Federer, 10... senza lode

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Federer, 10… senza lode

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TENNIS, AUSTRALIAN OPEN – Decima semifinale consecutiva agli Australian Open per Roger Federer. Match con alti e bassi per lo svizzero. Merito anche a Tsonga, che ha dato tutto nel terzo e quarto set. Federer vince 76 46 76 36 63. Ora Murray: sarà la semifinale numero 33 in uno Slam.

Woody Allen confessò un giorno che ormai non vedeva quasi più la televisione. Quel “quasi” indicava un’eccezione. E l’eccezione, manco a dirlo, riguardava Roger Federer: “Guardo la tv solo per vedere se Federer ce l’ha fatta un’altra volta.” E quel demonio di uno svizzero ce l’ha fatta una volta di più. E lo ha fatto soffrendo, rischiando decisamente di perdere, giocando forse la sua peggiore partita del torneo, ad un certo punto teso come se si trattasse di una prima volta, lui che ha raggiunto per la decima volta consecutiva la semifinale in questo torneo. Il suo avversario di oggi è stato bravissimo ma forse la sconfitta di oggi mette una pietra tombale sulle sue speranze di poter diventare un vincitore di Slam, anche se il buon Jo Wilfred Tsonga se lo meriterebbe davvero, e non solo per la simpatia, ma per la potenza, a volte bruta ma a volte delicata, che riesce a spendere nei campi da tennis. Ma purtroppo per lui stasera, come l’altro ieri, come domenica scorsa, come raramente non è successo da dieci anni a questa parte, non c’è stato nulla da fare, il re ha imposto la sua spietatissima legge arrivando a chiudere il quinto set disinnescando del tutto la potenza delle prime palle del francese. Adesso lo aspetta Murray, per la semifinale nobile di questi Australian open. Per Jo era forse troppo chiedere di rivincere al quinto con uno che ha sì battuto una volta nel sacro tempio di Wimbledon ma di cui subisce forse il fascino e che ammira troppo, al punto di copiare il buon Roddick e provare a tirargli la racchetta dopo una palla corta di poetica bellezza.

Federer inizia fortissimo, e arriva immediatamente a due palle break e, sorpresa, per una volta non ne servono altre, alla seconda occasione arriva il break. Jo deve aspettare il terzo game per rompere il ghiaccio. Ma già nel quarto fa capire che non sarà una serata facile per Roger e arriva ad ottenere due palle break entrambe annullate dallo svizzero. Ma al successivo game di battuta lo svizzero crolla sotto i colpi del francese e per la prima volta nel torneo è costretto a cedere il servizio. La partita si ricompone, segue fedelmente la regola dei servizi fino all’inevitabile tiebreak con un unico sussulto sul 4 pari quando Federer andava a palla break con un marchio di casa: il controsmash sullo smash dell’avversario! Colpo di livello di difficoltà 1 miliardo e di alto tasso di spettacolarità. Naturalmente una sola palla break era troppo poco e Federer la sprecava tirando un dritto in mezzo alla rete.
Il tiebreak iniziava con Tsonga che sbagliava un rovescio dopo essere stato costretto dal falco a giocare la seconda. Federer gioca i successivi punti sul suo servizio con attenzione e gira sul 4 a 2. Sul settimo punto tocca allo svizzero affidarsi al falco e lui è più fortunato. Tiebreak deciso insomma dal falco, che nel primo punto manda fuori un servizio di Tsonga e sul settimo giudica dentro quello di Roger.

 

Il secondo set si apre con Federer che tiene a zero la battuta e con i due che giocano perfettamente i loro turni di battuta fino al 3 pari. Al fatidico settimo game, un Federer poco fortunato con i nastri è costretto a giocare una palla break. Scambio di grande intensità che Roger chiude con un dritto in corridoio, break per Tsonga che si trova poi a servire sul 4-5. Il fantasma di Almagro non abita da queste parti e il francese nonostante metta due sole prime chiude a 15 senza problemi.

