Grant e le speranze per il 2026: “Stagione iniziata con qualche infortunio, ma sto lavorando tanto”

L'azzurra si racconta tra la BJK Cup e il ritorno al Foro Italico: "L'anno è appena iniziato, mi sento più consapevole nei miei mezzi. E adesso che sono maggiorenne sarà più semplice la programmazione"

Di Beatrice Becattini
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Tyra Grant - WTA Palermo 2025 (foto Pasquale Ponente)

18 anni appena compiuti e la volontà di non bruciare le tappe. Perché il rischio di scottarsi è sempre dietro l’angolo, anche per chi è attenzionato da sempre come una delle possibili stelline del tennis. Di Tyra Grant si parla da tempo, soprattutto negli ultimi dodici mesi, da quando ha scelto definitivamente di apporre il Tricolore accanto al proprio nome.

Se la racchetta azzurra al maschile sta vivendo forse il momento più florido della sua storia, con quattro rappresentanti in top 20, il movimento rosa non vuole essere da meno. Nonostante la sola presenza di Jasmine Paolini ai vertici delle classifiche, la doppietta in Billie Jean King Cup testimonia come, a livello di squadra, l’Italia sia più competitiva di quanto il ranking possa suggerire – al netto delle numerose defezioni che le altre compagini, vere e proprie corazzate sulla carta, sommano a ogni turno.

Tra le convocate della capitana Tathiana Garbin, figura anche Grant, che necessita di esperienze per costruire mattoncino dopo mattoncino la propria carriera.

Per Tyra, che è nata a Roma ed è cresciuta in Lombardia, rappresentare l’Italia è stata una scelta quasi naturale, sebbene abbia iniziato la sua vita tennistica sotto la bandiera statunitense. Il padre Tyrone è un ex cestista di New York, trasferitosi nel Belpaese per inseguire la palla da basket. Quando la figlia aveva appena 13 anni l’ha iscritta a un torneo internazionale sotto la nazionalità a stelle e strisce. E Grant si è voluta dare una possibilità da cittadina americana, trasferendosi a Orlando. Ha lasciato, così, Bordighera, dove era approdata alla corte di Riccardo Piatti, per volare in Florida, sotto l’egida dell’USTA.

Grant: “Che felicità la convocazione con l’Italia. Sto lavorando sulla parte atletica”

Il ritorno in Italia ha sancito la scelta definitiva in termini di rappresentanza, decisione che non ha scatenato ilarità Oltreoceano.

Da una stagione a questa parte, Grant sta racimolando esperienze formative per fare da fondamenta a una carriera solida, che soddisfi i sogni e le ambizioni di Tyra.
A cominciare dalla convocazione per la Billie Jean King Cup.

A Spazio Tennis, l’azzurra racconta l’importanza di questo ultimo anno e del lavoro che ogni giorno fa sul campo insieme a Matteo Donati e Fabio Gorietti.

Ricevere la chiamata è stato bellissimo. Non era scontato perché in Italia ci sono tante altre opzioni, quindi sono molto contenta sottolinea la classe 2008 a proposito della Final Eight in Cina. È una squadra incredibile con grandi ragazze e grandissime tenniste, ma anche una persona stupenda come la capitana con cui ho sempre piacere di fermarmi a parlare.

Grant non è scesa in campo a Shenzhen, ma ha potuto sperimentare direttamente l’atmosfera di una delle competizioni più prestigiose del circuito maggiore. Lei che nel 2025 si è dedicata soprattutto ai tornei ITF e Challenger, per implementare una classifica che adesso la vede al numero 267.
Per poter sostenere con continuità i match WTA, Tyra ammette di dover lavorare molto sulla parte atletica.
La preparazione svolta a Foligno insieme a Donati e Gorietti, cui si unisce il preparatore Massimiliano Pinducciu, è stata improntata proprio su questo

Stiamo lavorando molto sulla parte degli spostamenti piuttosto che sulla parte aerobica spiega. Io mi sento molto meglio in campo a livello di consapevolezza di poter tenere di più gli scambi. Anche se dovessero andare per le lunghe, mi sento molto più sicura di riuscire a essere aggressiva e fare il mio.

Grant e un inizio di 2026 in salita

A novembre 2025, Grant ha fatto segnare il suo best ranking al numero 206, portandosi a ridosso della top 200. Poi, però, un inizio difficile di 2026 ha fermato la sua avanzata.

Ho avuto un inizio di stagione con un po’ di infortuni, però ho avuto modo di concentrarmi molto sulla parte atletica e di lavorare su cose su cui avevo fatto un po’ più fatica a lavorare alla fine dell’anno scorso confessa, senza tuttavia perdere l’equilibro necessario. Il 2026 è iniziato da pochissimo, ma sono contenta di essere riuscita a mettere il focus su cose che, secondo me, col passare della stagione mi serviranno molto.

Al momento, Tyra ha disputato un solo torneo in stagione, l’ITF W50 di Grenoble. Sul cemento indoor francese si è fermata un passo dalla finale, ma il suo giudizio sulle proprie prestazioni rimane positivo. Il 12 marzo è diventata maggiorenne, dunque per la sua programmazione decadranno i limiti previsti dalla WTA, che limita il numero di tornei pro a cui possono prendere parte le giocatrici sotto i 18 anni. La fiducia non le manca.

“Non è facile considerando che fino ai 18 anni abbiamo un numero limitato di tornei da poter giocare, però penso che sia positivo l’aver giocato un torneo secco e aver fatto un buon risultato. L’azzurra è soddisfatta delle sensazioni provate in campo, pur restando consapevole di difettare ancora di quella continuità richiesta per salire di livello.

Un anno fa, Tyra faceva il suo esordio in tabellone in un WTA 1000, grazie a una wild card, a Miami.
Un paio di mesi più tardi, poi, dopo aver tentato la via delle qualificazioni per Madrid, ha avuto l’opportunità di giocare gli Internazionali d’Italia. Quando pensa al Foro Italico non contiene la gioia per un probabile ritorno.

Sono sempre contenta di venire a Roma e al settimo cielo quando sono al Foro Italico. Mi sono allenata sul campo dove l’anno scorso io e Lisa Pigato abbiamo vinto in doppio, quindi erano tante belle emozioni. Non vedo l’ora che inizi, sono le settimane più belle dell’anno per me.

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