Giappone, Kazakhstan e R. Ceca nei quarti

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Giappone, Kazakhstan e R. Ceca nei quarti

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TENNIS COPPA DAVIS – Kei Nishikori batte Dancevic, costretto al ritiro ad inizio secondo set. Giappone per la prima volta nei quarti del World Group, ospiterà la Repubblica Ceca (terzo punto conquistato da Berdych). Goffin batte Kukushkin in 5 set, ma Golubev liquida Bemelmans. Stefano Tarantino e Christian Barisani

Coppa Davis, World Group, 1/8 di finale

 

GIAPPONE-CANADA 3-1

Nishikori-Dancevic 62 10rit.

Dura appena 43 minuti il primo singolare dell’ultima giornata tra Giappone e Canada all’Ariake Coliseum di Tokyo. Frank Dancevic, al terzo incontro in tre giorni, è infatti costretto ad alzare bandiera bianca all’inizio del secondo set contro Kei Nishikori per problemi alla schiena, spianando così la strada non solo alla vittoria del suo avversario ma anche allo storico passaggio del Giappone ai quarti di finale della Coppa Davis. E’ la prima volta che accade da quando esiste il World Group (1981) e soprattutto gli asiatici avranno la fortuna di giocare il prossimo match ancora in casa, visto che sia con R.Ceca che con Olanda, l’ottavo di finale in corso di svolgimento a Ostrava e la cui vincente affronterà il Giappone, all’atto del sorteggio è stato stabilito che la priorità del fattore campo spettasse proprio a Nishikori & Co. (né con gli olandesi né con i cechi esistono precedenti da quando è stato abolito il challenge round). Piccola curiosità statistica, per il Giappone si tratterà della nona partita casalinga consecutiva nella manifestazione, un vero e proprio record.

La partita non ha praticamente storia. Dancevic regge i primi 3 giochi, sull’1 pari ha ben 3 palle per mantenere la battuta ma alla fine cede il servizio complice un gran bel rovescio di Nishikori. Il giapponese allunga in maniera decisa, breakka di nuovo l’avversario e sale 5-1. Dancevic inizia ad accusare dolori alla schiena, perde d’incisività al servizio, prova ad andare avanti ma ad inizio secondo set dopo aver perso di nuova la battuta alza bandiera bianca e si ritira.

Una trasferta davvero sfortunata per i canadesi, che hanno affrontato la sfida privi di Raonic (problemi alla caviglia) e Pospisil (problemi alla schiena) e che dopo la fantastica semifinale dell’anno scorso saranno costretti a giocarsi lo spareggio a settembre per rimanere nel World Group.

 

KAZAKHSTAN-BELGIO 2-2

Goffin-Kukushkin 46 63 36 64 60

Il Belgio cerca una rimonta incredibile, visto che dopo la 1° giornata era sotto 0-2 e sono stati bravissimi ieri Bemelmans e Rochus a vincere il doppio.

Il primo passo tocca a David Goffin, che dopo un fantastico 2012 naviga oltre la posizione nr.100 nel ranking e fatica a ritrovare il gioco di 2 anni fa (ottavi a Parigi e 3° turno a Wimbledon), ma ha appena 23 anni e di tempo ce n’è. Dall’altra parte c’è il nr.1 Kukushkin che nella prima giornata si è sbarazzato senza problemi di Ruben Bemelmans e che ha il compito di portare i kazaki ai quarti e soprattutto garantire al suo team per il 5° anno consecutivo la permanenza nel World Group, cosa non da poco per la piccola repubblica nata dal frazionamento dell’URSS.

Il match inizia all’insegna della regolarità, si seguono i servizi fino al 3 pari, con i due tennisti che si fronteggiano da fondo campo, impegnandosi in lunghi scambi e cercando di aprirsi gli angoli per provare a venire a rete. Goffin si muove benissimo e comanda il gioco soprattutto di rovescio, mentre Kukushkin ha nel diritto il suo punto di forza e quando lo carica a dovere per il suo avversario sono guai. Il primo break arriva nel fatidico 7° game, Kukushkin sale 15-40, Goffin annulla la prima palla break con  un diritto vincente ma sulla seconda sbaglia un diritto.

