Giappone, Kazakhstan e R. Ceca nei quarti

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Giappone, Kazakhstan e R. Ceca nei quarti

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TENNIS COPPA DAVIS – Kei Nishikori batte Dancevic, costretto al ritiro ad inizio secondo set. Giappone per la prima volta nei quarti del World Group, ospiterà la Repubblica Ceca (terzo punto conquistato da Berdych). Goffin batte Kukushkin in 5 set, ma Golubev liquida Bemelmans. Stefano Tarantino e Christian Barisani

Coppa Davis, World Group, 1/8 di finale

 

GIAPPONE-CANADA 3-1

Nishikori-Dancevic 62 10rit.

Dura appena 43 minuti il primo singolare dell’ultima giornata tra Giappone e Canada all’Ariake Coliseum di Tokyo. Frank Dancevic, al terzo incontro in tre giorni, è infatti costretto ad alzare bandiera bianca all’inizio del secondo set contro Kei Nishikori per problemi alla schiena, spianando così la strada non solo alla vittoria del suo avversario ma anche allo storico passaggio del Giappone ai quarti di finale della Coppa Davis. E’ la prima volta che accade da quando esiste il World Group (1981) e soprattutto gli asiatici avranno la fortuna di giocare il prossimo match ancora in casa, visto che sia con R.Ceca che con Olanda, l’ottavo di finale in corso di svolgimento a Ostrava e la cui vincente affronterà il Giappone, all’atto del sorteggio è stato stabilito che la priorità del fattore campo spettasse proprio a Nishikori & Co. (né con gli olandesi né con i cechi esistono precedenti da quando è stato abolito il challenge round). Piccola curiosità statistica, per il Giappone si tratterà della nona partita casalinga consecutiva nella manifestazione, un vero e proprio record.

La partita non ha praticamente storia. Dancevic regge i primi 3 giochi, sull’1 pari ha ben 3 palle per mantenere la battuta ma alla fine cede il servizio complice un gran bel rovescio di Nishikori. Il giapponese allunga in maniera decisa, breakka di nuovo l’avversario e sale 5-1. Dancevic inizia ad accusare dolori alla schiena, perde d’incisività al servizio, prova ad andare avanti ma ad inizio secondo set dopo aver perso di nuova la battuta alza bandiera bianca e si ritira.

Una trasferta davvero sfortunata per i canadesi, che hanno affrontato la sfida privi di Raonic (problemi alla caviglia) e Pospisil (problemi alla schiena) e che dopo la fantastica semifinale dell’anno scorso saranno costretti a giocarsi lo spareggio a settembre per rimanere nel World Group.

 

KAZAKHSTAN-BELGIO 2-2

Goffin-Kukushkin 46 63 36 64 60

Il Belgio cerca una rimonta incredibile, visto che dopo la 1° giornata era sotto 0-2 e sono stati bravissimi ieri Bemelmans e Rochus a vincere il doppio.

Il primo passo tocca a David Goffin, che dopo un fantastico 2012 naviga oltre la posizione nr.100 nel ranking e fatica a ritrovare il gioco di 2 anni fa (ottavi a Parigi e 3° turno a Wimbledon), ma ha appena 23 anni e di tempo ce n’è. Dall’altra parte c’è il nr.1 Kukushkin che nella prima giornata si è sbarazzato senza problemi di Ruben Bemelmans e che ha il compito di portare i kazaki ai quarti e soprattutto garantire al suo team per il 5° anno consecutivo la permanenza nel World Group, cosa non da poco per la piccola repubblica nata dal frazionamento dell’URSS.

Il match inizia all’insegna della regolarità, si seguono i servizi fino al 3 pari, con i due tennisti che si fronteggiano da fondo campo, impegnandosi in lunghi scambi e cercando di aprirsi gli angoli per provare a venire a rete. Goffin si muove benissimo e comanda il gioco soprattutto di rovescio, mentre Kukushkin ha nel diritto il suo punto di forza e quando lo carica a dovere per il suo avversario sono guai. Il primo break arriva nel fatidico 7° game, Kukushkin sale 15-40, Goffin annulla la prima palla break con  un diritto vincente ma sulla seconda sbaglia un diritto.

Il belga però potrebbe rientrare subito in partita perché con un bel passante si procura nel game successivo la palla del controbreak, ma il tennista kazako la annulla con un servizio vincente e poi tiene la battuta. Certo i due difettano di continuità ma non si risparmiano, la posta in palio è alta. Kukushkin non concede più nulla sino alla fine e chiude il primo set 6-4 in 38 minuti. Goffin paga il 54% di punti vinti con le prime, ma la differenza è stata davvero minima.