Nel terzo set il rendimento al servizio di Tsonga cala e la partita diventa più appassionante perché Federer continua ad avere non pochi problemi per tenere la sua battuta. Dopo un primo game a zero allo svizzero riesce il break (clamorosamente alla prima opportunità…) e va 30-0. Qui si impalla concede 4 punti di fila e cede per la prima volta un punto quando lo scambio supera i 10 tiri. Nel game successivo lo svizzero ha ancora l’occasione di portarsi avanti ma dopo un game lunghissimo è il francese che lo raggiunge sul 2 pari. Dopo i fuochi d’artificio dei primi 4 games la partita si rasserena e i due tornano a tenere il proprio servizio senza troppe difficoltà fino al 6 pari per il secondo tiebreak della serata. Ma se quello del primo set si era deciso su un misero minibreak quello del terzo è un festival di occasioni mancate con Federer sempre avanti e con Tsonga che disperatamente prova a stargli dietro. Già al terzo punto Federer fa il minibreak grazie ad un errore di Tsonga su un robusto passante dello svizzero. Il minibreak è recueprato grazie ad un vero e proprio obbrobrio dello svizzero che a due passi dalla rete su una risposta qualsiasi di Tsonga riesce nella difficilissima impresa di sotterrare la palla: 2-2 e tutto da rifare. Sul 3-3 a Roger riesce una magia: gran botta di servizio del francese, risposta di pura opposizione e sull’attacco di Tsonga splendido passante di dritto. Roger si porta sul 5-3 ma è costretto ancora a cedere il minibreak grazie ad un attacco direttamente dalla risposta, di Tsonga. Ancora il falco salva Roger sul 5-4 : la palla di Tsonga viene chiamata lunga e il francese deve ripetere il servizio. Sulla seconda lo svizzero infila uno splendido rovescio lungolinea che lo porta a due set point. Basta il primo perché Roger è ancora fortunato su un attacco violento di Tsonga smorzato dal nastro: la divin manina dello svizzero fa il resto, passantino molle sul quale Tsonga non può fare molto di più che mettere nel corridoio: 2-1 Federer, festeggiato da un urlaccio liberatorio rivolto verso il proprio angolo.

La Rod Laver Arena si infiamma, vuole chiaramente vedere il quinto set e adesso comincia a sostenere un infuriato Tsonga con una certa convinzione. Il francese decide che è finito il tempo di tergiversare e si getta all’arma bianca: conquista a zero il primo game del quarto set e sparacchia 4 dritti sul servizio di Federer. Quando sembra che la tattica sia davvero suicida, cioè sullo 0-40 del quarto game al francese comincia ad entrare di tutto ed è bravissimo a salvare prima le tre palle break consecutive grazie anche a due servizi vincenti e poi una quarta con un dritto violentissimo che rischia di spezzare il polso dello svizzero. Quando il francese con un ace tiene il servizio lo stadio esplode. Il francese ormai tira su ogni palla, Federer prova ad arginarlo come può ma perde anche la prima di servizio e si ritrova sul 15-40. Ma anche Federer si salva, prima con un gran dritto su cui il francese non arriva e poi con tre prime. Ma adesso è battaglia su ogni punto, Tsonga lascia andare il braccio e ogni scambio è di una violenza inaudita. Allo svizzero non rimane che continuare a giocare di pura opposizione ma al sesto game a Tsonga riesce il break. Federer va facilmente 40-15 si addormenta e Tsonga alla prima occasione su un dritto lungo dello svizzero si porta sul 4-2. Ma nel gioco successivo il francese sbaglia scriteritamente due dritti non complicatissimi e si trova dover fronteggiare altre due palle break. La prima naturalmente l’annulla con un servizio che strappa la racchetta dalle mani di Roger ma nella seconda non riesce a mettere la prima, Roger riesce ad entrare bene nello scambio sulla seconda, gioca con molta diligenza e provoca l’errore di Tsonga con un rovescio tagliato che il francese non riesce a gestire.
Ma adesso il servizio non funziona più neanche a Federer e nel gioco successivo sembra diventato un optional, con uno splendido passante di dritto Tsonga si procura un’altra palla break. Se il francese è superiore a Federer in un aspetto del gioco è quello delle percentuali di trasformazione delle palle break: gran risposta sulla linea e attacco perfetto concluso con una volée di rovescio. Le emozioni del quarto non finiscono qui, quando Tsonga va a servire per portare il match al quinto il francese va sotto 15-30 ma poi Federer viene passato da un rovescio un po’ trovato e lui di suo ci mette un rovescio in corridoio. Al primo set point Tsonga piazza l’ace e adesso la Rod Laver è una vera e propria bolgia.