Il belga però potrebbe rientrare subito in partita perché con un bel passante si procura nel game successivo la palla del controbreak, ma il tennista kazako la annulla con un servizio vincente e poi tiene la battuta. Certo i due difettano di continuità ma non si risparmiano, la posta in palio è alta. Kukushkin non concede più nulla sino alla fine e chiude il primo set 6-4 in 38 minuti. Goffin paga il 54% di punti vinti con le prime, ma la differenza è stata davvero minima.

Il belga parte molto bene nel secondo set, break al secondo gioco ed allungo sul 3-0. Kukushkin non demorde, arriva il controbreak (due doppi falli consecutivi di Goffin nel quinto game) ed il kazako rientra sul 3 pari. Nell’ottavo gioco Kukushkin commette un doppio fallo e concede una nuova palla break a Goffin, che ora gioca meglio e soprattutto più profondo, impedendo le accelerazioni al suo avversario. Il belga trova un bel rovescio lungo linea, allunga 5-3 e al 2° set point chiude il secondo set nel game successivo.

Il terzo set potrebbe rompere gli equilibri, si seguono i servizi sino al 3-2, poi Goffin commette due doppi falli nel sesto gioco e sbaglia un diritto, break per Kukushkin che ha il set in pugno. Il belga è costretto a salvare due set point sul 2-5 (rimedia con il servizio) ma capitola nel game successivo per il 6-3 Kukushkin, i kazaki sono ad un set dai quarti.

Goffin barcolla ed inizia malissimo il quarto set, parte 0-40 al servizio, annulla la prima palla break ma sulla seconda c’è un  gran rovescio di Kukushkin che così centra il break. Il belga sembrerebbe spacciato, ma il suo avversario si complica la vita. Kukushkin ha 2 palle per il 2-0 ma le spreca, infila 4 gratuiti di seguito e concede un inopinato controbreak.

La partita cambia volto, Goffin ha una fiammata d’orgoglio, altro break nel quarto gioco poi confermato per il 4-1 belga. Goffin sembra ora dominare, ubriaca il suo avversario con colpi profondi ed improvvise palle corte, Kukushkin sembra un po’ sulle gambe e demoralizzato. Ma per l’ennesima volta il belga si incarta nel momento decisivo. Sul 5-3 in suo favore si fa rimontare da 30-0, accorcia nuovamente i colpi e subisce i vincenti del suo avversario, che si procura una palla break e la trasforma con un diritto vincente. Il kazako torna in partita, tutto da rifare.

Ma ancora una volta il match cambia padrone. Kukushkin rimonta da 0-30 nel game successivo e si procura due palle per il 5 pari che però non sfrutta. Goffin vede l’avversario in difficoltà ed aspetta il momento giusto per affondare i colpi senza rischiare più di tanto. La tattica paga, due fantastici rovesci del belga gli danno il 6-4, si va al quinto, il Belgio crede in un incredibile 2-2.

Goffin riesce a dare un minimo di continuità al suo tennis, ottima partenza nel set decisivo, arriva subito il break nel secondo gioco. Ma naturalmente il belga si deve complicare la vita offrendo una palla per l’immediato controbreak. Stavolta però Kukushkin sbaglia un diritto e il suo avversario si salva con il servizio, 3-0 belga, il tennista kazako non ne ha più.

Goffin si libera dei suoi fantasmi, ricomincia a martellare con le palle corte, sfianca il suo avversario che crolla. Il belga chiude 6-0 e porta il Belgio sul 2-2.

Queste le dichiarazioni di un raggiante ma stanchissimo Goffin a fine match:” E’ stato un match duro ed incredibile. Ma io stavo bene, ho perfettamente recuperato dopo i 5 set di venerdì. Sono contento della mia prestazione”.

Golubev-Bemelmans 62 62 61

Ultimo singolare per decidere chi passa tra Belgio e Kazakhstan e va ad affrontare la Svizzera di Federer e Wawrinka. Golubev sul veloce in Davis è ancora imbattuto (9-0), Bemelmans prova dopo il doppio a fare un altro miracolo, è dal 1998 che un team non recupera dallo 0-2 (Svezia in Slovacchia).