Il belga parte molto bene nel secondo set, break al secondo gioco ed allungo sul 3-0. Kukushkin non demorde, arriva il controbreak (due doppi falli consecutivi di Goffin nel quinto game) ed il kazako rientra sul 3 pari. Nell’ottavo gioco Kukushkin commette un doppio fallo e concede una nuova palla break a Goffin, che ora gioca meglio e soprattutto più profondo, impedendo le accelerazioni al suo avversario. Il belga trova un bel rovescio lungo linea, allunga 5-3 e al 2° set point chiude il secondo set nel game successivo.

Il terzo set potrebbe rompere gli equilibri, si seguono i servizi sino al 3-2, poi Goffin commette due doppi falli nel sesto gioco e sbaglia un diritto, break per Kukushkin che ha il set in pugno. Il belga è costretto a salvare due set point sul 2-5 (rimedia con il servizio) ma capitola nel game successivo per il 6-3 Kukushkin, i kazaki sono ad un set dai quarti.

Goffin barcolla ed inizia malissimo il quarto set, parte 0-40 al servizio, annulla la prima palla break ma sulla seconda c’è un  gran rovescio di Kukushkin che così centra il break. Il belga sembrerebbe spacciato, ma il suo avversario si complica la vita. Kukushkin ha 2 palle per il 2-0 ma le spreca, infila 4 gratuiti di seguito e concede un inopinato controbreak.

La partita cambia volto, Goffin ha una fiammata d’orgoglio, altro break nel quarto gioco poi confermato per il 4-1 belga. Goffin sembra ora dominare, ubriaca il suo avversario con colpi profondi ed improvvise palle corte, Kukushkin sembra un po’ sulle gambe e demoralizzato. Ma per l’ennesima volta il belga si incarta nel momento decisivo. Sul 5-3 in suo favore si fa rimontare da 30-0, accorcia nuovamente i colpi e subisce i vincenti del suo avversario, che si procura una palla break e la trasforma con un diritto vincente. Il kazako torna in partita, tutto da rifare.

Ma ancora una volta il match cambia padrone. Kukushkin rimonta da 0-30 nel game successivo e si procura due palle per il 5 pari che però non sfrutta. Goffin vede l’avversario in difficoltà ed aspetta il momento giusto per affondare i colpi senza rischiare più di tanto. La tattica paga, due fantastici rovesci del belga gli danno il 6-4, si va al quinto, il Belgio crede in un incredibile 2-2.

Goffin riesce a dare un minimo di continuità al suo tennis, ottima partenza nel set decisivo, arriva subito il break nel secondo gioco. Ma naturalmente il belga si deve complicare la vita offrendo una palla per l’immediato controbreak. Stavolta però Kukushkin sbaglia un diritto e il suo avversario si salva con il servizio, 3-0 belga, il tennista kazako non ne ha più.

Goffin si libera dei suoi fantasmi, ricomincia a martellare con le palle corte, sfianca il suo avversario che crolla. Il belga chiude 6-0 e porta il Belgio sul 2-2.

Queste le dichiarazioni di un raggiante ma stanchissimo Goffin a fine match:” E’ stato un match duro ed incredibile. Ma io stavo bene, ho perfettamente recuperato dopo i 5 set di venerdì. Sono contento della mia prestazione”.

Golubev-Bemelmans 62 62 61

Ultimo singolare per decidere chi passa tra Belgio e Kazakhstan e va ad affrontare la Svizzera di Federer e Wawrinka. Golubev sul veloce in Davis è ancora imbattuto (9-0), Bemelmans prova dopo il doppio a fare un altro miracolo, è dal 1998 che un team non recupera dallo 0-2 (Svezia in Slovacchia).

Il kazako parte alla grande, il suo gioco esplosivo funziona a meraviglia, Bemelmans fa molta fatica. Golubev sale così 4-1, annulla una pericolosa palla del controbreak nel settimo gioco e poi sulle ali dell’entusiasmo strappa nuovamente il servizio all’avversario e chiude il primo set 6-2.

Bemelmans prova a reagire, ma il belga appare stanco dopo la prova di ieri è soprattutto si rende conto di dover affrontare un compito improbo.

Golubev procede come un treno, altri due break ed anche il secondo set si chiude con il punteggio di 6-2. Il kazako colpisce a piacimento, il pubblico sugli spalti lo incita a gran voce, Bemelmans si fa massaggiare le gambe in panchina, ma il match appare chiaramente compromesso.

I primi game del terzo set sono la fotografia del match. Bemelmans è costretto subito a salvare una palla break, mette un’ottima prima e sulla risposta di Golubev sbaglia una voleé facilissima a campo aperto. Il kazako è lanciatissimo, altro break nel terzo game, il match è oramai una formalità.

