WTA Indian Wells, Osaka: “Sono una perfezionista ma sto imparando a lasciare andare per essere felice”

"Non vedo le scommesse come un fatto positivo. Bisogna ricordarsi che anche noi atleti siamo esseri umani", commenta la giapponese

Di Cipriano Colonna
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Naomi Osaka – Australian Open 2026 (foto via Twitter @uopen)

Il ghepardo, le dune del deserto, il panorama post apocalittico ed escatologico ideato da George Miller: non ci siamo trasformati in una rivista di cinema. E’ ciò che semplicemente è emerso dalla conferenza stampa di Naomi Osaka, dopo che la giapponese si è guadagnata il terzo turno di Indian Wells contro Osorio grazie alla vittoria 7-5 6-2 sulla qualificata di Andorra Kasintseva. Una press in cui la moda ha preso il sopravvento sul tennis, palesando ancora una volta la sconfinata passione della pluricampionessa Slam per l’arte di creare nuovi outfit e tendenze.

D. Considerando come è andato il blocco di richiamo atletico a febbraio, più in generale la preparazione invernale ma anche la valutazione del tuo percorso in Australia, con quale mentalità approcciavi a questo torneo?

Naomi Osaka: “Sicuramente il mio inizio di stagione non è stato positivo. Sono rimasta davvero delusa da quanto accaduto, perché è qualcosa che a livello fisico avevo già provato. Ed è come se ogni anno dovessi necessariamente affrontare questo tipo di infortunio. Ero così amareggiata dal fatto che in ogni stagione il problema si ripresentasse, che quasi ironicamente in allenamento ho subito un altro infortunio. Adesso spero che questi stop fisici siano sufficienti, di aver già pagato pegno e di non doverne subire altri in stagione. Perciò sono molto grata di essere ritornata in campo e di aver potuto ricominciare a giocare. L’anno scorso qui non sono andata molto bene, credo già di aver fatto meglio. Spero di continuare così“.

D. Oggi hai presentato un nuovo look in campo. Volevo chiederti se sentirti a tuo agio da un punto di vista estetico, ti faccia sentire meglio e di conseguenza giocare anche in maniera migliore. È questo un aspetto che consideri nello sviluppo e nella creazione dei tuoi outfit? Può anche essere una questione legata alla fiducia in se stessi?

Naomi Osaka: “Sicuramente è così. Indosso questi outfit per restare a lungo nel torneo, per cui credo nello stare bene con se stessi, nel sentirsi appagati con ciò che mostriamo di noi agli altri. Anche se l’aspetto più importante per me quando creo un nuovo look o sviluppo un nuovo abbinamento è raccontare delle storie attraverso i vestiti che indosso. E’ sempre stato qualcosa che ha fatto parte di me. Quando ero piccola, ad esempio, adoravo creare schizzi e disegni per poi progettare e immaginarmi il mondo da cui poteva provenire il personaggio che avevo realizzato. Sono davvero felicissima e grata di poter fare, creare e realizzare qualcosa che interessi e piaccia agli altri. Poi mi diverto tantissimo a parlare di moda, adoro rispondere a domande su questo argomento“.

D. L’ATP ha avviato un nuovo percorso, anche tramite i social, intitolato ‘l’arrivo degli atleti’. Non so se hai visto qualcosa in merito, vengono mostrati i tennisti con capi di alta moda oltre ad essere descritta l’intera collaborazione creativa con gli stilisti. Pensi che per le atlete donne, fare una cosa del genere rappresenterebbe un rischio per essere definite frivole o distratte rispetto al tennis?

Naomi Osaka: “Onestamente non saprei. Non so come siano i commenti su Instagram rispetto al look dei ragazzi, ad essere sincera cerco di non guardare neppure i commenti sui miei social. So che è stato fatta questa cosa dall’ATP, una specie di passerella nel tunnel che collega gli spogliatoi con il campo. Se non sbaglio, fu filmato a Toronto un paio di anni fa. Non so però chi l’abbia fatto o se ci siano state altre occasioni per ripetere l’esperimento. Sono convinta che sia qualcosa di bello da poter implementare nel Tour. La moda, soprattutto con la partecipazione diretta dei tennisti, ritengo sia un bel booster per il tennis. Non avendo però visto gli outfit dei ragazzi, non posso giudicarli“.

D. Giovedì, una giocatrice turca è stata minacciata intimandole di perdere la sua partita in programma in Turchia. A causa di una violazione dei dati WTA, sono riusciti a rintracciarla. Mi chiedo, se prima di tutto sei stata vittima di manacce e in generale come ti senti riguardo all’aumento delle scommesse sportive che sta accrescendo il numero di episodi incresciosi come questo.

Naomi Osaka: “E’ pazzesco, mi dispiace molto per lei. Vivo la mia vita qualunque cosa succeda. Non so se sia un modo di pensare positivo o negativo, ma è così che la gestisco. Sul tema delle scommesse sportive essendo ovviamente un atleta, perciò vivendo dall’altra parte, non ci vedo nulla di positivo. Soprattutto quando gli atleti non vengono trattati come essere umani. E posso comprendere la frustrazione o la rabbia di alcune persone quando perdono avendo scommesso cifre assurde, ma è una loro responsabilità. Una loro personale scelta e non dovrebbero prendersela con gli atleti. Noi atleti quando scendiamo in campo, dovremmo solo occuparci di pensare a fare del nostro meglio per cercare di vincere e non dover pensare a quello che potrebbero dirci gli scommettitori. Minacciare la vita di qualcuno per questo è semplicemente folle“.

D. Quanto è difficile essere semplicemente felici giocando a tennis?
Naomi Osaka: “Penso che la risposta cambi a seconda di chi riceva la domanda. Per me che sono un po’ perfezionista, unicamente per quanto riguarda il tennis, perché gioco da quando sono molto piccola e voglio sempre che le cose vadano in un certo modo perché è così che mi alleno, non è affatto facile. Tuttavia, sto imparando a lasciar andare e prendere ogni nuovo giorno come una nuova avventura. Quindi ora è un po’ più facile essere felice per me, soprattutto perché sto invecchiando (sorride). Anche se l’effetto di certi grandi impianti ha meno impatto sui di me rispetto al passato, sono comunque molto felice di aver potuto giocare ancora una volta in un campo prestigioso come lo Stadium 2 peraltro in sessione serale. Mi sono divertita tanto“.

D. Volevo solo chiedere qualcosa sul tuo look odierno, perché prima hai menzionato il fatto che ami raccontare storie attraverso i tuoi abiti e le tue acconciature. Volevo perciò conoscere esattamente qual è la storia dietro questo outfit.

Naomi Osaka: “Ok, preparatevi a un lungo discorso. Ovviamente la base dell’outfit era strutturata con una stampa leopardata. Andando più in profondità, quello che volevamo esprimere era l’immagine di leopardo nel deserto. Il tutto legato ad uno degli scatti più iconici della storia della moda, la celebre foto di Naomi Campbell che corre con il ghepardo. Volevo quindi raccontare questa storia calibrandola alla mia persona. Il mio è un leopardo in versione cacciatrice, nella piena azione della caccia. A quel punto però la storia si trasforma, subisce un cambiamento. Arriva il deserto, le dune, e quando c’è un leopardo in un deserto ecco che scatta subito il racconto del pazzo viaggio in Mad Max. Tutto ciò che indosso ha dunque una sua propria e peculiare valenza all’interno dell’outfit in relazione a ciò che voglio raccontare, anche gli accessori hanno una loro importanza come i gioielli che ho indossato“.

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