Il kazako parte alla grande, il suo gioco esplosivo funziona a meraviglia, Bemelmans fa molta fatica. Golubev sale così 4-1, annulla una pericolosa palla del controbreak nel settimo gioco e poi sulle ali dell’entusiasmo strappa nuovamente il servizio all’avversario e chiude il primo set 6-2.

Bemelmans prova a reagire, ma il belga appare stanco dopo la prova di ieri è soprattutto si rende conto di dover affrontare un compito improbo.

Golubev procede come un treno, altri due break ed anche il secondo set si chiude con il punteggio di 6-2. Il kazako colpisce a piacimento, il pubblico sugli spalti lo incita a gran voce, Bemelmans si fa massaggiare le gambe in panchina, ma il match appare chiaramente compromesso.

I primi game del terzo set sono la fotografia del match. Bemelmans è costretto subito a salvare una palla break, mette un’ottima prima e sulla risposta di Golubev sbaglia una voleé facilissima a campo aperto. Il kazako è lanciatissimo, altro break nel terzo game, il match è oramai una formalità.

Bemelmans fa il game della staffa sul 4-0, ma perde nuovamente il servizio nel settimo game per il tripudio kazako.

Ad Astana si festeggia con musica da discoteca a palla, i padroni di casa giocheranno in Svizzera dal 4 al 6 aprile, impegno ben più proibitivo di quello affrontato in questo week-end.

REPUBBLICA CECA – PAESI BASSI 3-2

Senza eccessivi patemi d’animo la R. Ceca conquista contro l’Olanda il pass per i quarti di finale dove volerà in Giappone per sfidare i nipponici che hanno regolato il Canada. Il punto decisivo è arrivato nel primo singolare della terza giornata, dove un Berdych deciso ha battuto l’olandese De Bakker, sceso in campo al posto di Haase.

Berdych-De Bakker 61 64 63

Sul campo indoor di Ostrava si sfidano Thomas Berdych, numero 7 al Mondo e Thiemo De Bakker numero 139 Atp. A sorpresa il Capitano degli “orange” non schiera Robin Haase, il miglior piazzato dei suoi nella graduatoria Atp con la sua 46esima posizone.

Parte subito forte Berdych, il quale si porta sul 3-0, dopo aver tenuto il suo primo turno di battuta a zero, e essere riuscito a conquistare il break (poi confermato) a 15 su un De Bakker partito veramente contratto. Questo primo set è un monologo ceco: De Bakker perde a zero anche il suo secondo turno di battuta. Berdych non fa assolutamente fatica, e si porta sul 5-0 lasciando fino ad ora appena 2 punti al suo avversario, completamente in balia del tennista numero 7 al mondo. L’olandese, dopo un torpore durato 5 games, riesce finalmente ad aggiudicarsi il primo gioco della gara, e si porta sul 1-5.  Berdych serve per il set, ed in appena 21’ se lo aggiudica con il netto punteggio di 6-1.

De Bakker tiene il suo turno di battuta ad inizio secondo set, ma è costretto ad annullare una palla break.  L’olandese sembra avere trovato maggiore fiducia nei suoi colpi, anche se sul 2-2 cede il servizio al suo avversario, che conferma il break e si porta sul 4-2. Il settimo gioco risulta essere molto combattuto: alla fine riesce ad aggiudicarselo l’orange, dopo aver annullato 2 palle break. Berdych è sceso come percentuale di prime palle in questo secondo set, ed ha cominciato a commettere qualche gratuito di troppo. Il ceco, tuttavia, riesce a chiudere per 6-4 in suo favore con un ace.

Comincia male il terzo set per il tennista olandese. Si trova subito sotto 0-40, con Berdych che riesce ad ottenere il break sul 15-40, grazie ad un errore di rovescio. Berdych ha di nuovo aumentato la sua percentuale di prime palle, ed ha ricominciato a martellare con il dritto il suo avversario, poco preciso nei colpi al rimbalzo. Sul 3-1 il ceco ottiene il secondo break del terzo set, alla quarta occasione nel game, grazie ad un dritto vincente. Il tennista di casa tiene il successivo turno di battuta senza difficoltà, volando sul 5-1. Sul 5-2 la Repubblica Ceca si trova a servire per il match e per il passaggio del turno. Berdych  perde il servizio, forse preso dalla troppa foga. Ma il ceco riesce a strappare per la terza volta nel set la battuta all’olandese e con un gran dritto si aggiudica la terza partita con il punteggio di 6-3.

