La linea Tiley: “108 milioni ai giocatori. Lo US Open sarà il Disneyland del tennis”

In conferenza stampa il nuovo CEO della USTA ha annunciato anche la nascita di un consiglio dei giocatori e affrontato il tema del caro-biglietti. Difese le wild card concesse a Venus Williams e Stan Wawrinka

Di Carlo Galati
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Credit USTA

Craig Tiley ha cambiato continente, cambiato Slam, ma non la propria filosofia, quella resta un marchio di fabbrica della sua gestione. A Melbourne come a New York. Dopo l’esperienza alla guida di Tennis Australia, il nuovo CEO della USTA si è presentato allo US Open con un principio piuttosto chiaro: mettere i giocatori al centro delle decisioni. Una linea condivisa con Eric Butorac, al debutto come direttore del torneo dopo nove anni trascorsi al fianco di Stacey Allaster.

Compensi record e consiglio dei giocatori

Il punto di partenza è il pacchetto da 108 milioni di dollari destinato ai giocatori. Dopo l’aumento del 20% deciso nella passata edizione, la USTA ha introdotto un altro incremento, comprendente due milioni aggiuntivi per iniziative che saranno scelte dagli stessi tennisti, anche sul fronte del welfare. A questo si aggiungono, per ciascun partecipante, un voucher Uber da 2500 dollari e una carta American Express con un credito di 1000 dollari.

“Lo scorso anno la USTA ha aumentato del 20% i compensi e quest’anno abbiamo deciso un altro incremento significativo”, ha spiegato Tiley. “Abbiamo inoltre aggiunto due milioni di dollari che i giocatori potranno decidere come utilizzare, per il loro benessere o per altre iniziative”.

Alla domanda se la scelta fosse una risposta alle proteste emerse a Roland Garros e Wimbledon, Tiley ha ricondotto la decisione a una valutazione interna della USTA: Ho sempre pensato che i giocatori dovessero essere pagati bene e ricevere la loro parte in maniera equa. È ciò che abbiamo fatto all’Australian Open e ciò che continueremo a fare qui.

Un altro passaggio riguarda la nascita di un consiglio dei giocatori collegato direttamente ai quattro tornei dello Slam. Una richiesta avanzata dagli stessi tennisti e accolta congiuntamente da Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open.

“La voce dei giocatori è importante. Gli Slam devono avere un rapporto stretto con loro, perché è fondamentale per il successo dei tornei e per quello del nostro rapporto con i tifosi”, ha sottolineato il CEO della USTA.

Prima del torneo è stata inviata una comunicazione a tutti i partecipanti e una decina di giocatori ha già manifestato il proprio interesse. Il primo gruppo avrà una funzione di transizione e contribuirà a definire composizione, rappresentanza, modalità di lavoro e numero degli incontri.

Abbiamo già ricevuto la disponibilità di una decina di giocatori e altri ce ne stanno parlando in questi giorni. Sarà questo primo gruppo ad aiutarci a costruire il percorso. Avere una voce diretta nei rapporti con gli Slam era una loro richiesta e riteniamo che sia assolutamente corretta”.

Il nodo dei prezzi

All’aumento dei compensi fa da contraltare quello dei biglietti. Il costo ufficiale di un grounds pass parte da 65 dollari, ma cresce rapidamente sul mercato secondario. Un problema riconosciuto apertamente dallo stesso Tiley.

Una delle nostre sfide più grandi è il mercato secondario. Un grounds pass da 65 dollari cambia prezzo molto rapidamente quando viene rimesso in vendita, ha ammesso. “Sono qui da cinque settimane e ho già imparato molto su questo sistema. Dobbiamo continuare a cercare soluzioni per rendere il torneo accessibile e sostenibile per tutti”.

La USTA punta soprattutto sulla Fan Week: degli attuali 22 giorni complessivi, otto prevedono l’accesso gratuito. L’obiettivo è aumentare ulteriormente la presenza dei bambini e delle famiglie.

Vogliamo che i ragazzi possano vivere questa esperienza, vedere i giocatori di oggi e magari immaginare di diventare quelli di domani. È una delle iniziative sulle quali concentreremo maggiormente le nostre energie”.

Tiley ha ricordato il record di giovani presenti nella settimana che precede l’inizio del tabellone principale: Non credo manchi molto perché la Fan Week diventi la settimana con più pubblico dell’intero evento. La crescita registrata anno dopo anno è significativa”.

La forte domanda dovrà però essere gestita senza trasformare Flushing Meadows in un impianto sovraffollato: “Non vogliamo essere uno di quegli eventi che riempiono il complesso soltanto per il gusto di farlo. Dobbiamo garantire attività, intrattenimento e una buona esperienza a chi entra”.

Lo US Open come Disneyland del tennis

La crescita non passerà necessariamente da un ulteriore allungamento del calendario. Il progetto è ampliare le esperienze offerte all’interno del complesso, coinvolgendo giocatori, adulti e soprattutto bambini.

“C’è ancora spazio per crescere, ma questo non significa necessariamente rendere il torneo più lungo. Ci sono molte altre cose che possiamo fare all’interno dell’evento”, ha spiegato Tiley. Questo posto diventerà la Disneyland del tennis, con nuove opportunità ed esperienze per tutti.

Il nuovo CEO vuole inoltre utilizzare lo US Open come piattaforma per promuovere il tennis durante tutto l’anno: “Negli Stati Uniti ci sono più di 27 milioni di persone che giocano. Possiamo collegare meglio lo US Open al movimento di base. Il mio obiettivo principale è mettere più racchette nelle mani delle persone e convincerle a giocare con maggiore frequenza.

Le wild card a Wawrinka e Venus

Tiley ha poi chiarito la gestione della wild card inizialmente negata a Stan Wawrinka. La priorità era stata assegnata ai giovani statunitensi rimasti appena fuori dal tabellone, oltre agli accordi di reciprocità con Australian Open e federazione francese. Wawrinka era però stato informato che avrebbe ricevuto l’invito in caso di rinuncia.

L’occasione è arrivata quando Patrick Gibson, non ancora al cento per cento fisicamente, ha deciso di ritirarsi. Quando ha capito che non sarebbe stato nelle condizioni di giocare, Patrick ha fatto la cosa giusta e ci ha comunicato il ritiro. È stato un comportamento esemplare, ha raccontato Tiley.

“Stan conosceva la situazione fin dall’inizio. Siamo molto legati a lui ed è stato bello averlo qui. Ha concluso la carriera disputando tutti e quattro gli Slam nella stagione del suo ritiro”.

Nessun dubbio, invece, sulla scelta di invitare Venus Williams. “Secondo noi Venus meritava la wild card. Il suo contributo al tennis e ciò che porta al torneo sono enormi. A essere sincero, non ci ho pensato neppure per un secondo”.

La posizione della USTA è netta: Venus resta una delle figure centrali del tennis statunitense“È una campionessa straordinaria, un’icona americana. Ascoltiamo ciò che ci dicono i tifosi e loro vogliono ancora vederla giocare.

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