Ma non si è Federer per caso. Primo game tenuto a zero e game di risposta che serve per far capire al francese che aria tira. Roger si porta sul 40 pari ma i due soliti ace del francese (tre nel game) mettono le cose a posto. Ma adesso sulla battuta di Federer si gioca poco, nonostante una percentuale che si mantiene sotto il 65% di prime e lo svizzero concede il bis del primo game. Al quarto game la svolta. Tsonga va sotto 15-40 e e stavolta basta: violentissimo servizio del francese ma Roger risponde e sullo scambio Tsonga mette il rovescio in rete:break, sarà quello decisivo. Tsonga adesso sembra un po’ sulle ginocchia, non riesce più a rispondere al servizio dello svizzero e sul suo va sempre in difficoltà. Federer si procura ancora due palle break grazie ad un meraviglioso drop shot, Tsonga sullo slancio finisce nella metà campo di Federe e, scherzando?, lo manda a quel paese mimando il gesto di tirargli la racchetta. Sulla prima naturalmente lo svizzero combina un vero e proprio disastro buttando in corridoio il più semplice degli schiaffi al volo e sulla seconda la solita botta di servizio seguita da quella di dritto porta il francese in parità. Uno splendido lungolinea di dritto e un errore, sempre di dritto, di Federer consentono a Tsonga di accorciare le distanze. Ma sul servizio di Roger continua a non giocarsi e con una gran gran volée di dritto e si assicura la possibilità di servire per il match. Tsonga sembra già fuori dal match e lo svizzero si trovava quasi senza accorgersene a due match point. Sulla prima la solita botta di servizio del francese e sulla seconda Tsonga rischia una palla profondssima che Roger non riesce a mandare di là. Il colpo successivo fa praticamente crollare lo stadio. Gran prima a 208 di Tsonga, Roger fa finta di niente e risponde profondo, il francese viene a rete e Federere prova a scavalcarlo con un pallonetto che riesce in qualche modo ad addomesticare con una “veronica” che finisce sul rovescio di Federer che a campo aperto si procura la terza palla per chiudere la partita. Adesso è spettacolo vero, perché Tsonga in tuffo annulla anche questa opportunità allo svizzero e si procura per due volte la possibilità di chiudere il game. Ma Federer non molla, vuole forse evitare le insidie di un nuovo turno di battuta e riesce ad andare per la quarta volta a match point. Ma non sarebbe Federer se non sbagliasse nettamente un rovescio spedendolo nel mezzo della rete.
Alla terza opportunità finalmente Tsonga tiene il servizio e costringe Federer ad andare a servire per il match. Lo svizzero arriva a 30 pari con qualche tremore ma si procura il quinto match point grazie ad uno splendido rovescio lungo linea. Stavolta il dritto dello svizzero chiude la partita.
Finisce così una partita non bellissima tecnicamente – anche se ha riservato naturalmente dei colpi di alta scuola da parte di entrambi – ma molto appassionante. Tsonga alla fine non mostrerà di essere troppo deluso, dicendo di aver giocato meglio stasera che nella famosa partita di Wimbledon. Chissà se domani penserà la stessa cosa.

“Sto bene, ho già fatto un massaggio” ha spiegato Federer in conferenza stampa. “Anche se ho dovuto difendere molto e mi sono mosso di più oggi mi sento bene. E’ importante saper difendere, specie su campi lenti. Non ho lavorato su quest’aspetto nello specifico ma è importante ed il lavoro nell’off season chiaramente paga”

“Il torneo era delicato perchè non avendo giocato nelle settimane scorse non sapevo come sarebbe stata” ha aggiunto. “Sono ad un punto in cui non importa più tanto quanti eventi gioco. Se gioco bene qui mi da fiducia per i prossimi tornei ovviamente ma non ho bisogno di giocare tanto per trovare la forma come quando ero più giovane”.

Ha parlato poi della prossima semifinale con Andy Murray: “Guardo solo le ultime volte che ci siamo incontrati. Credo che negli ultimi incontri che abbiamo giocato ci siano delle differenze, soprattutto rispetto alla finale di Wimbledon, che è molto diversa anche per il tipo di superficie. Lui ha un po’ cambiato modo di giocare, sono contento che abbia vinto uno Slam. Mi è sempre piaciuto giocare con lui perchè è molto tattico, ti pone delle domande e ti fa dubitare ed è una sfida che mi piace. Abbiamo giocato spesso contro, è una rivalità che mi stimola”. Gli dicono che non ha mai perso da Murray negli Slam: “Non lo sapevo, non è il tipo di dati che guardo. sapevo che mi ha battuto più volte di quante io abbia sconfitto lui ma ora che mi dici questa statistica mi fa piacere, sento buone vibrazioni per quando torno in albergo (ride)”.

“Cosa farò per recuperare? Sto andando a dormire alle 3 tutte le sere e mi alzo a mezzogiorno. Non faccio colazione da due settimane. Va bene così ma non è una vita normale, saro contento dopo il torneo di tornare ad orari normali. Ma per questa settimana va bene anche se vado a dormire più tardi. Magari oggi vado alle 3.44 e domani dormo fino all’una (ride)”.

“Ho giocato troppi slam per ricordarmi tuti i match” prosegue. “Mi ricordo che ho affrontato tre giocatori da erba a Wimbledon ma non ricordo se ho avuto un tabellone più difficile di questo. Son contento di essere in semifinale indipendentemente da chi incontro. Non credo che aver giocato un match difficile sia un vantaggio. Ovviamente ci sono lati positivi, uscire da una situazione difficile ed essere messo alla prova, ma non so onestamente non ho idea di come sarà in semi. Anzi, vorrei essere nei panni di Andy, arrivato in semifinale senza perdere un set”.

“E’ bello vedere che ci sono ragazzi che ci credono che possono battere i primi” aggiunge, in riferimento ad Almagro e all’amico Wawrinka. “Spero che ci siano più giocatori che credono fino in fondo che possono battere i top players”.

In conclusione, una risposta su Nadal: “Non ho pensato a Rafa. Ora ricordo la semi dell’anno scorso ed è un peccato che non ci sia ma noi andiamo avanti, lo sport va avanti ma il mio istinto mi dice che quando tornerà sarà dura batterlo e sarà a un bene per il Tour”.