Bemelmans fa il game della staffa sul 4-0, ma perde nuovamente il servizio nel settimo game per il tripudio kazako.

Ad Astana si festeggia con musica da discoteca a palla, i padroni di casa giocheranno in Svizzera dal 4 al 6 aprile, impegno ben più proibitivo di quello affrontato in questo week-end.

REPUBBLICA CECA – PAESI BASSI 3-2

Senza eccessivi patemi d’animo la R. Ceca conquista contro l’Olanda il pass per i quarti di finale dove volerà in Giappone per sfidare i nipponici che hanno regolato il Canada. Il punto decisivo è arrivato nel primo singolare della terza giornata, dove un Berdych deciso ha battuto l’olandese De Bakker, sceso in campo al posto di Haase.

Berdych-De Bakker 61 64 63

Sul campo indoor di Ostrava si sfidano Thomas Berdych, numero 7 al Mondo e Thiemo De Bakker numero 139 Atp. A sorpresa il Capitano degli “orange” non schiera Robin Haase, il miglior piazzato dei suoi nella graduatoria Atp con la sua 46esima posizone.

Parte subito forte Berdych, il quale si porta sul 3-0, dopo aver tenuto il suo primo turno di battuta a zero, e essere riuscito a conquistare il break (poi confermato) a 15 su un De Bakker partito veramente contratto. Questo primo set è un monologo ceco: De Bakker perde a zero anche il suo secondo turno di battuta. Berdych non fa assolutamente fatica, e si porta sul 5-0 lasciando fino ad ora appena 2 punti al suo avversario, completamente in balia del tennista numero 7 al mondo. L’olandese, dopo un torpore durato 5 games, riesce finalmente ad aggiudicarsi il primo gioco della gara, e si porta sul 1-5.  Berdych serve per il set, ed in appena 21’ se lo aggiudica con il netto punteggio di 6-1.

De Bakker tiene il suo turno di battuta ad inizio secondo set, ma è costretto ad annullare una palla break.  L’olandese sembra avere trovato maggiore fiducia nei suoi colpi, anche se sul 2-2 cede il servizio al suo avversario, che conferma il break e si porta sul 4-2. Il settimo gioco risulta essere molto combattuto: alla fine riesce ad aggiudicarselo l’orange, dopo aver annullato 2 palle break. Berdych è sceso come percentuale di prime palle in questo secondo set, ed ha cominciato a commettere qualche gratuito di troppo. Il ceco, tuttavia, riesce a chiudere per 6-4 in suo favore con un ace.

Comincia male il terzo set per il tennista olandese. Si trova subito sotto 0-40, con Berdych che riesce ad ottenere il break sul 15-40, grazie ad un errore di rovescio. Berdych ha di nuovo aumentato la sua percentuale di prime palle, ed ha ricominciato a martellare con il dritto il suo avversario, poco preciso nei colpi al rimbalzo. Sul 3-1 il ceco ottiene il secondo break del terzo set, alla quarta occasione nel game, grazie ad un dritto vincente. Il tennista di casa tiene il successivo turno di battuta senza difficoltà, volando sul 5-1. Sul 5-2 la Repubblica Ceca si trova a servire per il match e per il passaggio del turno. Berdych  perde il servizio, forse preso dalla troppa foga. Ma il ceco riesce a strappare per la terza volta nel set la battuta all’olandese e con un gran dritto si aggiudica la terza partita con il punteggio di 6-3.

Sijsling – Rosol 63, 63

A risultato oramai acquisito la R. Ceca schiera Rosol per l’ultimo incontro contro Sijsling. L’olandese, in un incontro che non ha più nulla da dire riguardo la storia di questo prima turno di Davis, vede Sijsling ottenere subito un break al secondo gioco e portarsi 3-0, tenendo agevolmente i suoi primi 2 turni di battuta. Anche Rosol non concede, dopo il break iniziale, più nulla sul proprio servizio. Sul 5-3 Sijsling serve per il primo set e lo porta a casa con il punteggio di 6-3, dopo aver annullato una palla – break. Nel secondo set, sul 1-1, c’è una palla – break trasformata dall’olandese che si porta 2-1 e servizio. L’olandese conferma il break, conquistando il quarto gioco a zero. Sul 5-3 in favore di Sijsling, con Rosol al servizio, c’è un match point per l’olandese che chiude alla prima occasione, vincendo il secondo set per 6-3. Il duplice 6-3 di Sijsling  serve solo a rendere meno pesante il passivo per gli “orange”, in una trasferta che si è rivelata difficile come paventato alla vigilia.

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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