Nemmeno il tempo di archiviare lo straordinario exploit sulla terra battuta del Roland Garros, dove si è spinto fino ai quarti di finale arrampicandosi al numero 23 del ranking ATP, che per Rafa Jodar è già tempo di cambiare radicalmente superficie. Il diciannovenne madrileno, che ha scelto di concedersi pochissimo riposo dopo le fatiche parigine per farsi trovare pronto alla transizione sul verde, ha mostrato sin da subito una mentalità pragmatica e focalizzata sul lavoro. Di ritorno nella capitale spagnola, il giovane talento iberico ha staccato la spina solo per quarantotto ore prima di riprendere in mano la racchetta: “Cosa farò in questi giorni senza allenarmi? Non ne ho idea, a dire il vero. Sarò a casa a Madrid a riposarmi. Credo di non averci nemmeno pensato per un attimo”, ha confessato con estrema schiettezza a El Mundo.
Il rebus dei campi in Spagna e la scelta di allenarsi in gara
Il vero rebus per il madrileno ha riguardato la logistica della preparazione sportiva, data l’atavica assenza di campi in erba naturale praticabili nella penisola spagnola, eccezion fatta per le strutture blindate del Mallorca Country Club. Senza la possibilità di testare i rimbalzi bassi e fulminei del manto erboso in quel di Madrid, Jodar ha preso una decisione tanto coraggiosa quanto insolita per un debuttante a questi livelli. Utilizzare i tornei ufficiali del circuito come veri e propri banchi di prova e allenamento competitivo. Il suo cammino verso Wimbledon (in programma dal 29 giugno al 12 luglio) passerà infatti per l’immediato debutto all’ATP 500 del Queen’s, al via da lunedì 15 giugno, seguito dall’appuntamento stagionale di Eastbourne, dove potrebbe ambire a un ruolo da grande protagonista.
ATP Queen’s, Jodar: “Voglio godermi Wimbledon e i tornei che lo precedono”
I precedenti dell’atleta spagnolo sui prati mondiali sono ridotti all’osso. Appena dieci partite disputate in tutta la carriera, risalenti alla stagione junior del 2024 tra Roehampton e l’All England Club. Un bagaglio d’esperienza troppo esiguo per poter fare calcoli o proiezioni accurate nel tennis dei grandi, come ammesso candidamente dallo stesso Jodar: “A dire il vero, ho fatto bene in quei tornei, ma ero junior e non credo che siano un punto di riferimento affidabile. Non so bene cosa aspettarmi sull’erba perché ci ho giocato pochissimo. Cercherò di prepararmi al meglio per fare esperienza, tutto qui. Non ho molti obiettivi, solo quello di godermi i tornei che precedono Wimbledon e Wimbledon stesso”.
Prospettive da testa di serie: il sorteggio del Queen’s e lo scudo anti-Sinner
I tabelloni dei Championships e dei tornei di preparazione offrono comunque ottime prospettive ed elementi di forte interesse per il tennis spagnolo. Al Queen’s Club di Londra Jodar si presenterà ai blocchi di partenza come quinta testa di serie in un seeding che vede la presenza di un solo Top 10 (l’australiano Alex de Minaur, non nel suo momento migliore) e di altri tre giocatori che lo precedono in classifica: Jiri Lehecka, Jakub Mensik e Alejandro Davidovich Fokina.
Il sorteggio lo vedrà esordire contro il peruviano Ignacio Buse, con la prospettiva di un quarto di finale decisamente interessante contro il già citato de Minaur. Successivamente, a Wimbledon, lo status di testa di serie tra i primi 32 del seeding gli garantirà di evitare spauracchi del calibro di Jannik Sinner, Alexander Zverev o Novak Djokovic nei primi due turni, permettendogli di approcciare lo Slam più prestigioso del mondo con il mirino puntato su un altro grande exploit.