 

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Steve Flink: “Osaka vincerà almeno 11 o 12 Slam”

Seconda parte del video di fine Australian Open con il Direttore Scanagatta, stavolta sul torneo femminile. Brady può vincere dei grandi tornei? C’è ancora speranza per il titolo N.24 di Serena?

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

La regina dell’Australian Open è per la seconda volta Naomi Osaka: la ventitreenne giapponese ha superato in finale Jennifer Brady, risultato che le è valso il quarto slam della carriera, tutti sul cemento, e sembra pronta a dominare il circuito, mentre la padrona di casa e attuale N.1 Ashleigh Barty non è riuscita a trovare il suo miglior tennis dopo un anno di stop, spegnendosi al primo momento di difficoltà. Questi sono alcuni dei temi che il direttore e Steve Flink hanno affrontato nella loro chat post-torneo. Di seguito il video:

00:00 – Ubaldo: “Steve, sono sicuro che tu non sia così sorpreso del fatto che abbia vinto la Osaka”. Flink: “No, non lo sono. Eravamo entrambi d’accordo che avesse ottime possibilità di vincere. Sta emergendo come la possibile dominatrice del circuito. Potremmo discutere di quanti Slam vincerà in carriera. Prima del torneo non era al top fisicamente per un piccolo infortunio, c’era qualche preoccupazione, ma ho sempre pensato che se fosse stata bene sarebbe arrivata in finale con ottime possibilità di vincere ed è andata così”.

01:55 – Ubaldo: “Osaka è stata in difficoltà una volta sola in tutto il torneo, con Muguruza quando ha dovuto salvare match point”. Flink: “Sicuramente è stato il match migliore del tabellone femminile. La spagnola ha giocato un grande match, ed è andata vicina a vincere. Per me la rimonta è stato merito di Osaka più che demerito di Muguruza. Credo sia stata spettacolare negli ultimi tre giochi dell’incontro, praticamente ingiocabile”. Ubaldo: “Sicuramente io mi aspettavo che Muguruza facesse qualcosa in più. Ha un po’ troppi alti e bassi, più di quelli che dovrebbe avere una vera campionessa. Lei del resto ha vinto degli Slam, ma nell’ultimo anno non ha fatto così bene. Hai ragione, tendo a credere che abbia commesso troppi errori gratuiti contro Osaka, anche se è vero che Naomi serve benissimo, tocca i 190 km/h, qualcosa che non riesce a molti uomini. Insomma, rispondere non è facile. Però quando hai match point e non li sfrutti forse un po’ di rimpianti li hai sempre. Osaka è stata aggressiva, ha approfittato delle opportunità che ha avuto, ma Muguruza forse è stata troppo conservativa”.

 

06:07 – Ubaldo: “Osaka è molto forte quando ha l’iniziativa, quando può comandare il gioco. Secondo me non lo è altrettanto quando deve difendersi”. Flink: “Sono d’accordo, ma è molto veloce, può migliorare molto nella difesa. Inoltre colpisce bene da entrambi i lati e ha un gran servizio. Ha un gran kick sulla seconda palla che spesso la toglie dai guai. Con questo servizio non vedo come non possa vincere Wimbledon prima o poi”.

09:15 – Ubaldo: “Parliamo ora di quello che Osaka può fare in carriera. Mats Wilander ha detto che può vincere tra i dieci e i quindici slam, se migliora sulla terra e sull’erba. Cosa ne pensi?”. Flink: “Sono d’accordo. Il mio pronostico è che possa vincere undici o dodici Slam, e mi sto tenendo stretto. Magari può diventare la Djokovic del circuito femminile. Non vedo perché non possa vincere diverse volte Wimbledon, e magari anche il Roland Garros un paio di volte. La vedo sicuramente andare in doppia cifra di Slam vinti e magari avvicinare Chris Evert e Martina Navratilova che ne hanno vinti 18”. Ubaldo: “Sono più ottimista sulle sue possibilità sull’erba piuttosto che su terra rossa. Sulla terra anche se servi forte ci sono difficoltà, lo abbiamo visto per Venus e Serena Williams. Bisogna muoversi bene, sapersi difendere, battere giocatrici forti sulla terra come può essere Halep”.

12.05 – Ubaldo: “Essendo un americano, e anche di quelli sciovinisti, ti aspettavi che Brady, la numero 26 del mondo, potesse centrare la finale dell’Australian Open dopo la semifinale a Flushing Meadows? Ora è numero 13 del mondo; non so tu, ma credo nessuno pensasse potesse fare un torneo così…” Flink: “Non sono rimasto scioccato, non mi aspettavo magari che arrivasse in finale, ma comunque ultimamente stava giocando molto bene sul cemento. Speravo che facesse bene, e dire che ha dovuto fare la quarantena per il discorso del Covid, ma si è ripresa molto bene, ha avuto un ottimo atteggiamento. Ha un diritto incredibile, poi una volta che è arrivata in finale contro Osaka si è fatta un po’ prendere dall’agitazione”. Ubaldo: “Sì, si è visto quando ha sbagliato quella palla del 5-5 sbagliando un diritto a un metro dalla rete. Un errore incredibile che l’ha un po’ scioccata perché poi ha perso i successivi due o tre game facilmente”. Flink: “Vedo Brady in grado di vincere due o tre Majors”.

