PREMIUM US Open, la dea bendata gioca con la programmazione

Quest'anno allo US Open la casualità ha fatto concentrare quasi tutti gli incontri più lunghi nelle sessioni serali

Di Vanni Gibertini
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Alexander Zverev - US Open 2026 (Photo by Dustin Satloff/USTA)

Mentre New York si prepara al weekend lungo del Labor Day (il primo lunedì di settembre si celebra la Festa del Lavoro negli USA, quindi molti luoghi di lavoro sono chiusi), lo US Open si appresta ad accogliere la folla del fine settimana di mezzo, quello con i biglietti più pregiati e più cari.

Il ruolo della ESPN

Durante questi giorni di solito si verifica l’afflusso più massiccio degli spettatori e ci sono gli ascolti più importanti a livello TV, in quanto le giornate del fine settimana sono quelle tradizionalmente dedicate allo sport. Questo vuol dire anche che ci possono essere potenziali conflitti con altri eventi, sia quelli trasmessi da canali concorrenti sia quelli trasmessi dalla stessa ESPN che possiede i diritti per lo US Open negli Stati Uniti (pagati circa 170 milioni di dollari l’anno).

Fino al 2015 la trasmissione dell’evento era a cura della CBS, che voleva le partite migliori del programma durante il giorno, quindi le sessioni serali del weekend erano solitamente meno interessanti. La ESPN trasmette il torneo dall’inizio alla fine, quindi anche se durante la giornata di sabato ci sono parecchie partite di football NCAA (il campionato universitario) programmate sui canali dello stesso network, gli eventi esterni non influenzano troppo il programma.

Da quest’anno, inoltre, non ci sono conflitti con la Formula 1 dato che la ESPN ha perso i diritti che deteneva dal 2018 a favore di Apple TV. Il Gran Premio d’Italia a Monza del prossimo weekend e quello di Spagna a Madrid nel weekend della finale non saranno quindi un problema, e non lo sarebbero stati comunque dato che, a causa del fuso orario, le gare si disputano la mattina presto prima dell’inizio del gioco a Flushing Meadows.

Pomeriggi corti e sere lunghissime

Quest’anno gli organizzatori dello US Open sono stati particolarmente sfortunati nella programmazione degli incontri sui campi principali, perché le sessioni diurne hanno spesso avuto una durata molto limitata, mentre quelle serali hanno coinvolto incontri molto lunghi. Nella prima giornata di domenica 30 il match femminile tra Venus Williams e Sofia Kenin è iniziato pochi minuti dopo la mezzanotte terminando quasi alle due del mattino dopo le quattro ore e mezzo giocate da Djokovic e Navone.

Martedì 1° settembre Zverev e Sonego hanno battagliato fino a quasi le due del mattino anche loro, con lo stesso copione che si è ripetuto due giorni dopo per Zverev nel suo match di secondo turno con Halys.

Al contrario le sessioni diurne sono sempre state piuttosto rapide, e giovedì pomeriggio è accaduto che per le 16.30 tutti gli incontri dell’Arthur Ashe e del Louis Armstrong fossero completati, costringendo tutti gli spettatori di quei campi a cercare altro tennis sui campi laterali, mettendo sotto grande pressione le strutture del Grandstand e di tutti gli altri campi. Pressione che è andata aumentando con il passare delle ore perché dalle 17 in poi anche i possessori del biglietto della sessione serale possono accedere all’impianto, aumentando il numero di “pretendenti” per un posto sulle gradinate non numerate.

Il tabellone maschile

Nei primi turni della parte bassa disputatisi venerdì la sorpresa più importante da segnalare è stata sicuramente la sconfitta del ceco Lehecka per mano di Stefanos Tsitsipas, che dopo aver estromesso il francese Fils all’esordio ha conquistato l’accesso agli ottavi di finale dello US Open (suo miglior risultato in carriera in questo torneo). Dopo la definitiva dipartita di suo padre Apostolos dallo staff tecnico e l’arrivo del team di Mouratoglu, Tsitsipas sembra aver ritrovato serenità e brillantezza. Un’aggiunta interessante al plotone dei pretendenti in questo Slam sempre più incerto.

Vittoria contro classifica anche per Tommy Paul, che ha superato Sascha Bublik per andare a sfidare negli ottavi Carlos Alcaraz, vincitore in tre set del cinese Wu. Lo spagnolo, sceso in campo con una maglietta più “contenuta” sotto alla sua solita canotta da “capezzolo selvaggio”, non ha fatto vedere cose straordinarie ma ha controllato la partita senza momenti di difficoltà e ora troverà sicuramente un test più probante nello statunitense.

Bel match anche per Medvedev, alla ricerca di un nuovo equilibrio in una stagione decisamente schizofrenica. Vittoria d’autorità per Etcheverry nel derby argentino contro Navone, e accesso agli ottavi anche per Tiafoe e Michelsen che vanno a infoltire la squadra a stelle e strisce che si prepara all’attacco del titolo di Flushing Meadows.

Il tabellone femminile

Il tennis USA continua a portare alta la propria bandiera anche nel tennis femminile: delle quattro rappresentanti impegnate venerdì, solo Ann Li non è riuscita a passare il turno, sconfitta dalla campionessa di Wimbledon Linda Noskova. Avanzamento agli ottavi invece per Jessica Pegula, che ha rimontato un set su Leylah Fernandez, Taylor Townsend, vincitrice della n. 15 Shnaider, e soprattutto per Emma Navarro, responsabile dell’eliminazione della n. 7 Karolina Muchova.

Vittorie anche per Sabalenka, Kalinskaya e Kostyuk, oltre che di Sorana Cirstea che ha fatto fuori la nostra Paolini.

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