Jannik Sinner non si aggiudica il Laureus World Sports Award, che prende la strada di Murcia; Sky Sport lo intervista durante la cerimonia di premiazione e il numero uno del circuito si esprime sulla serata, sui prossimi tornei e sulla rivalità che lo lega a Carlos Alcaraz, vincitore del premio di Sportivo dell’Anno.
“Sono molto contento di essere qui” dice Jannik. “Intanto è un momento unico, perché viene solo una volta all’anno. Poi essere inseriti nella lista dei candidati significa che hai avuto una stagione incredibile, e poi posso conoscere altri grandi campioni e magari imparare qualcosa di nuovo. Soprattutto, è una opportunità per godersi il momento, cosa piuttosto difficile in uno sport come il nostro, dove, tra tornei e allenamenti, c’è pochissimo tempo per riflettere sui risultati”.
Il presentatore della serata è Novak Djokovic e la circostanza lo diverte molto. Sinner approva: “Ho parlato con lui in hotel poco fa. Lui è uno degli sportivi più grandi, inoltre parla bene in pubblico e lo sa fare in diverse lingue, credo sia il padrone di casa più adatto per una occasione come questa”.
Il dialogo tocca poi il frangente della stagione, il torneo di Madrid e il prosieguo della stagione sulla terra rossa, che vede attualmente Carlos Alcaraz fermo per infortunio. “Il Mutua Madrid Open” – afferma l’asso azzurro – “è un evento particolare: l’altitudine, la pallina vola… io come sempre sono qui per fare del mio meglio. Poi c’è il Foro e ovviamente Roland Garros, l’appuntamento più importante”. Un accenno al rivale bloccato in infermeria: “Mi spiace lui non ci sia, spero rientri a Roma, la vittoria è più bella quando competono i migliori”.
L’ultima domanda verte sulla rivalità con Alcaraz: quanto somiglia a quella tra Federer e Nadal, soprattutto in termini di valori di sportività condivisi dai contendenti? Per Sinner la somiglianza esiste solo fino a un certo punto: “Ci sono somiglianze ma ogni rivalità è diversa, ha la sua storia. Noi ci sentiamo soprattutto persone normali che condividono valori riconducibili alla famiglia. Diamo il massimo in campo e ognuno dei due è di stimolo all’altro.
Io” – prosegue Sinner – “ho cominciato quando ancora giocava Federer; ho conosciuto Nadal un po’ di più e Djokovic è ancora con noi e io posso imparare ancora molto da lui; alcune rivalità sono durate anche 15 anni, io e Carlos siamo ancora all’inizio”.