Sijsling – Rosol 63, 63

A risultato oramai acquisito la R. Ceca schiera Rosol per l’ultimo incontro contro Sijsling. L’olandese, in un incontro che non ha più nulla da dire riguardo la storia di questo prima turno di Davis, vede Sijsling ottenere subito un break al secondo gioco e portarsi 3-0, tenendo agevolmente i suoi primi 2 turni di battuta. Anche Rosol non concede, dopo il break iniziale, più nulla sul proprio servizio. Sul 5-3 Sijsling serve per il primo set e lo porta a casa con il punteggio di 6-3, dopo aver annullato una palla – break. Nel secondo set, sul 1-1, c’è una palla – break trasformata dall’olandese che si porta 2-1 e servizio. L’olandese conferma il break, conquistando il quarto gioco a zero. Sul 5-3 in favore di Sijsling, con Rosol al servizio, c’è un match point per l’olandese che chiude alla prima occasione, vincendo il secondo set per 6-3. Il duplice 6-3 di Sijsling  serve solo a rendere meno pesante il passivo per gli “orange”, in una trasferta che si è rivelata difficile come paventato alla vigilia.

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Félix Auger-Aliassime MVP della Coppa Davis: ora il canadese si candida per un 2023 da urlo

Quattro match vinti su quattro, nessun break subito e una solidità impressionante. L’eroe del Canada è il suo giocatore più giovane e competitivo

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Félix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Inscalfibile. È forse questo uno degli aggettivi che meglio si addice all’ultima, clamorosa settimana di Félix Auger-Aliassime in questo già di per sé fantastico 2022.

La stagione appena conclusa, per il 22enne di Montréal, è stata quella della definitiva consacrazione. A gennaio, insieme al compagno e amico Denis Shapovalov, è arrivato il primo grande successo nel circuito maggiore, con il trionfo nell’ormai accantonata ATP Cup. A febbraio poi, al ‘500’ di Rotterdam, il canadese ha finalmente conquistato il primo titolo in carriera, spezzando una maledizione di otto finali perse consecutivamente.

Davvero devastante è stato poi il suo post-US Open, periodo nel quale Auger-Aliassime a livello individuale – escludendo quindi la fase a gironi di Coppa Davis e la Laver Cup – ha raccolto 17 vittorie nei suoi ultimi 21 incontri, tra cui l’impressionante striscia di 16 affermazioni consecutive (e tre titoli di fila) tra il ‘250’ di Firenze e il Masters1000 di Parigi Bercy.

 

La parte di stagione disputata sul cemento indoor ha messo ancora di più in luce i suoi grandi miglioramenti, specialmente al servizio e da fondo. Le percentuali di resa con la prima rasentano la perfezione, mentre con dritto e rovescio ha mostrato una solidità invidiabile.

Nei tre match da lui giocati in singolare non ha mai dato la sensazione di poter perdere. Contro Otte, Musetti e De Minaur ha sempre vinto in due set, con la consapevolezza che, nelle prime due occasioni, un suo passo falso sarebbe equivalso all’eliminazione. La forza mentale è il passo in avanti più grande di Felix negli ultimi sei mesi, dopo alcune sconfitte inopinate dovute in gran parte alla difficoltà nel fronteggiare le pressioni.

Oggi, nonostante i soli 22 anni, in campo Auger-Aliassime sembra già un veterano, capace di alzare ancor di più il livello nei momenti importanti. Basti pensare che in quattro incontri – considerando anche il doppio contro l’Italia – il canadese non ha mai ceduto il servizio, annullando complessivamente 11 palle break. Tra l’altro, nei due tie-break disputati contro Otte e Berrettini/Fognini, non ha mai neanche concesso un mini-break.

