Sachko: “In Ucraina le cose vanno male, è tutto pessimo. Vorrei solo un po’ di pace per la mia gente” [ESCLUSIVA]

"Non sento Stakhovsky e Dolgopolov, ma entrambi sono tornati in Ucraina. Questo torneo è diverso dagli altri", racconta l'ucraino dopo la vittoria su Pellegrino

Di Pellegrino Dell'Anno
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Vitalyi Sachko - Napoli Tennis Cup 2026 - Foto Ubitennis

Nel sole di Napoli brilla la stella di Vitaliy Sachko, n.1 ucraino, che ha rimontato anche spinto dal sostegno del pubblico si un generoso Andrea Pellegrino. Sachko, emerso alla ribalta delle cronache dopo la semifinale a Metz dello scorso anno da lucky loser, trova un buon quarto di finale in terra partenopea. La gioia traspare dagli occhi chiari di un ragazzo simpatico, molto propenso ad aprirsi, toccando anche temi che vanno ben oltre il campo da tennis. Purtroppo.

Sachko sulla guerra

Non sono in contatto con Stakhovsky e Dolgopolov, ma so che sono da qualche parte lì, in Ucraina, sono tornati“, racconta Sachko, “ma in Ucraina le cose vanno male, va tutto male. Ogni giorno sono con il mio cuore con le persone ucraine, so che tifano per me, che mi guardano, quindi sto provando a portare con i miei risultati un po’ di gioia. Ma è tutto davvero pessimo, bisogna cercare di tenersi forti…sono sempre con la mia gente. Voglio che tutte le persone in Ucraina possano avere pace il prima possibile“.

La bellezza dell’atmosfera

Il campo Gasparini era stracolmo, con tanti spettatori anche dalla terrazza del Circolo. Una situazione bellissima, con un clima piacevole. E un numero di pubblico, anche per entusiasmo, tutt’altro che da Challenger, come racconta Sachko sorridendo: “L’atmosfera era incredibile, tantissime persone venute a vederci. Giocare in contesti del genere è una gioia, perché in molti altri tornei la folla non è così rumorosa. Ho apprezzato tutto molto, il posto è molto bello. Ho giocato un buon tennis, ho lottato, sono felice di essere andato avanti“. Anche perché lui ha un rapporto speciale con l’Italia: “Dico che l’Italia è il mio Paese fortunato, e il motivo è molto semplice: se prendi il mio nome e levi la V rimane Italy (Italia, ndr). Scherzi a parte mi piace il cibo, mi piacciono le persone, il tempo è sempre bello, c’è il sole“.

Sachko chiude l’intervista, d’improvviso più serio, con un messaggio che diventato è il simbolo dell’Ucraina. Negli ultimi anni un motto per trasmettere solidarietà e resistenza: “SLAVA UKRAINI!”.

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