Severin Luthi: “Federer o Gasquet, l’approccio al giocatore va sempre personalizzato”

Il famoso coach svizzero parla al Challenger di Francavilla al Mare, al seguito del giovane talento svizzero Bernet

Di Danilo Gori
2 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Severin Luthi (foto Instagram @swiss_tennis)

🎾 UBICONTEST 2026
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per gli Internazionali BNL d'Italia 2026 e prova a scalare la classifica. Scarica la nostra app! Leggi il regolamento completo →
Concorso a premi "Ubicontest 2026" · 18 aprile – 23 maggio 2026 · Valore totale montepremi € 2.550

Presenze illustri all’Abruzzo Open di Francavilla al Mare, torneo Challenger giunto alla ottava edizione e che annovera tra i vincitori nomi come Matteo Arnaldi e Alejandro Tabilo: sugli spalti ecco Severin Luthi, coach storico di Roger Federer e spettatore interessato del giovane tennista elvetico Henry Bernet, suo pupillo dal febbraio 2025, subito dopo la vittoria all’Australian Open junior. Luthi, dopo aver espresso apprezzamento nei confronti dell’organizzazione dell’evento, ha parlato del suo protetto, oltre che del suo modo di intendere la sua professione.

Bernet, che beneficiava di una wild card, ha ceduto martedì in tre set al venticinquenne argentino Facundo Diaz Acosta con il punteggio di 5-7 6-3 6-1. Nessun dramma per l’esperto allenatore svizzero, che parla dell’importanza di certe esperienze nel percorso di crescita di un giovane talento: “Alla fine ha vinto il giocatore più solido ed esperto. Ma sono partite fondamentali per crescere: da questi incontri si impara molto, sia dagli aspetti positivi che da quelli da migliorare”.

Il discorso non può non lambire il suo passato di trainer di campioni come Federer, ma anche come Wawrinka e Gasquet; il punto di vista del coach svizzero è che l’unicità del giocatore richiede un approccio fortemente personalizzato: “Ogni giocatore è diverso. Non esiste una formula unica. Anche se ho lavorato con campioni come Federer, Wawrinka o Gasquet, ogni caso richiede adattamento e costruzione di un’identità specifica per l’atleta”.

Luthi, infine, si sofferma sul sempre più preponderante ruolo dell’aspetto fisico: “Oggi il tennis è estremamente fisico. I giocatori colpiscono forte da entrambi i lati e il livello atletico è determinante. Le variazioni restano importanti, ma il margine per emergere è sempre più legato alla condizione fisica”.

Leave a comment