“Non sei tu, sono io. Addio“.
Di questi tempi chiudere una relazione (di qualunque tipo) con un messaggio di testo è diventato sempre più frequente, anche se non è ancora entrato nei canoni classici dell’etichetta sociale.
I rapporti di lavoro tra giocatori e allenatori, si sa, sono piuttosto instabili, e non di rado succede che gli allenatori possano essere liquidati dalla sera alla mattina da giocatori insoddisfatti. Ma la natura stessa del rapporto, molto simile a quella dell’ “employment at will” in vigore in diversi stati americani, non esclude la possibilità che ad essere piantati in tronco siano invece i tennisti.
E pare che proprio questo sia successo ad Alejandro Davidovich Fokina dopo la sua vittoria contro Damir Dzumhur domenica scorsa al primo turno del Roland Garros.
“Senza dir niente a nessuno ha preso un volo per Miami”
“Dopo la partita contro Dzumhur abbiamo pranzato e poi io sono andato a raffreddarmi un po’ – ha riferito Davidovich Fokina alla stampa, dopo che la notizia era stata anticipata dalla televisione francese – e lui [Mariano Puerta, il suo coach n.d.r.] ha detto che si sentiva male, che sarebbe andato in hotel, ed è andato in hotel. Era tutto normale, non era successo niente tra di noi, niente all’interno del team. Nel pomeriggio, due o tre ore dopo, mi ha mandato un messaggio lunghissimo dicendomi che non avrebbe continuato. Il punto è che non ha detto niente a nessuno del team, ha semplicemente preso il volo per Miami senza dire una parola a nessuno di noi. Dopo ho saputo che lo aveva già fatto un paio di volte con altri giocatori, quindi per lui sembra normale. Alla fine non posso, non voglio corrergli dietro se ha deciso di andarsene e di non restare almeno fino alla fine del torneo. Non è un mio problema. È un adulto e può prendere le sue decisioni. Non so nemmeno se risponderò a quel messaggio. Come persona, per tutto il nostro team, ha fallito“.
“Non c’era stato alcun ritiro. Era tutto normale e anche durante la partita era tutto normale – ha continuato lo spagnolo – Comunicavamo molto bene nel match contro Dzumhur. Non so cosa dire, è stata una cosa strana, ma ormai niente mi sorprende più. Nella mia carriera mi sono già capitati molti episodi, questo è solo un altro. Pensavo fosse una brava persona e poi ho scoperto che l’aveva già fatto un paio di volte con altri giocatori. A quel punto ho pensato che era stato un errore mio assumerlo.“
“Fate attenzione se volete assumerlo”
“Avevamo un rapporto molto buono. Non è mai successo niente, nessuna tensione, niente di niente. In più ha bloccato il telefono anche a mia moglie, oltre che a me, quindi non lo so. Non voglio dargli troppa importanza: alla fine lui fa la sua vita e io faccio la mia. Se si comporta così a più di quarant’anni, va bene, sono, come ho detto, le sue decisioni. Io non gli auguro il male, era una brava persona fino a quando mi ha lasciato. Spero che gli vada bene se prenderà un altro giocatore, ma probabilmente dopo questa conferenza stampa sapranno che devono fare attenzione, perché potrebbe abbandonarli nei momenti difficili.“