Che poi Auger-Aliassime abbia uno dei servizi migliori di tutto il circuito già si sapeva e i dati al servizio dell’ultima settimana, in particolare alla resa con la prima palla, ne sono un’ulteriore conferma:

  • 15 ace e 89% (31/35) di punti vinti con la prima contro Otte
  • 12 ace e 91% (30/33) di punti vinti con la prima contro Musetti
  • 6 ace e 70% (23/33) di punti vinti con la prima contro De Minaur

33 ace in tre incontri – media perfetta di 11 a partita – e un invidiabile 84/101 di punti vinti con la prima di servizio. Con questo colpo, in sostanza, Auger-Aliassime ha concesso solamente 17 punti in tre match. Mediamente, quando ha messo la prima ha perso meno di sei punti.

Tutte le volte che è stato chiamato in causa non ha mai fatto trasparire segni di nervosismo. La tranquillità nella gestione dei momenti importanti, unita ad una giustificata e tutt’altro che ostentata consapevolezza dei propri mezzi, ha restituito al Canada un giocatore ultracompetitivo, su cui poter fare grande affidamento nei prossimi anni.

Chiuso l’anno da n°6 ATP, suo best ranking, chissà che ora il prossimo obiettivo non sia quello di raggiungere vette esplorate finora soltanto da Milos Raonic, quali una finale Slam e la top3. E a soli 22 anni, i margini per ottenere quei risultati – e superarli – ci sono tutti: Felix Auger-Aliassime si candida a un 2023 da grandissimo protagonista.

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Coppa Davis 2022: il trionfo del Canada e i tanti rimpianti della spedizione azzurra

Una squadra di giocatori giovanissimi e multietnica premia gli sforzi di Tennis Canada e alza l’insalatiera per la prima volta in 109 anni. Qualche rimpianto per i nostri ma capitan Volandri può sorridere e guardare positivamente al futuro

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Nella prima finale di Coppa Davis senza una nazione europea dal lontano 1990, trionfa il Canada guidato da Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. Dall’eliminazione nella fase a gironi, al ripescaggio fortuito a causa del conflitto bellico che ha escluso la squadra campione nel 2021, al trionfo. In questa nuova Coppa Davis, succede anche questo.

Il mancino, 23 anni e con un potenziale da Top 10, ha origini russo-ucraine ed è nato in terra d’Israele, a Tel-Aviv. La mamma Tessa è stata una tennista per l’Unione Sovietica.

Il vero trascinatore della spedizione canadese, infallibile in queste Finals spagnole è Felix Auger-Aliassime. In questo finale di stagione, ha saputo finalmente sbloccarsi e vincere 4 titoli consecutivi dopo le 9 finali perse tra il 2019 e il febbraio scorso. Alle Finals di Torino ha deluso le aspettative mancando la qualificazione alle semifinali ma al termine di una lunga stagione contro i giocatori più forti del circuito, si può anche sbagliare.

 

Non ha sbagliato invece nei tre singolari contro la Germania di Otte, l’Italia di Musetti e l’Australia di De Minaur, e sebbene non fosse troppo a suo agio nel doppio, il punto della vittoria nella semifinale contro l’Italia è anche merito suo. Anche lui, nato da padre togolese e madre franco-canadese.

Il capitano Frank Dancevic ha origini nella Serbia di Novak Djokovic; Vasek Pospisil, l’unico vero doppista della squadra, è ceco. Un trionfo multietnico e multiculturale che ben rappresenta la modernità e la lungimiranza di un paese come il Canada.

Succede anche che, la finale, l’atto conclusivo dell’evento a squadre più importante nel mondo della racchetta, si concluda dopo soli due singolari, terminati entrambi in due set. Enric Rojas, CEO di Kosmos Tennis, ha ribadito anche ieri al nostro direttore Ubaldo Scanagatta che “questo format funziona e deve rimanere questo” con buona pace degli amanti del tennis e dei nostalgici della vecchia Coppa Davis.

La spedizione azzurra, sconfitta al doppio decisivo dal team poi vincitore, ha certo più di un rimpianto. Sono pesate le assenze dei singolaristi più forti, Sinner e Berrettini, ma soprattutto l’infortunio di Simone Bolelli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In questi giorni, Filippo Volandri ha difeso i suoi giocatori e il suo progetto per questa squadra.

