ATP Montecarlo, Auger-Aliassime: “Sinner ti toglie il tempo, è come giocare a ping pong” [ESCLUSIVA]

Il canadese analizza la sconfitta nei quarti di Monte Carlo: “Non ho iniziato bene gli scambi, lui è stato migliore sin da subito. E sulle smorzate…”

Di Carlo Galati
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Tennis, ATP Monte Carlo Rolex Masters 2026, Felix Auger-Aliassime (CAN), Thursday, April 9, 2026. Photo Felice Calabro'

Non è stata una partita da buttare, una di quelle che vorresti rimuovere dalla memoria, ma nemmeno una di quelle in cui sentirsi davvero in controllo. Felix Auger-Aliassime esce dai quarti del Rolex Monte-Carlo Masters sconfitto da Jannik Sinner con un doppio 6-3 6-4, e prova a spiegare dove si è creata la differenza, partendo proprio dalla gestione degli scambi. Con lui gli scambi sono molto veloci, è un po’ come il ping pong. Cerco anche io di giocare rapido, ma lui è molto bravo in questo.

Il canadese individua subito un nodo chiave: l’inizio degli scambi. Penso che gli scambi in generale non siano andati male, sono riuscito a fare anche cose buone, ma non li ho iniziati bene. Lui è stato migliore di me in questo. Una difficoltà che si traduce in pressione costante: “È stato complicato per me entrare nello scambio, prendere subito una posizione favorevole”.

La chiave tecnica: profondità e posizione

Entrando più nel dettaglio, Auger-Aliassime sottolinea come la profondità dei colpi di Sinner abbia inciso sulla sua posizione in campo. Quando lui gioca profondo e veloce da fondo, ti toglie tempo. Se sei più indietro hai un po’ più tempo per colpire, ma allo stesso tempo perdi campo”.

Un equilibrio sottile, difficile da gestire contro un giocatore che non concede tregua. “Mi piace avere tempo per vedere il gioco e costruire, ma con di lui è difficile. Devi trovare la posizione giusta, altrimenti sei sempre in difesa”.

Smorzate e qualità nei primi colpi

Tra i temi più interessanti emersi dalla partita c’è quello delle smorzate, arma sempre più presente nel repertorio di Sinner. Ha lavorato tanto su questo colpo, non è più una sorpresa. Lo usa bene, anche in situazioni difficili.

Ma per Félix la questione è soprattutto legata alla qualità iniziale dello scambio: Se non hai abbastanza profondità o velocità nei primi colpi, gli dai l’opportunità di giocare la smorzata. È più una questione di posizione: se sei fuori equilibrio, quel colpo diventa molto efficace”.

E ancora: “Devo rispettare il fatto che può giocarla anche da situazioni difficili. Non puoi permetterti palle corte o senza peso, altrimenti ti punisce”.

Rimpianti e prospettive

Alla fine resta un pizzico di rammarico, più per le occasioni intraviste che per reali rimpianti strutturali. “In un certo senso sì, penso che avrei potuto fare meglio. Ci sono stati momenti in cui ero dentro lo scambio, in cui riuscivo a spingerlo.

Poi però qualcosa si è rotto: “Qualche errore di troppo, e la partita è girata. In alcuni game non ho avuto abbastanza qualità”.

Lo sguardo, però, è già proiettato avanti: Mi sarebbe piaciuto avere un’altra occasione, ma ci saranno altre settimane per provarci.

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