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Australian Open, chi è Francesco Maestrelli: il ‘piccolo Medvedev’ all’esordio Slam

Francesco Maestrelli farà il suo debutto in un Major, dopo alcune stagioni opache, tra voglia di riscatto e quella lezione appresa dal Pisa...

Ultimo aggiornamento: 15/01/2026 21:25
Di Beatrice Becattini Pubblicato il 15/01/2026
7 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Francesco Maestrelli - foto Instagram @atpchallengertour

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Un nuovo tennista azzurro si presenta all’universo degli Slam: Francesco Maestrelli. Nonostante il passivo pesante incassato dall’Italia, con un solo rappresentante qualificato all’Australian Open su 14 giocatori presenti nel tabellone cadetto, ci sono favole che raccontano più di un semplice risultato sportivo.  

Sezioni
Il 2022 delle speranze e le battute d’arresto: chi è Francesco MaestrelliAustralian Open come punto di (ri)partenza: Maestrelli impara dal suo Pisa

La storia di Maestrelli trova compimento nella qualificazione al primo Slam dell’anno, ma affonda le radici nell’attesa. E a 23 anni è arrivato per lui il momento di lasciare da parte i sogni per la realtà.

Il tennista di Pisa farà il suo esordio Slam contro Terence Atmane, 64 ATP, e per la prima volta si confronterà con i match da cinque potenziali set: “E’ un sogno che diventa realtà” ha raccontato Maestrelli ai microfoni di Supertennis subito dopo la vittoria decisiva su Dusan Lajovic. “Ho sempre sognato di poter giocare questi tipi di tornei, in main draw giocherò la mia prima partita al meglio dei cinque set. Devo un po’ realizzare tutto questo ma sono veramente contento, credo di meritarmelo”.

Un merito che risiede nella perseveranza, per non lasciare che le occasioni mancate definiscano le carriere. Perché di battute d’arresto Francesco ne ha vissute. Lo si evince anche dalle parole a caldo, piene di emozione e gratitudine: “Ci sarebbero tante persone a cui dedicare questo successo, la mia fidanzata che è ancora qui con me, i miei genitori, i miei nonni che mi seguono sempre, tutta la famiglia allargata e tutte le persone che lavorano con me, anche quelle che non sono qui, perché ci alterniamo, ma svolgono un lavoro incredibile e mi vogliono bene”.

Il 2022 delle speranze e le battute d’arresto: chi è Francesco Maestrelli

Maestrelli si è cimentato con la racchetta all’età di quattro anni. Come tutti i bambini, ha voluto emulare la sorella Valentina. Ma non si limitava a prendere ispirazione: lui voleva batterla. Così, è stato inevitabile per i genitori iscriverlo a tennis.
Anno dopo anno Francesco ha capito che quella era la sua strada, ha voluto che lo fosse. Piano piano si è costruito una propria identità tennistica, aiutato da un fisico imponente con il suo metro e 96 d’altezza. Il servizio viaggia a velocità importanti e i colpi da fondocampo pure, soprattutto il rovescio. Il soprannome di “piccolo Medvedev” non è una semplificazione della realtà, bensì una descrizione plastica e scarna del gioco del tennista azzurro, che ricorda tremendamente quello del russo.

Nel 2022 la carriera del pisano pareva sull’orlo del boom. A luglio trionfa per la prima volta in un Challenger, a Verona, e pochi mesi dopo fa il suo esordio, grazie a una wild card, a livello ATP, nel tabellone principale di Firenze, ATP 250 che ha fatto capolino in quella stagione per poi salutare il circuito. Nel mezzo la qualificazione sfiorata allo US Open. A 20 anni parevano esserci tutti i presupposti per una consacrazione nel 2023.

Non sempre, però, il destino permette di mantenere le promesse. Nonostante la top 150 agguantata, alcuni brutti risultati hanno minato la fiducia di Maestrelli, che si è ritrovato con mille interrogativi e poche risposte. Gli infortuni hanno fatto il resto in un circolo vizioso fatto di sconfitte e insicurezze.

La passione per una disciplina complessa come il tennis ha spinto l’azzurro a ricostruirsi da capo. Con grande coraggio ha scelto di dedicarsi ai tornei ITF – e dunque di scendere di livello – per ritrovare l’essenza del suo gioco. Non è stato sicuramente un percorso facile, né tantomeno immediato, ma la luce in fondo al tunnel è sorta flebile a fine 2024, quando ha accarezzato nuovamente l’accesso via qualificazioni a uno Slam, il Roland Garros nello specifico. Ancora una volta si è fermato a un passo dall’obiettivo, ma il primo mattoncino per la risalita è stato messo al posto giusto.
Nel 2025 è tornato a vincere titoli Challenger – ben tre – e si è riaffacciato tra i migliori 150 giocatori del mondo.

Francesco non ha affrettato i tempi, non si è lasciato consumare dall’urgenza di dover dimostrare a tutti i costi che valeva più dei risultati fino a quel momento ottenuti. E, dopo aver ritoccato il best ranking alla posizione numero 137 nella prima settimana della nuova stagione – adesso è 141 – può festeggiare il traguardo più importante della carriera.

Australian Open come punto di (ri)partenza: Maestrelli impara dal suo Pisa

Le qualificazioni sono sempre una lotteria per chi le frequenta e sicuramente il sorteggio non aveva sorriso a Maestrelli. Dopo la vittoria contro Lorenzo Giustino, l’asticella si è alzata con la sfida a Thiago Seyboth Wild, ex 58 ATP. Sono bastati due set a Francesco per fermare il brasiliano e conquistarsi l’accesso al turno decisivo, dove ad attenderlo c’era Dusan Lajovic. Il serbo scatena sempre ottimi ricordi a tutti gli appassionati azzurri – anche se ormai sembra un’era geologica fa, il trionfo storico di Fabio Fognini al Master 1000 di Montecarlo è avvenuto battendo proprio il giocatore di Belgrado – e ancora una volta è stato testimone di una pagina di storia tennistica italiana: la rimonta di Maestrelli significa main draw. E ha il sapore di riscatto e rivincita.

Adesso c’è solo da godersi il momento e l’emozione di respirare la tanto agognata aria di Slam. Vada come vada contro Atmane. Perché gli obiettivi non sono i medesimi per tutti. Certo, se la prima vittoria nel circuito maggiore arrivasse proprio in un Major, il cerchio potrebbe dirsi completo.
Francesco farà sicuramente sua la lezione che ha appreso dal Pisa, la squadra di calcio di cui è grande tifoso tornata in Serie A dopo 34 anni: la consapevolezza di partire sfavorito non cancella la voglia di provarci fino alla fine. Soprattutto se si è atteso a lungo.


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TAGGED:Australian Open 2026evidenzaFrancesco Maestrelli
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