Alex Vittur: “Sinner ha voluto la Fondazione. Ha potenzialità anche fuori dal campo come pochi”

Il manager e amico storico di Jannik racconta la nascita della "Jannik Sinner Foundation": "Tante cose non funzionano. Noi faremo la nostra parte per migliorarle"

Di Francesco De Salvin
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Jannik Sinner - photo credit: Jannik Sinner Foundation
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Jannik Sinner continua a costruire un percorso che guarda anche al di là dei campi da tennis. A pochi giorni dalla nascita ufficiale della Jannik Sinner Foundation, il quattro volte vincitore Slam ha voluto condividere e sviscerare il cuore di un progetto in cui crede profondamente: un’iniziativa che nasce dalla volontà di “restituire” qualcosa, non solo alla propria terra, ma anche ad un mondo in cui, come ha detto chi gli è vicino da anni, “ci sono tante cose che non funzionano”.

A raccontare il dietro le quinte della nascita di questo progetto è stato Alex Vittur, amico storico e manager del campione altoatesino, che per l’occasione ha rilasciato un’intervista a Federico Ferri, direttore responsabile di Sky Sport. Parole che lasciano trasparire non solo l’intensità del legame umano tra i due, ma anche la visione comune che li ha portati a pensare in grande.

Ci siamo conosciuti quando il mio maestro, il mio primo maestro di tennische poi era anche il suo maestromi ha fatto una chiamata e mi ha detto: ‘guarda che c’è un ragazzino che gioca bene a tennis, che avrebbe bisogno di una mano, vieni a dargli un’occhiata’”. Quel ragazzino oggi è uno dei simboli dello sport mondiale, ma il legame tra i due è rimasto saldo. “Lavoriamo insieme da undici anni, abbiamo un’ottima amicizia, e questo tipo di rapporto funziona solo se hai una comunicazione molto aperta, onesta e diretta. Diciamo che quella è la cosa che mi rende più fiero. Gli voglio un bene dell’anima e voglio vederlo progredire in tutto quello che fa. Credo che abbia delle potenzialità, in campo e fuori dal campo, che pochi hanno. Sarebbe sciocco non dirgli tutto quello che penso”, ha aggiunto Vittur, restituendo l’immagine di un rapporto che mescola fiducia, affetto e responsabilità reciproche.

Ma non si tratta solo di tennis: “Provo un po’ le stesse sensazioni di quando l’ho conosciuto nel 2014. È un po’ il day one. Secondo me è un bellissimo progetto. Ne abbiamo parlato negli ultimi 18-24 mesi e volevamo prenderci un po’ di tempo per farlo con le persone giuste. E credo che insieme a Luca Maestri, Cristina, e Stefano Domenicali abbiamo messo su una bella squadra. Da una parte condividere gli stessi valori, dall’altra rendere questo progetto anche molto professionale. E, potenzialmente, anche molto internazionale.

Giovedì a Milano, nell’elegante cornice di Palazzo Parigi, Sinner ha presentato ufficialmente la sua Fondazione in un evento privato, ma con la presenza di diversi volti noti e persone a lui molto vicine. Un evento sobrio ma curato nei minimi dettagli, in linea con lo stile riservato e concreto del tennista azzurro, che ha voluto tenere per sé e per chi gli è accanto un momento dal forte significato personale.

Il cuore del progetto, però, resta uno solo: Jannik. “Onestamente parte tutto da lui, è lui che ha deciso di farlo“. Ha sottolineato Vittur. “Noi siamo qui per aiutare. Viviamo in un mondo, e soprattutto giriamo il mondo, vedendo tante cose che non funzionano. Sicuramente non miglioreremo tutto quello che è da migliorare. Però, potremmo fare la nostra piccola parte. Con questa squadra e con questi valori, credo proprio che la faremo. In tutto il mondo e anche in Alto Adige. Perché partire da lì è un segno di attaccamento alla propria terra”.

In un momento in cui il tennis italiano vive una vera età dell’oro, la scelta di Sinner di investire tempo, energia e risorse in un progetto benefico dimostra una volta di più la sua maturità. Non solo come atleta, ma anche e soprattutto come uomo. In definitiva, la Jannik Sinner Foundation si preannuncia come un’iniziativa concreta, radicata in valori autentici e con la volontà di incidere, a piccoli passi, dove ce n’è più bisogno. Perché restituire qualcosa, partendo da casa, è già un grande punto a favore.

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