Tra gli appassionati, sono stati sollevati dubbi riguardo il reale infortunio di Simone e la discutibile decisione di Volandri di schierare un Berrettini a metà. Il capitano ha prontamente risposto confermando l’infortunio del compagno di Fognini: Nemmeno sotto tortura mi sarei privato di chi contro gli Usa era stato il migliore in campo nel doppio. Qualcuno ha parlato di una insistenza di Berrettini: follia pura. La verità è che Sonego non scendeva dal lettino per la stanchezza e Musetti era troppo giù per giocare. È stata una scelta obbligata. […] Non riduciamo tutto a una vittoria o a una sconfitta, serve più cultura sportiva”.

Su questo, capitan Volandri, ha ragione. L’Italia in Coppa Davis non raggiungeva una semifinale dal 2014; nel tie contro gli Stati Uniti, da sfavoriti, un Lorenzo Sonego eroico ha regalato il primo fondamentale punto, con i Chicchi a mettere il sigillo finale. In fondo, ci siamo arresi al doppio decisivo contro i futuri campioni con una squadra decimata dagli infortuni. Si può guardare al futuro con sereno ottimismo. Capitan Volandri è già al lavoro per il 2023. Salteremo la fase eliminatoria di febbraio per vederci direttamente alla fase a gironi di settembre, a Bologna (sede confermata) grazie alla wild card assegnata da Kosmos Tennis e ITF. Una notizia, da un lato positiva perché i nostri potranno riposare subito dopo la fine degli Australian Open – sperando che qualcuno possa arrivare nelle fasi finali del torneo-, dall’altro è un’occasione in meno di stare insieme e fare gruppo” secondo Volandri.

Non sono mancate nemmeno critiche rivolte a Jannik Sinner per non aver accompagnato la squadra in quel di Malaga, nonostante l’infortunio. Volandri difende a spada a tratta l’altoatesino: “Jannik si è messo a disposizione a febbraio nel preliminare nonostante stesse vivendo un periodo molto difficile. […] A Bologna si è unito subito dopo la dolorosa sconfitta con Alcaraz a New York”.

Paolo Bertolucci, uno che di match di Coppa Davis ne ha giocati parecchi e l’ha anche vinta, vede il bicchiere mezzo pieno e guarda con fiducia al prossimo futuro. “Abbiamo un ottimo gruppo. Abbiamo 4 singolaristi di livello e, accanto a Fognini, oltre a Bolelli, anche altre due opzioni di doppio con Berrettini e Sonego. Ce la giochiamo con tutti. Siamo fra le 4 più forti e l’anno prossimo con un pizzico di fortuna e meno infortuni possiamo rivincere la Coppa. Che non dobbiamo chiamare più Davis, però. Questa si vive in un giorno solo, tutta di un fiato, è un’altra cosa dall’altra, quella con 5 partite al meglio di 5 set”.

La Coppa Davis 2022 dell’Italia si conclude con un ottimo terzo posto e tanti spunti tecnici su cui lavorare. Con questo nuovo format, il 33% del punteggio di ogni sfida è affidato al doppio, un settore sul quale il nostro capitano e la Federazione devono investire se l’obiettivo è quello di alzare ancora una volta l’insalatiera.

Lascia un po’ perplessi l’idea di Volandri: “Nel futuro si potrebbe pensare anche a un duo Sinner-Berrettini quando c’è a disposizione anche la coppia piemontese Sonego-Vavassori, ma il capitano assicura che “stiamo lavorando anche sul ricambio, sul circuito prendiamo wild card anche in doppio per far fare esperienza ai più giovani. Questo percorso alla rincorsa della Davis è un progetto a lungo termine, abbiamo appena cominciato”. Con Sinner, Berrettini, Musetti e Sonego come singolaristi e le coppie Bolelli-Fognini e Vavassori-Sonego, il tennis italiano sorride. E nei prossimi anni speriamo di sorridere sollevando la Coppa Davis.

