Lorenzo Sonego ha annunciato la conclusione della collaborazione con il coach Fabio Colangelo tramite un post pubblicato sui suoi canali social: “Grazie Fabio, per la dedizione e la passione che hai messo in ogni giorno di lavoro insieme. Il risultato dei quarti di finale in Australia resterà un traguardo importante … ma quello che conta di più è averti avuto al mio fianco in un momento particolarmente significativo della mia carriera. La tua presenza, la serenità e la fiducia che sei riuscito a trasmettermi mi hanno aiutato nella crescita come persona e come atleta. Grazie ❤️” ha scritto su Instagram (e proprio nei giorni scorsi, in un’intervista di Ubitennis, erano state chieste a Lorenzo delucidazioni sulla direzione che avrebbe preso il team).
Il sodalizio fra Sonego e Colangelo aveva preso forma nell’aprile 2024, dopo la separazione del torinese dallo storico allenatore Gipo Arbino. In questi mesi, Colangelo aveva avviato il lavoro tecnico-tattico con Sonego, con l’obiettivo dichiarato di migliorare alcuni aspetti del gioco (gioco a rete, rovescio) e dare slancio al torinese sul circuito.
La decisione della separazione arriva in un periodo delicato per Sonego: pur mostrando una condizione tutto sommato buona (semifinale a Metz e ottavi a Parigi sono stati gli ultimi risultati ottenuti dal torinese con Colangelo nel proprio box) il giocatore è consapevole che il “grande salto” – il risultato di rilievo in uno Slam o una costanza di rendimento superiore – tarda ad arrivare. Con la fine del rapporto Colangelo-Sonego, si aprono interrogativi sulle prossime mosse tecniche e sulla ricerca di stimoli nuovi per rilanciare la carriera.
Dal lato tecnico, la collaborazione con Colangelo era stata impostata senza stravolgimenti radicali, ma con un intento preciso: “Stiamo lavorando su una maggiore predisposizione verso la rete e sul rovescio”, aveva spiegato Colangelo. Il percorso prevedeva anche l’aiuto di figure esterne (come Vincenzo Santopadre) per consulenze specifiche.
Dal punto di vista dei risultati, Sonego aveva vissuto momenti altalenanti: non è mancato un titolo ATP (Winston-Salem 2024) che aveva dato segnali positivi, e non sono mancati nemmeno buoni risultati negli Slam (quarti in Australia a gennaio, ottavi a Wimbledon), ma la mancanza di costanza nei risultati e la difficoltà a esprimere al massimo il proprio gioco in contesti meno esaltanti, hanno costituito una difficoltà importante per la carriera di Lorenzo.
L’addio a Colangelo solleva dunque varie questioni chiave per Sonego: quale sarà il profilo del nuovo coach? Lorenzo ormai ha 30 anni ed è avviato verso la seconda parte della propria carriera, quella in cui ogni giocatore deve reinventarsi per poter rimanere competitivo ad alti livelli, che direzione prenderà il torinese?
E infine un’ultima domanda, non è che la scelta di mettersi così in gioco è anche un messaggio a capitan Volandri? Nelle ultime settimane sembra averne dati due ben chiari e la partecipazione di Musetti alla Davis non è scontata...