16:34 – Flink: “Muchova ha fatto un grande torneo. Barty la stava distruggendo per 6-1 nel primo set, pensavo vincesse facilmente in due set. Poi Muchova ha interrotto il gioco uscendo dal campo e questo forse ha deconcentrato l’australiana. Ma per essere onesti in semifinale contro Brady ha dimostrato di essere forte, avrebbe potuto essere lei a vincere. Ma per Barty è stato un peccato perdere quel match in Australia, quando tutti speravano potesse vincere davanti al suo pubblico”. Ubaldo: “Barty è stata sfortunata perché avrebbe dovuto giocare davanti ai suoi tifosi ma ci sono stati quei cinque giorni di lockdown per il Covid”.

18:28 – Ubaldo: “Parliamo di Serena Williams. Ha lasciato la sala stampa, dopo aver perso con Osaka, dicendo che forse è stato il suo ultimo Australian Open. Credi sia così? Ha comunque battuto la Halep, la numero due del mondo, 6-3 6-3, prima di perdere contro la Osaka per 6-3 6-4. Ha anche battuto Sabalenka, che arrivava da una striscia di vittorie”. Flink: “Per me è stata una grande vittoria per Serena, perché Sabalenka è una delle giocatrici emergenti”. Ubaldo: “Quindi adesso dobbiamo capire se siamo alla fine della leggenda di Serena o se ha ancora la possibilità di raggiungere il ventiquattresimo Slam”.

Flink: “Ha fatto finale a Wimbledon e allo US Open nel 2018 e nel 2019, nel 2020 semifinale allo US Open perdendo in tre set da Azarenka, ora nel 2021 ha perso in semifinale da una super Osaka. Quindi non penso che sia così male. Ma Serena è stata troppo severa con sé stessa davanti ai microfoni. Dall’altra parte della rete ci sono anche le avversarie e sembra che, da come ha parlato, non fosse così forte quella con cui ha perso. Si è concentrata solo sul suo dispiacere e sui suoi errori. Però Osaka, se in finale allo US Open l’aveva sconfitta in un match tirato e pieno di controversie, stavolta l’ha battuta nettamente”.

25:30 – Ubaldo: “Però c’è anche un problema psicologico a mio avviso, sin da quando ha perso con Roberta Vinci allo US Open 2015. Da quella sconfitta e poi da quando è diventata mamma fatica perché vuole così disperatamente raggiungere il record di Slam di Margaret Court che ogni volta diventa troppo nervosa”. Flink: “In qualche modo sono d’accordo con il concetto che esprimi, da quel momento non è stata più la stessa Serena. Ma comunque è vicinissima al suo obiettivo. La questione è, può gestire la pressione nei match più importanti?” Ubaldo: “Come successe ad Edberg e Navratilova, ogni grande giocatore quando invecchia ha molti alti e bassi. Quindi Serena può giocare bene come ha fatto contro Halep e Sabalenka e poi meno bene quando serve davvero. La cosa più difficile è giocare sette match di fila al top del proprio livello”. Flink: “Sono d’accordo, ma credo anche che Osaka sia un’avversaria difficile per chiunque, in qualche modo ti intimidisce. Mi piacerebbe vederle di nuovo giocare contro, magari a Wimbledon. Sicuramente Osaka ha una grande fiducia avendo battuto Serena sia in finale che in semifinale Slam. Pensi che Serena centrerà mai il ventiquattresimo Slam?”. Ubaldo: “Secondo me no, perché non credo che riuscirà a mettere insieme sette match al livello a cui vorrebbe giocare. La miglior vittoria possibile che sogno per lei sarebbe vincere Wimbledon in finale contro Osaka”.

31:53 – Ubaldo: “Ci sono state grandi delusioni in questo torneo? All’inizio ci sono state alcune sconfitte sorprendenti, ad esempio quella di Kenin”. Flink: “Ha poi detto che non giocherà il prossimo torneo perché si è sottoposta ad appendicectomia. Sì, è stata una sconfitta spiacevole perché l’anno scorso ha vinto il torneo. Presto tornerà a competere, non sono preoccupato. Sicuramente aveva molta pressione perché difendeva il titolo dell’anno scorso, ma non era così probabile che potesse vincere per due anni di fila”.


Transcript a cura di Gianluca Sartori

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Steve Flink: “Djokovic e Nadal supereranno gli Slam di Federer”

Un commento sull’Australian Open maschile con il Direttore Scanagatta. Da Thiem delusione del torneo alla partita più bella

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2021 (vai Twitter, @AustralianOpen)

L’Australian Open maschile è finito nel modo più pronosticabile, vale a dire con la vittoria di Novak Djokovic, ma mai come quest’anno il suo percorso è stato irto di difficoltà, come sottolinea Steve Flink nel suo terzo video su questa edizione del torneo girato con il direttore di Ubitennis. Quanto è andata vicina la Next Gen a scalzare i Big Three? Karatsev è un fuoco di paglia?

