Veronika Podrez, una crescita fuori asse: l’Ucraina, la Francia, Federer e una strada costruita in proprio

La 19enne ucraina, cresciuta in Francia, protagonista a Rouen al debutto WTA: un percorso costruito lontano dai riflettori, tra titoli ITF, lavoro familiare e un’idea di tennis offensiva che guarda a Roger Federer.

Di Jenny Rosmini
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Veronika Podrez - Rouen 2026 (foto Instagram @openrouen)

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Il nome di Veronika Podrez (477ª a settembre, 250ª a febbraio, certa di entrare nella top 150 lunedì) è entrato nel radar del tennis internazionale quasi senza preavviso. Il percorso, partendo dalle qualificazioni, fino alla finale di Rouen ha avuto l’effetto di una rivelazione, ma a guardare meglio la sua storia si capisce che non si tratta di una comparsa improvvisa. Piuttosto, Podrez è il prodotto di una crescita laterale, poco esposta, sviluppata fuori dai percorsi più battuti del tennis giovanile europeo. Il livello mostrato a Rouen offre indicazioni piuttosto chiare. Nei quarti, l’ex top 25 Katie Boulter (64ª) si è lasciata sfuggire un eloquente «Too good» dopo una sconfitta netta, maturata tra 28 vincenti e appena 11 errori non forzati in 17 giochi. Un percorso reso ancora più singolare da un atteggiamento glaciale: «Non mi esprimo molto — ha spiegato — perché non voglio sprecare troppa energia.»

Quando nel 2023 la tennista ucraina ha vinto a Cherbourg-en-Cotentin il suo secondo titolo da professionista, nel torneo ITF W25, aveva appena sedici anni e aveva già mostrato un tratto che sarebbe rimasto una costante del suo percorso: la capacità di avanzare partendo da dietro. Anche in quel caso, come già nel suo primo titolo in Belgio nell’agosto precedente, Podrez era partita dalle qualificazioni.

Nata in Ucraina, cresciuta in Francia

Ucraina, nata a Nova Kakhovka e cresciuta in Francia, ha costruito gran parte della sua formazione tennistica lontano dalla narrativa abituale che accompagna le giovani prospettive europee. Questo dato geografico non è secondario, perché aiuta a capire anche il suo profilo sportivo: radici ucraine molto forti, ma crescita quotidiana in un ambiente francese, con tutto ciò che questo comporta sul piano tecnico, logistico e competitivo: «Ci sono state delle circostanze che ci hanno costretto a lasciare l’Ucraina e a stabilirci in un nuovo Paese. Da allora non siamo più tornati in Ucraina», racconta il padre di Veronika, Vasyl, in un intervista rilasciata nell’ottobre del 2023 al portale BTU.

Il tennis cominciato contro un muro

Tutto è cominciato non da un’accademia o da un progetto sportivo definito fin dall’inizio, ma da una circostanza casuale, dentro un momento familiare complicato. Vasyl Podrez racconta: Nel 2015 ho avuto un infarto e per quasi un anno sono stato completamente fermo, senza poter fare nulla. Vicino a casa nostra c’era un muro dove tanti bambini si ritrovavano per camminare, palleggiare e giocare a tennis. Così, insieme a Veronika, abbiamo iniziato ad andarci piano piano, cercando di farle colpire la palla contro il muro. È stato così che tutto è cominciato, gradualmente.” Aggiunge: “Vedendo come Veronika si allenava contro il muro, accanto alle altre ragazze, avevo l’impressione che non fosse inferiore a loro, anzi, che fosse persino più brava. Dopo un paio di mesi abbiamo trovato dei campi liberi vicino a casa e per tutta l’estate ci siamo allenati lì.” Il passaggio successivo arriva al club. A nove anni vince il campionato nazionale e viene inserita in un gruppo di ragazzi più grandi. Da lì iniziano anche le vittorie nei tornei della lega nazionale francese.

Il circuito junior saltato per necessità

Pur avendone l’età, Podrez ha giocato pochissimo nei circuiti Tennis Europe e ITF Juniors. Non per scelta tecnica, ma per ragioni molto più semplici: i costi. Mentre molte coetanee costruivano classifica ed esposizione nei tornei giovanili internazionali, Podrez è passata quasi direttamente al tennis professionistico di base, dove ogni settimana aveva un peso economico oltre che sportivo. Il padre lo dice con chiarezza: “Nessuno ci aiuta: tutto ciò che guadagniamo viaggiando per i tornei, Veronika lo recupera nelle competizioni commerciali in Francia. E ogni guadagno del tennis lo reinvestiamo subito nel suo sviluppo.”

Il suo tennis: offensivo, di pressione, con Federer come riferimento

Per capire che tipo di giocatrice Podrez abbia sempre voluto essere, bisogna partire dalla sua idea di tennis. Già a sedici anni aveva una direzione precisa: gioco offensivo, ricerca costante dell’iniziativa, rifiuto di una posizione passiva nello scambio. Lo dice chiaramente: “Lavoro per sviluppare un tennis più aggressivo, capace di tenere l’avversaria sotto pressione. In questo mi ispiro allo stile di Roger Federer, anche se non sono ancora così presente a rete”. Aggiunge: “E ho sempre cercato di avere, come lui, il braccio disteso all’impatto”.

Il richiamo a Federer definisce un vero e proprio modello di gioco. Podrez non si nasconde: “Cerco sempre di dettare il ritmo e di stare in campo come se fossi io la numero uno”. Sottolinea anche di non avere punti di riferimento nel circuito femminile, preferendo osservare il tennis maschile.

Da queste parole emerge il profilo di una giocatrice propositiva, orientata all’attacco. E la sua evoluzione successiva conferma che non si tratta solo di intenzioni, ma di una linea di sviluppo concreta e perseguita nel tempo.

Un progetto tecnico familiare, ma non improvvisato

Il padre è rimasto una figura molto importante del suo percorso, come perno organizzativo e tecnico di una carriera costruita in proprio. Da quattro anni, come raccontato a BTU nel 2023, Veronika riceveva anche i consigli a distanza di un allenatore ucraino. Più volte a settimana il padre posizionava un treppiede con una telecamera sul campo, e gli allenamenti si svolgevano online: correzioni tecniche, lavoro tattico, adattamenti continui.

All’epoca Veronika era ormai piuttosto conosciuta in Francia, al punto da essere invitata spesso per sessioni di sparring nei principali club parigini, compreso Roland Garros. Nonostante questo interesse, il tema di un eventuale cambio di cittadinanza non è mai stato affrontato seriamente. La linea di Vasyl Podrez è molto chiara: “Se ci fosse stata un’offerta del genere due anni fa, quando eravamo completamente a zero, forse l’avremmo presa in considerazione. Ora vedo che è diventata una giocatrice, e in questa fase non vogliamo dipendere da nessuno. Non abbiamo fretta e stiamo seguendo la nostra strada”.

Più che una favola sportiva, quella di Veronika Podrez sembra una costruzione lenta e precisa. Ed è forse questo, oggi, il dato più utile per raccontarla.

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