bambino? Ti è mai capitato che lanciando un asciugamano le persone inizino a litigare? È strano vedere gente litigare per le tue cose sudate? 
FELIX AUGER-ALIASSIME:  “A volte è divertente. Lo capisco, perché non ho avuto un episodio simile, ma da bambino mi è successo. Ti racconto: a Montreal, avevo circa 13 anni e con degli amici abbiamo cercato di prendere un polsino. Sono stato colpito in faccia e mi è cominciato a sanguinare il naso. Mi sono detto: “Sto sanguinando per un polsino, incredibile”. Dopo quell’episodio, restavo indietro e lasciavo che fossero gli altri a lottare per la roba sudata“

D. Era un altro bambino o un adulto? 
FELIX AUGER-ALIASSIME: “Erano miei amici. È stato un incidente, erano alcuni dei miei amici“

D. A volte può diventare davvero folle. 
FELIX AUGER-ALIASSIME: “Di solito no. Specialmente nel tennis è raro vedere cose del genere. Non conosco l’episodio di cui parli, ma penso che la gente sia normalmente abbastanza gentile. Ci sono tanti giocatori e tanti polsini per tutti” 

D. Quali sono secondo te i punti di forza principali del gioco di de Minaur e le maggiori difficoltà per te? 
FELIX AUGER-ALIASSIME:  “I suoi punti di forza sono sempre stati il movimento e la capacità di mantenere lo scambio, di controbattere la velocità dell’avversario e difendersi. Ma quello che mi ha colpito è che ora entra molto di più in campo. Penso che sia per questo che oggi si trova nella posizione in cui è. Ora sa entrare quando gli dai l’opportunità e punirti subito. Per questo il suo gioco è ancora più completo rispetto al passato. Ogni giocatore cerca di migliorarsi e tutti noi nello spogliatoio sappiamo quali sono i punti di forza e cosa ognuno deve migliorare. La domanda è: riesci a migliorare? Lui sì, e per questo è nella top 10 da un bel po’“

D. In cosa pensi di essere progredito di più? 
FELIX AUGER-ALIASSIME:  “Giocare con i miei punti di forza è sempre stato importante: il servizio, il dritto. Era questione di renderli più precisi e costanti. Quando riesco a fare questo, mi sento la mia versione migliore in campo. Anche la risposta è qualcosa che volevo migliorare. Ho sempre pensato di avere la reattività, ma si trattava di essere preciso sulla direzione e provarci quanto più possibile. Così puoi ingaggiare scambi già in risposta e anche il rovescio: cambiare direzione, difendere, costringendo l’avversario a stare lontano dal campo senza giocare troppo corto. Ci sono diversi aspetti, ma sicuramente quando servo e colpisco il dritto come so fare, così vinco le partite“

D. Parlando della tua fisicità, come descriveresti il tuo percorso, con anche stagioni difficili per infortuni? Hai fatto qualcosa di diverso? Hai lavorato con qualcuno di importante da menzionare? FELIX AUGER-ALIASSIME: “Non menziono spesso il mio team, ma fanno un ottimo lavoro. Nel 2023 abbiamo inserito un nuovo preparatore atletico, quando mi sono fatto male. Anche un nuovo fisioterapista. Ora tutti nel mio team sono più sincronizzati e c’è una grande comunicazione su cosa devo fare per restare in forma, perché ora conosco meglio il mio corpo e so quali sono i punti dove sono più fragile. Per esempio, ho avuto problemi al ginocchio o posso averne alla schiena. Quindi, nella preparazione, sono più attento a queste aree. Penso di conoscermi meglio. So riconoscere un dolore con cui posso convivere da uno per cui è meglio consultarmi e recuperare prima di tornare in campo. A 21 o 22 anni, a volte si va avanti finché non ci si rompe, poi bisogna fermarsi per qualche mese, ma forse non è la cosa più intelligente. Adesso prendo sicuramente decisioni migliori per il mio fisico“

D. Fai lavori come yoga o altro? 
FELIX AUGER-ALIASSIME: “Ho sempre fatto un po’ di tutto. Sono stato molto curioso di provare varie cose. Nel mio caso si trattava più che altro di rafforzare. Si può guardare un giocatore e dire: “È forte”, ma si deve essere specifici nelle zone su cui lavorare. Per me era questo quello che serviva” 

D. In campo hai detto che tornare sull’Ashe e vincere questa partita ti è sembrato davvero meritato, dopo che hai passato delle difficoltà. Puoi specificare? I problemi sono stati solo fisici o anche mentali negli ultimi anni? 
FELIX AUGER-ALIASSIME: “Sono state difficoltà diverse. Come giocatore si riflettono sempre nei risultati. A volte puoi sentirti bene, ma se non vinci devi comunque trovare il modo di migliorare. Tutti hanno visto che dipende dai risultati e dalla classifica. Sì, è calata per vari motivi, come hai detto: infortuni, difficoltà mentali a vincere alcune partite chiave. Poi la classifica scende un po’. Ma il motivo per cui ho detto in campo che ora mi sembra più meritato è perché a 21 anni tutto sembra andare da sé, non ti fai domande. Senti che ogni anno sarai di nuovo lì, o ti chiedi se sia stato davvero così difficile. Non lo sai. Poi capisci che è difficile davvero e che serve prepararsi, essere precisi in tutto quello che si fa. Penso di apprezzare questa posizione, essere di nuovo ai quarti qui, molto più di quanto facevo qualche anno fa“


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TAGGED:Felix Auger-AliassimeUS Open 2025
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