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

0:00 – Dopo una breve introduzione sui temi che verranno toccati, Steve parla della finale maschile: “Non ero così sicuro che Djokovic vincesse il torneo, vista la fatica nel match con Fritz; anche con Raonic non l’ho visto benissimo, ma dopo la vittoria su Zverev ho capito che avrebbe trionfato”. Medvedev era per alcuni il favorito nella finale, complice la striscia di venti vittorie consecutive (di cui dodici ottenute su atleti presenti in top 10) che lo ha visto protagonista. Per Djokovic è stata la finale Slam più rapida mai disputata: “Era impronosticabile una finale tra loro due così veloce, addirittura sotto le due ore”, afferma Flink. “Ma dopo che Nole ha recuperato il break nel secondo set, ha cambiato marcia ed ha vinto abbastanza agilmente”.

5:00 – Si analizza la prestazione di Djokovic: per Ubaldo “Novak ha fatto tutto giusto, ha variato i colpi di rovescio nel migliore dei modi, non ha nemmeno avuto bisogno del suo micidiale rovescio lungolinea”. Flink aggiunge che “Nole ha avuto un migliore piano tattico ed una migliore esecuzione nei colpi; una cosa che mi ha impressionato è che, nonostante il russo abbia servito il 64% di prime, sia stato breakkato sette volte”. Una delle chiavi del match per Flink è stata proprio la risposta di Djokovic sul primo servizio, “in particolare in chiusura di primo set. Il russo non ha mai avuto turni facili al servizio”.

8:10 – Nonostante gli ultimi precedenti fossero a favore di Medvedev, come ad esempio il match disputato allo scorso Masters, “giocare una finale Slam è un discorso completamente diverso. E Djokovic è molto più abituato a disputare match di questa importanza. Per Medvedev era soltanto la seconda finale Slam”, dice Flink. Novak ha vinto la sua nona finale su nove agli Australian Open, “su una superficie dove in tanti sanno giocare bene, per cui è un risultato ragguardevole. Soprattutto se guardiamo al punteggio netto col quale ha vinto: nessuno si sarebbe aspettato una vittoria così schiacciante”. Ubaldo pone l’accento sulle critiche ricevute dal serbo durante il torneo riguardo l’infortunio occorsogli contro Fritz: “Penso che Novak abbia commesso degli errori dal punto di vista delle relazioni pubbliche in questi mesi di pandemia, e questo è soltanto l’ultimo esempio; non riesci a recuperare da uno strappo al muscolo in così poco tempo”. Flink invece si dice “sicuro che avesse qualcosa contro Raonic e Fritz, l’ho visto fare smorfie dopo quasi ogni punto”.

14:30 – Ubaldo chiede se la Old Gen sia ancora migliore della Next Gen. Per Flink, “Medvedev ha buone chances di scalzare Nadal al numero due del ranking, ma purtroppo per lui la stagione su terra si avvicina”. Tuttavia, ammette che “il dominio dei Big-3 è stato interrotto l’anno scorso allo US Open solo perché Nole fu squalificato; i meriti sono della vecchia guardia che ancora tiene botta”. I giovani pare si stiano avvicinando a quel livello, come abbiamo visto nella vittoria in rimonta di Tsitsipas su Nadal.

17:30 – La quarantena ha influenzato questo torneo? Molti giocatori non erano al loro meglio, come Nadal, Berrettini, lo stesso Djokovic: “È stata la preparazione diversa dal solito a comportare tutti questi piccoli acciacchi?” chiede Ubaldo. Flink precisa che “per Nadal il problema era antecedente, non ha infatti potuto partecipare all’ATP Cup: il tabellone semplice è stata un’arma a doppio taglio, perché inizialmente lo ha favorito, ma al contempo gli ha evitato le battaglie”. Il tiebreak nel terzo set infarcito di errori lo ha svuotato delle energie, tanto che dopo era Stefanos il giocatore più fresco in campo. “Forse aveva fretta di chiudere in tre set perché non si sentiva sicuro delle sue condizioni”, chiosa Flink.

20:40 – Capitolo Federer. Merita il ranking che ha attualmente? “Sicuramente il congelamento delle posizioni lo ha aiutato, gli permetterà di non dover risalire la china come successo all’Australian Open quattro anni fa”. Per Flink è stata la scelta giusta, mentre Ubaldo non sembra convinto di questo. I due concordano che il ritorno nel torneo di Doha sarà interessante, “perché non avrà il giorno libero per recuperare tra un match e l’altro, e lo stop forzato è stato molto lungo. La sua fortuna è che ha la capacità di vincere punti veloci grazie al suo servizio”.

