Da outsider con una wild card al secondo turno dello US Open, passando per un campus universitario e un biglietto (momentaneamente) di sola andata per il tennis professionistico. La favola americana di James “JJ” Tracy e Robert Cash continua a scriversi sui campi in cemento di Flushing Meadows, dove la giovane coppia statunitense ha firmato uno dei colpi di scena del tabellone di doppio, eliminando con personalità Simone Bolelli e Andrea Vavassori, una delle coppie più solide e affiatate del circuito. Il punteggio finale recita 6-7(4) 7-6(2) 7-6(8): tre set, tre tie-break e una battaglia in cui, nonostante abbiano conquistato tre punti in meno, sono stati proprio Cash e Tracy a prendersi tutto.
Il match: tre tie-break e una solidità mentale disarmante
L’incontro ha seguito un copione serrato: pochi spiragli in risposta, servizi sempre ben tenuti da entrambe le parti e la sensazione costante che tutto si sarebbe deciso nei momenti chiave. E così è stato. Dopo un primo set chiuso dagli azzurri grazie a un tie-break gestito con lucidità, la partita sembrava indirizzarsi verso una vittoria di esperienza. Ma la realtà ha raccontato un’altra storia.
Nel secondo parziale, i due statunitensi hanno salvato due palle break cruciali nel settimo game e dominato il successivo tie-break, approfittando di due errori a rete di Vavassori. Il terzo set, altrettanto equilibrato, sembrava poter finire quando Tracy ha servito per il match sul 5-4. Ma la tensione ha fatto il suo dovere, tre errori di diritto e contro-break. Tutto rimandato a un nuovo tie-break, il terzo di giornata, dove i giovani americani sono stati di nuovo più lucidi nei momenti decisivi. Tracy ha piazzato una prima vincente sul match point, facendo esplodere il Grandstand in un boato tutto per loro.
Chi sono James Tracy e Robert Cash
James “JJ” Tracy, classe 2002, nato ad Ann Arbor, si sta rapidamente costruendo una solida reputazione come doppista. Specialista della disciplina, ha già conquistato il suo primo titolo ATP a Los Cabos 2025, sempre insieme a Cash, e ha raggiunto il numero 57 del ranking mondiale ad agosto. Lo scorso anno aveva debuttato in uno Slam proprio allo US Open, spingendosi già allora fino al secondo turno.
Al suo fianco, Robert Cash, 24 anni, è la quintessenza del ragazzo americano modello: brillante, determinato e con un curriculum accademico che avrebbe potuto portarlo dritto in sala operatoria. Laureato in chimica con due specializzazioni in psicologia ed epidemiologia, Cash aveva già pronto un piano per diventare chirurgo ortopedico. “Stavo seguendo la strada per diventare un chirurgo, finché un singolo punto ha cambiato la mia vita“, ha raccontato al sito ufficiale ATP, spiegando la scelta, tutt’altro che banale, di mettere in pausa il suo percorso medico per inseguire il sogno del tennis professionistico.
Nonostante non abbia mai giocato un torneo ITF da junior – perché non voleva perdere giorni di scuola – e abbia affrontato numerosi infortuni durante gli anni al college, Cash ha sempre tenuto viva la passione per il tennis. “Se avevo un sogno tennistico, era quello di vincere il campionato NCAA“, ricorda. Un sogno che ha condiviso con JJ Tracy: insieme, nel 2024, hanno trionfato nel torneo di doppio, salvando due match point in semifinale e conquistando il titolo. Da lì, tutto è cambiato. Wild card a Newport, finale al primo torneo ATP, poi i titoli Challenger, Los Cabos e ora… lo scalpo di una delle coppie più solide del mondo in uno Slam.
Non solo numeri
Detto questo, Cash e Tracy sono tutt’altro che dei tennisti improvvisati. Insieme hanno già vinto sette titoli Challenger e si sono dimostrati maturi anche quando l’equilibrio si smarrisce nei dettagli. E se Bolelli e Vavassori hanno chiuso con l’87% di punti vinti con la prima, 47 vincenti e solo 18 errori gratuiti, ciò che ha fatto la differenza è stata la tenuta mentale: i due statunitensi sono rimasti solidi nei momenti più tesi, aggressivi nei tie-break, coraggiosi quando contava di più.
Il tennis ora, la medicina (forse) dopo
Cash lo sa: il tennis è un treno che non si può prendere due volte. “È ora o mai più. Non posso tornare tra dieci anni e provare a fare il tennista“, ha sottolineato, spiegando la sua scelta di mettere in pausa la carriera medica. Una decisione che, alla luce dei risultati, sembra essere stata più che azzeccata. Nel futuro, c’è ancora tempo per camici e bisturi. Ma per il presente, i riflettori dello US Open sono tutti per loro: Robert Cash e JJ Tracy, due ex college boys, ora professionisti in piena ascesa, capaci di eliminare una delle coppie più forti del doppio e guadagnarsi con pieno merito un posto tra le sorprese di questo torneo.
