WTA Indian Wells, Paolini: “Nel terzo set avrei dovuto spingere di più”

Jasmine Paolini si rammarica per un match scappato via all'inizio del terzo set: "Nel secondo ho rallentato e ha funzionato. Ma nel terzo lei è partita a bomba"

Di Vanni Gibertini
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Jasmine Paolini - WTA Indian Wells (@ Ubitennis)

Sicuramente delusa, ma serena, Jasmine Paolini ha ragionato a mente fredda sulla sconfitta contro l’australiana Gibson che l’ha estromessa dal BNP Paribas Open.

JASMINE PAOLINI: Sicuramente lei ha giocato una partita di livello molto alto, secondo me. Primo set ho avuto qualche chance, non l’ho sfruttata, un break sopra e forse quello è il rammarico un po’ più grande. Perché comunque se riuscivo a vincere il primo set, boh, magari no, però magari la partita poteva girare in maniera diversa. Lei il terzo set ha giocato veramente bene, pochissimi errori, partita subito a spingere tutte le palle, forse un po’ mi ha sorpreso, perché il secondo set avevo provato a rallentare e aveva funzionato. Il terzo set lei è partita a bomba facendo pochissimi errori e io forse lì potevo spingere un pochino di più anch’io. Sinceramente, secondo me ha giocato veramente un buon match da giocatrice di alto livello.”

Ci siamo domandati in tribuna, ma questa cosa degli ultimi anni della pausa dei 10 minuti, no? Cioè, insomma, della pausetta. Ci siamo detti: “Questa partita, una volta quando finiva il secondo set, tu eri sopra, sei due e avevi trovato il bandolo della matassa, un minuto e mezzo si ritorna a giocare, secondo me non partiva così al terzo”, cioè, hai avuto la sensazione che lei sia stata capace di resettare?

JASMINE PAOLINI: No, quello sicuro, però perché penso che sia una cosa che succede un po’ a tutti, nel senso, forse l’altro giorno con Aila ho giovato io di questa pausa, anche se lei non è andata male. Comunque ho resettato io e la cosa che secondo me ho fatto diversamente con Ajla [Tomljanovic] è stato entrare a bomba il terzo set, cioè ho iniziato a spingere io, a prendermi le opportunità, oggi è successo un po’ il contrario, quindi mi dispiace quello, magari non aver spinto di più.

Però ripeto, nel secondo set aveva funzionato, magari variare un po’ di più e non era facile, perché volevo anche muoverla un pochino di più, ma mi arrivavano pallate da tutte le parti, quindi sicuramente lei ha giocato bene, è stato un match, secondo me di alto livello e quindi un torneo positivo, ovvio che uno può fare meglio, però ci sono anche gli avversari.

Hai mai avuto la sensazione che la partita non dipendesse troppo da te, che fosse più lei a comandare?
JASMINE PAOLINI: “Quello che mi dispiace è che potevo fare qualcosina in più. Nel terzo set eri un po’ in balia dei suoi colpi. Ne abbiamo parlato con il team: magari spingere un po’ di più qualche palla, rischiare di più sul servizio. Dopo è facile dirlo, perché nel secondo set proprio con quelle variazioni le ho fatto fare qualche errore in più. Secondo me lei è una giocatrice con buonissimo tempo sulla palla, sta vicino alla riga e se fa pochi errori è difficile, cioè dovevo muoverla di più perché è un aspetto in cui fa un po’ più fatica, però non è facile.”

Questa ha 21 anni, tu la vedi arrivare lontano una che gioca così?
JASMINE PAOLINI: Quello che mi dispiace è che potevo fare qualcosina in più. Nel terzo set ero un po’ in balia dei suoi colpi. Ne abbiamo parlato con il team: magari un pelo di più, spingere qualche palla, rischiare un po’ di più sul servizio, però dopo è più facile dirlo. Perché alla fine nel secondo set proprio con quelle variazioni sono riuscita a farle fare qualche errore in più. Secondo me lei è una giocatrice che ha un buonissimo tempo sulla palla, sta vicino alla riga e se fa pochi errori è così difficile. Cioè, secondo me dovevo muoverla di più, perché secondo me è un aspetto del gioco in cui fa un po’ più fatica, però non è facile.”

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