24:30 – Qual è stato il match più bello del torneo? “Il derby russo non è stato all’altezza delle aspettative, poiché Rublev ha gettato la spugna molto rapidamente”; un candidato serio per Flink, è Thiem-Kyrgios, molto divertente e con una calorosa partecipazione del pubblico. Zverev-Djokovic inoltre è stato uno dei match più importanti, perché Nole è stato costretto ad inseguire quasi sempre ed ha rischiato grosso. La scelta di Ubaldo ricade sui cinque set di Kyrgios-Humbert, dove il beniamino di casa ha dovuto fare affidamento sui propri tifosi per portare a casa il risultato; l’australiano veniva a sua volta da un lungo stop, ed ha impressionato Flink, che ammette “le sue prestazioni hanno mostrato quanto sia talentuoso, perché nonostante la lunga pausa, ha tenuto un buon livello di gioco”.

29:45Karatsev viene ovviamente scelto come sorpresa più grande del torneo: “Fortunato contro un acciaccato Dimitrov, ha dimostrato comunque di meritarsi il posto in semifinale con le prestazioni contro Schwartzman ed Auger-Aliassime”. Flink aggiunge che “anche contro Djokovic non ha fatto così male come suggerisce il punteggio: nel secondo set era sotto 5-1 ed ha saputo rimontare fino al 5-4, ottenendo anche due PB prima che Nole chiudesse il set”. Ubaldo fa notare come abbia vinto lo stesso numero di games del finalista: “Ha guadagnato il rispetto di Djokovic, si è visto dallo sguardo di Nole”.

32:20 – Il cammino di Sinner si è interrotto mestamente al primo turno contro Shapovalov, complici le fatiche nel torneo precedente, conclusosi appena il giorno prima del suo esordio a Melbourne. Per Flink “se avesse avuto la possibilità di riposare tra i match, avrebbe avuto buone chances di arrivare in semifinale”. Ubaldo ricorda la grande prestazione a Parigi contro Nadal; non può essere quindi considerato la delusione più grande del torneo: Flink nomina Thiem in tal senso. “Prestazione nulla contro Dimitrov, sembrava un altro giocatore; eppure i match lunghi non gli hanno mai impedito di recuperare e tornare a macinare gioco nei turni successivi. Forse anche lui aveva qualche problemino fisico, ma, dopo la finale dell’anno scorso e la vittoria allo US Open, mi aspettavo molto di più da lui”. Secondo Ubaldo, “Thiem è solito avere un calendario di allenamenti molto intenso, che non ha potuto rispettare a causa della quarantena, e questo potrebbe averne influenzato i risultati in campo”. Menzione per le battaglie di cinque set di Nadal in Australia, nelle quali spesso non riesce a raccogliere quanto meritato.

37:20 – Djokovic riuscirà a raggiungere quota 20 Slam? Sarà sicuro protagonista nei prossimi Slam; per Flink sorpasserà Federer, ma c’è l’incognita Nadal: “Se Rafa riuscisse a vincere altri due Roland Garros, allora chiuderà da solo in vetta in questa speciale classifica, altrimenti penso possano chiudere entrambi con lo stesso numero di Slam vinti, comunque davanti allo svizzero”. Ubaldo ritiene Federer in grado di competere ancora per uno Wimbledon, ma è d’accordo sul fatto che Djokovic sia il favorito per i restanti Slam dell’anno, nonostante l’incombere delle nuove leve. A questo proposito, Ubaldo ricorda l’impressionante statistica di 57 tornei Slam su 68 vinti dai Big Three dal 2004 ad oggi.

41:30 – L’ultimo argomento affrontato è il record di settimane al numero 1 per Djokovic, che il serbo raggiungerà fra poche settimane: per Flink “è la dimostrazione che ha avuto una grandiosa e lunga carriera: per me resterà al numero 1 ben oltre queste due settimane”. Aggiunge che “di sicuro proverà anche a chiudere l’annata in testa alla classifica, perché sarebbe il settimo anno per lui al numero 1, ed è una cosa che nessuno ha mai fatto”.

 

Transcript a cura di Antonio Flagiello

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Naomi Osaka: la regina del cemento

Con la vittoria all’Australian Open di Naomi Osaka, è emerso un verdetto chiaro: gli Slam sul duro hanno trovato la giocatrice da battere

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Naomi Osaka - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Quattro finali Slam, quattro vittorie. Dopo l’impresa di sabato scorso a Melbourne, il palmarès di Naomi Osaka inizia a diventare storicamente rilevante, e i suoi numeri cominciano a essere confrontati con quelli delle grandi giocatrici del passato.

Grazie a questi successi, Osaka spicca nel computo dei Major non solo rispetto a tutte le coetanee, ma anche rispetto a tutte le tenniste nate dagli anni ‘90 in poi: nessuna di loro è riuscita ad andare oltre i due titoli, e si parla di nomi come Kvitova, Halep, Muguruza. La più vicina a Naomi è Angelique Kerber, con tre Slam, che però è nata nel 1988. Davanti a Osaka c’è Maria Sharapova, del 1987, che ne vanta cinque, ma che è ormai ritirata.

