Challenger: Cadenasso, Travaglia e Pellegrino ai quarti di finale

Dopo le tre finali di domenica questa volta ci pensano Travaglia, Cadenasso e Pellegrino a tingere di azzurro la settimana.

Di Massimo Gaiba
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Gianluca Cadenasso (@Instagram Gianluca Cadenasso)

Al Challenger 75 di Zadar (terra battuta) l’ascolano Stefano Travaglia ha prima dato un dolore ai cugini croati battendo (7-5 7-5) il pupillo di casa e grande promessa, quel Mili Poljicak (n. 396) di cui alcuni cominciano a dichiararsi un po’ delusi perché a 21 anni non è che abbia poi combinato granché. Complice forse quel fisico un po’ improbabile che ricorda più un impiegato del catasto che un atleta professionista. Poi al turno successivo ha regolato con agio (6-3 6-2) il tedesco Henri Squire (n. 258). Più complicato si prospetta il match di quarti di finale contro lo slovacco Alex Molcan, attualmente n. 200 ma già al 38esimo posto nel 2022.

Il ravennate Enrico Dalla Valle (Dalla per gli amici) è partito col botto battendo all’esordio la testa di serie n. 1, l’ungherese Zsombor Piros (n. 148) con un 6-1 7-6(4) che l’ha messo un attimo in difficoltà solo nel secondo set quando si è trovato avanti di un break. Successivamente ha affrontato Duje Ajdukovic (n.315) in quello che, tutto sommato, potremmo considerare un derby perché il croato ha difeso per diversi anni i colori del CT Zavaglia di Ravenna. E il derby non è andato bene perché Dalla Valle è uscito sconfitto 6-4 7-5 da un match più equilibrato che bello. Come confermano i ben 10 lasciati per strada dai due avversari. Eliminato invece all’esordio in tabellone Samuele Pieri, che era stato promosso dalle qualificazioni, battuto con un secco 6-3 6-0 dal polacco Daniel Michalski (n. 266).

Challenger, esordio per il figlio di Ivanisevic

Ma la curiosità più grande della settimana era sicuramente per la prestazione del 18enne Emanuel Ivanisevic, il cui nome probabilmente vi ricorda qualcuno. Il ragazzo ha perso all’esordio contro il bosniaco Andrej Nedic (n. 296) col punteggio di 7-5 6-2 e per il momento possiamo solo dirvi che non ha né il mancinismo del padre, né soprattutto il servizio. Ma ricordiamoci anche che era solo la terza volta che giocava a livello Challenger (i due precedenti sempre a Zagabria nel 24 e 25) e che spesso a quell’età per fare previsioni più che la competenza servirebbe l’arte divinatoria. 

Continua intanto l’interminabile ‘gira sudamericana’ di Gianluca Cadenasso che è ormai da un mese che si sporca i calzini di terra rossa e prende aerei. Questa settimana è impegnato al Challenger 75 di Asuncion (Paraguay, terra). Bisogna dire che dopo i quarti di finale di Tigre 2 (Argentina) Gianluca aveva avuto un momento di appannamento e, tra Brasile e Cile, aveva messo assieme un paio di primi turni consecutivi. Al netto però della bella vittoria in doppio a Santiago dove, in coppia col brasiliano Dos Santos, aveva battuto una coppia di specialisti come Zeballos/Varela.

Qui in Paraguay sembra aver ritrovato vigore e supera brillantemente il primo turno infliggendo un doppio 6-3 all’equadoregno Alvaro Guillen Meza (n. 207), poi batte l’argentino Luciano Emanuel Ambrosi (n. 402) e si qualifica per la seconda volta in stagione (la quarta in carriera) per i quarti di finale di un Challenger, oltre a migliorare il proprio best ranking alla posizione n. 277 ATP. Nei quarti affronterà il brasiliano Pedro Boscardin Dias (n. 241) e sembra legittima la sua ambizione di proseguire nel torneo.

Per il tennista genovese il grande traguardo delle qualificazioni Slam non sembra lontanissimo e noi ne siamo personalmente molto contenti. Ricordiamo come fosse ieri quando anni ci impressionò molto vedendolo vincere un Open a Reggio Emilia battendo in finale Andrea Guerrieri, ma avevamo qualche dubbio che potesse raggiungere questi livelli. Felicissimi di essere smentiti nei fatti da questo 21enne che fa della grinta e della determinazione il suo marchio di fabbrica.  

Detto di Matteo Covato che non ha passato le qualificazioni a Morelos (Messico, cemento), torniamo in Europa dove a Murcia i nostri Raul Brancaccio e Andrea Pellegrino hanno superato il primo turno a spese rispettivamente di Sanchez Quilez e Martin Tiffon mentre continua il periodo no di Federico Arnaboldi che non è sopravvissuto alle qualificazioni, sconfitto dal britannico Felix Gill (n. 252) in tre combattuti set. Brancaccio poi, che da queste parti è di casa, si è fermato al turno successivo contro l’austriaco Sebastian Ofner (n. 86 e quarta testa di serie) che si è imposto nettamente 6-0 6-4.

Pellegrino invece si è trovato di fronte uno dei nostri beniamini: il 18enne tedesco Justin Engel (n. 190) ed è riuscito a prevalere al terzo set dopo un match combattutissimo durato quasi due ore e mezza e conclusosi col punteggio di 3-6 6-2 7-5. Ora si alza l’asticella e i quarti contro il padrone di casa Pablo Carreno Busta (n. 110 ma ex top 10) saranno una prova durissima. 

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