Anastasia Potapova sorprende tutta ancora una volta: dal 2026 giocherà sotto la bandiera dell’Austria.
L’annuncio arriva direttamente dalla 24enne nata in Russia attraverso i propri canali social. “Sono felice di farvi sapere che la mia richiesta di cittadinanza è stata accettata dal governo austriaco” si legge nel post su Instagram. “L’Austria è un posto che amo, è incredibilmente accogliente ed è un luogo in cui mi sento completamente a casa. Amo stare a Vienna e non vedo l’ora di farne la mia seconda casa. Per questo motivo sono orgogliosa di annunciare che, a partire dal 2026, rappresenterò la mia nuova patria, l’Austria, nella mia carriera professionistica nel tennis da questo momento in poi”.
Una decisione che, francamente, nessuno ha visto arrivare. Potapova ha da sempre legato il suo nome alla Russia e nessun indizio faceva intendere un possibile cambio di cittadinanza.
Solo pochi giorni fa Anastasia avrebbe dovuto giocare un’esibizione a San Pietroburgo, poi saltata per infortunio. Insieme a lei era presente il suo compagno Tallon Griekspoor, che, invece, è sceso in campo, creando un mezzo incidente diplomatico dato che l’evento, oltre a essere in Russia, è stato finanziato direttamente da Gazprom.
La numero 51 del mondo non è certo la prima tennista a fare una scelta di tale portata, ma i casi analoghi hanno tutt’altre radici. Basti pensare a Daria Kasatkina, che ha detto addio alla Russia per poter vivere in serenità insieme alla compagna.
Una diaspora che si è acuita in seguito all’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022, ma che ha sempre visto coinvolta la Federtennis russa, che è ormai avvezza a vedere i propri giocatori migrare altrove, soprattutto verso il Kazakistan – i casi Elena Rybakina, Alexander Bublik e Yulia Putitseva parlano chiaro. Tra l’altro, da due stagioni ha scelto di sposare la bandiera kazaka anche Alexander Shevchenko, ex marito proprio di Potapova.
Potapova però non è la sola ad aver affronato un cambio nazionalità in questi giorni: l’ufficio stampa della Federazione Uzbeka Tennis ha infatti annunciato anche il cambio di nazionalità di Kamilla Rakhimova, che presto difenderà i colori della bandiera dello Stato che ha per capitale Tashkent. Nata a Yekaterinburg nel 2001, Kamilla ha forti legami con l’Uzbekistan, dal momento che la madre, Rufina Yalalova, è stata una delle più forti giocatrici della sua era e giocava per la Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, mentre suo fratello maggiore Timur è nato proprio a Tashkent.
Rakhimova ha esordito nel circuito a 18 anni nel 2019 a Jurmala in Lettonia ed è entrata tra le prime cento giocatrici del ranking tre anni dopo; ha saputo imporsi otto volte in singolare nel circuito cadetto e tra le grandi ha raggiunto quattro semifinali, tutte sulla terra battuta e tre delle quali a Bogotà, dal 2022 al 2024. Il suo exploit migliore in termini di valore dell’avversaria sconfitta riguarda purtroppo il tennis italiano, essendo Jasmine Paolini, da lei sconfitta al secondo turno a Wimbledon 2025, l’unica top ten battuta dalla ex russa in nove incontri disputati con le migliori. La sua rinuncia alla cittadinanza del suo paese natale segue l’esempio di Gracheva e Kasatkina.