Prima di entrare nel dettaglio delle prestazioni della nuova bicampionessa australiana, va rimarcato il primato generazionale che continua a emergere dallo Slam appena concluso: ancora una volta a prevalere nei Major sono le giovani. Da quando proprio Osaka vinse lo US Open 2018, è cominciata la linea verde: a vincere sono giocatrici al massimo di 23 anni, con l’unica eccezione di Halep a Wimbledon 2019. Questa la sequenza degli ultimi nove Slam: US Open 2018: Osaka. 2019: Osaka, Barty, Halep, Andreescu. 2020: Kenin, Osaka, Swiatek. 2021: Osaka.

Insomma, sembra proprio che il tennis femminile abbia voltato pagina: al via degli Slam le giocatrici accreditati sono tante, e di età differente; ma poi, per un motivo o per l’altro, le più mature non riescono a vincere. Va anche sottolineato che in questo caso Naomi ha conquistato il titolo partendo da prima favorita (almeno per i bookmaker), una condizione che aggiungeva un ulteriore carico di stress ai suoi impegni. Perché un conto è scendere in campo da outsider, come era accaduto alla stessa Naomi nel 2018 a New York, o a Kenin (Australian Open 2020) e Swiatek (Roland Garros 2020), un conto è farlo con le attenzioni di tutti che pesano sin dal primo turno.

Il palmarès di Osaka al momento non è formato da una grande quantità di titoli (7 in totale), ma è il peso specifico a renderlo speciale: Naomi ha addirittura vinto più Slam che altri tornei del circuito WTA (4 Slam, 2 Premier Mandatory, 1 Premier). Segno che è capace di alzare il proprio livello di gioco quando la posta in palio è più alta.

E visto che siamo in tema di dati e numeri, segnalo che il suo cammino a Melbourne non è stato affatto semplice, anche se il nuovo metodo di calcolo del ranking ha reso le cose meno evidenti. Per esempio: Naomi ha trovato Pavlyuchenkova al primo turno. Anastasia era fuori dalle teste di serie, ma con i punti raccolti nel solo anno 2020 (cioè secondo i classici criteri precedenti) sarebbe stata numero 30 in classifica e quindi (considerate le assenze di Bertens, Keys, Yastremska) testa di serie numero 27. Malgrado questo, Osaka ha superato l’esordio senza particolari problemi: 6-1, 6-2.

Punteggio simile per il secondo turno, contro una ex Top 10 come Caroline Garcia: 6-2, 6-3, addirittura senza concedere alcuna palla break. Questi due primi incontri hanno dimostrato che quasi tutte le giocatrici che basano il proprio tennis sulla aggressività, in questo momento fanno fatica a fare partita pari con Osaka.

La spiegazione più logica è questa: rispetto a Naomi non hanno particolari ambiti di gioco nei quali prevalgono, e al contrario pagano nel confronto diretto sui colpi base (efficacia in battuta e risposta, ma anche qualità esecutiva del dritto e del rovescio in topspin). In sostanza Naomi propone un gioco simile, ma lo fa meglio. Per la verità sia Pavlyuchenkova che Garcia sono superiori volleatrici rispetto a Osaka, ma con le velocità di palla attuali è molto, molto difficile trovare i tempi di gioco per riuscire a verticalizzare e colpire a rete; e dunque queste qualità non sono così importanti né sufficienti per riequilibrare il confronto. Sotto questo aspetto, però, che Garcia sia riuscita ad avanzare appena 4 volte in tutto il match (peraltro vincendo tutti e 4 i punti), suona a mio avviso come un atto di accusa sulle sue scelte tattiche. Ma sto divagando.

Al terzo turno Osaka ha trovato una giocatrice un po’ differente: Ons Jabeur. Testa di serie numero 27, ma reduce da un 2020 di grandi progressi (virtuale numero 14 con il vecchio calcolo del ranking: di nuovo una avversaria sottostimata). Sappiamo quanto sia talentuosa Jabeur, di cosa sia capace quando è sfidata sulla esecuzioni di tocco, e come sappia sorprendere grazie a soluzioni inusuali. Tanto per dire: nel corso del primo game ha vinto un punto giocando una palla corta direttamente in risposta, su una seconda di servizio di Osaka. Ma a conti fatti neppure questo genere di tennista è apparsa in grado, almeno sul cemento, di mettere davvero in crisi la futura campionessa: 6-3, 6-2, con un solo break subito da Naomi.

Il vero crocevia del torneo è arrivato al quarto turno: il confronto con la finalista dell’Australian Open dello scorso anno Garbiñe Muguruza. Al momento del sorteggio era apparso chiaro che, salvo sorprese, questo sarebbe stato uno dei match chiave della parte bassa del tabellone, quella che appariva più carica di favorite: Osaka, Williams, Halep, Sabalenka, Muguruza… Sarò ripetitivo, ma si è trattato del quarto confronto su quattro che Naomi ha avuto contro avversarie “sottostimate” dal nuovo ranking; Garbiñe era ufficialmente testa di serie numero 14, ma sarebbe stata la numero 8 con i soli punti del 2020.

a pagina 2: I match contro Muguruza e Hsieh

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