Jon Wertheim: Halep e Stephens tra la sindrome di Patty Schnyder e le incongruenze del ranking

Di Andrea Pagnozzi
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TENNIS – La differenza di classifica tra la n°11 Simona Halep (3355 punti )e la n°25 Elena Vesnina (2005 punti), è praticamente la stessa che intercorre  tra la n° 10 Caroline Wozniacki (3520 punti ) e la n° 6 Petra Kvitova (4775 punti). “Prepariamoci a bruschi cambiamenti in classifica dietro le top 10” analizza il columnist John Wertheim. 

Dando uno sguardo alla classifica del ranking femminile è interessante notare che una particolare contingenza fa sì che tra le nostre Errani (4435 punti) e Vinci (3170 punti), distanziate di sole 7 posizioni nel ranking Wta, vi sia in realtà un potenziale abisso pronto a manifestarsi alle prossime e repentine “perturbazioni” d’alta classifica; ne parla dalla sua consueta mailbag settimanale, Jon Wertheim senior editor e columnist per “Sports Illustrated”.

E’ chiaramente una situazione particolare, non nuova nelle classifiche tennistiche soprattutto quelle WTA.Si pensi che Sloane Stephens(n° 12 con 3185 punti) difende la maggior parte dei punti nelle prime quattro settimane del 2014 ,mentre Halep (passata in due anni dal n° 144 al n° 11) sembra prossima alla consacrazione ,cosicchè dobbiamo prepararci a bruschi cambiamenti in classifica dietro le top 10 analizza il columnist.

Per Wertheim “questo è uno dei motivi per cui i tennisti e le tenniste attuali disdegnano e non si identificano nelle attuali classifiche. Ci sono troppe variabili che influiscono sul punteggio e non sempre il ranking rispecchia il merito del singolo,senza tener conto che la francese Marion Bartoli è ancora al numero 13 pur essendosi ritirata” .

Luci ed ombre nel marasma del ranking WTA.

E mentre la Stephens ,che difende i quarti di finale a Brisbane e le semifinali ad Hobart e agli Australian Open, potrebbe intraprendere una brusca discesa; Simona Halep, astro nascente del tennis femminile, potrebbe prontamente entrare in top 10, dovendo difendere almeno nel primo scorcio della prossima stagione soltanto il secondo turno raggiunto ad Auckland e Hobart.

A riguardo però il columnist pare assai dubbioso:”Siamo sempre timorosi che da un momento all’altro Halep possa subire la sindrome di Patty Schnyder, che vinse 11 titoli ma solo una volta su 59 tentativi passò i quarti di finale di uno Slam. Ovviamente mi auguro che non sia questo il caso e spero che i 6 titoli vinti da Simona quest’anno, uniti alle 53 vittorie e 17 sconfitte , contribuiscano al processo di maturazione e le consentano di ripetere, se non addirittura migliorare, quest’annata straordinaria”.

Insomma un Wertheim sempre schietto e sincero , cordiale ma mai amico dei tennisti perché “ spesso mi chiedo come si comportano i giornalisti nei confronti di quei tennisti, cui hanno implorato un autografo e chiesto souvenir in segno di solidale amicizia, nel momento in cui i loro beniamini giustificano pesanti critiche”. “Non ho amici tra i tennisti. L’amicizia è una cattiva idea . L’amicizia è un’altra cosa.

Andrea Pagnozzi

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