La città natale di Richard Gasquet si fermerà per onorare uno dei suoi figli più illustri. Il “Match de Gala” allo Stade Raoul Barrière di Béziers non sarà solo un evento sportivo, ma una vera e propria celebrazione per la fine della carriera agonistica del tennista, conclusasi ufficialmente all’ultimo Roland Garros. L’incontro, intitolato But, set & match (But significa goal in francese), ha trasformato Béziers nell’epicentro dello sport francese, radunando figure iconiche del tennis, del calcio e del rugby.
Sul campo, l’ex numero 7 del mondo ha accolto una parata di stelle: da Jo-Wilfried Tsonga e Gilles Simon, compagni storici in Coppa Davis, a leggende del calcio come Robert Pirès e Fabien Barthez, fino a figure del rugby come Maxime Médard e l’immancabile Yannick Noah. Lo stellare team di Gasquet sfiderà il Variétés Club de France (ente benefico che si occupa di organizzare partite di Gala in tutto il mondo con personaggi famosi) il 16 dicembre alle 19 e 30. I proventi ricavati dal match andranno a beneficio della Maison des Femmes de Béziers, che sostiene le donne vittima di violenza domestica o sessuale.
Una vita con la racchetta in mano
Iniziando a giocare da professionista a 17 anni e ritirandosi a 39, Richard ha passato più anni sul campo che altrove. In molte occasioni ha pensato di lasciare lo sport che lo aveva accompagnato, ma ha sempre scelto di restargli fedele. Non ha magari raggiunto la fama dei big three, ma si è sempre distinto per la sua eleganza e per la sua tenacia. Come lui stesso ha dichiarato, non ha particolari rimpianti, perché ha sempre cercato di fare del suo meglio. E lo sport che gli ha dato così tanto gli è entrato nel cuore al punto da volersi fermare più.
Seppur non più giocatore, infatti, Richard proseguirà la sua carriera aiutando il movimento tennistico francese a ritornare in top 10. Lui, che è stato il più grande prodigio del movimento, si impegnerà per far sbocciare altri talenti di livello mondiale. Come dichiarato a Midi Libre, Gasquet si sente pronto a lavorare dall’angolo del campo: “Allenare un giocatore all’estero non mi interessa. Sono nel circuito da quando ero molto giovane e voglio dare una mano in un ruolo da allenatore perché stare in campo è meglio. Siamo carenti in molti ambiti, ma c’è spazio per i giocatori francesi“.