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Coppa Davis, dall’inferno al paradiso: il Canada eliminato e poi campione per la prima volta

A inizio marzo, senza Shapovalov e Auger-Aliassime, il Canada veniva annichilito 4-0 dall’Olanda. Poi l’invasione della Russia ha stravolto tutto. Il ruolo di Raonic nella crescita del movimento

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Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Il 24 febbraio 2022 è probabilmente la data più drammatica di quest’anno, quella che rappresenta il giorno in cui la Russia ha invaso militarmente l’Ucraina. Come ben sappiamo tutti, purtroppo il conflitto è ancora lontano dalla sua conclusione. È una guerra che ha stravolto tutto ciò che poteva stravolgere, andando ad influenzare pesantemente anche il mondo del tennis, che è stato investito da provvedimenti più o meno discutibili. Giocatori e giocatrici russi/e e bielorussi/e sono stati costretti a competere senza la rispettiva bandiera, venendo anche bannati dal torneo di Wimbledon. Inoltre, le due federazioni sono state escluse dalla Davis Cup by Rakuten e dalla Billie Jean King Cup. In campo maschile, la Russia di Andrey Rublev e Daniil Medvedev era campione in carica, avendo sconfitto in finale la Croazia di Gojo e Cilic (carnefice dell’Italia a Torino). Già qualificata di diritto alla fase a gironi 2022, di conseguenza, l’esclusione di Medvedev&co. ha lasciato un vuoto da colmare necessariamente.

4-5 marzo 2022: Olanda-Canada 4-0

Il 4 e il 5 marzo scorsi si sono disputate le fasi di qualificazioni, che avrebbero portato i vincitori alla successiva fase a gironi di settembre. L’Italia si è imposta a fatica sulla Slovacchia (3-2), così come la finalista Australia, che al singolare decisivo è riuscita a regolare, con lo stesso punteggio, l’Ungheria.

Solo due teste di serie su 12 sono state eliminate: l’Austria (#12), battuta 3-1 dalla Corea del Sud, e proprio il Canada, spazzato via 4-0 dall’Olanda. Orfano dei suoi gioielli infatti, con Auger-Aliassime e Shapovalov che non avevano troppa intenzione di tornare in Europa solo per qualche giorno alla vigilia del Masters 1000 di Indian Wells, i canadesi non poterono contare neanche su Pospisil. Schierando così Galarneau e Diez in singolare, con Polansky e Schnur in doppio, i nordamericani non avevano speranze di battere l’Olanda di Van De Zandschulp, Griekspoor, Koolhof e Middelkoop. Che, per l’appunto, non ha fatto sconti.

 

Il Canada è stato così eliminato dalla Coppa Davis 2022, dovendo disputare i play-off per rimanere nel World Group. In una decina di giorni, però, è cambiato tutto.

In seguito all’invasione della Russia in Ucraina l’ITF ha deciso, come detto precedentemente, di escludere le federazioni russe e bielorusse. Al posto di Medvedev e compagni avrebbe dovuto esserci la Serbia, in quanto semifinalista 2021 con il ranking migliore. Tuttavia, la squadra di Djokovic aveva già ricevuto una wild card per la fase a gironi, proprio come accaduto oggi ad Italia e Spagna. Era dunque necessario assegnare nuovamente il posto lasciato libero dalla Russia, e la scelta ricadde proprio sul Canada, poiché era la federazione con il miglior ranking tra quelle eliminate nel turno di qualificazione.

Se la Serbia non avesse ricevuto una wild card – e ovviamente senza l’invasione russa – i nordamericani non avrebbero preso parte alle fasi finali della Coppa Davis 2022. Eppure, le cose migliori accadono sempre quando meno ce lo si aspetta.

Rinato dalle proprie ceneri, il Canada è così chiamato a disputare la fase a gironi, in programma dal 13 al 18 settembre contro Spagna, Corea del Sud e proprio la Serbia, orfana di Novak Djokovic. È il girone più combattuto per distacco – l’unico tra l’altro a finire con tre squadre appaiate a due vittorie – deciso da pochi dettagli. Con la Corea del Sud eliminata, tra le altre tre nazionali rimane fuori la Serbia, per via della peggior differenza tra singoli match vinti e persi (4-5, contro i 7-2 della Spagna e i 5-4 del Canada).

Sono sempre pochi dettagli a decidere le sorti dei ragazzi di Frank Dancevic, che anche alle final eight di questa settimana hanno rischiato grosso in più di un’occasione, andando a cinque game dall’eliminazione contro la Germania. Ai quarti, infatti, dopo l’1-1 dei singolari Krawietz e Puetz avevano strappato 6-2 il primo parziale a Pospisil e Shapovalov, bravi però a reagire ad inizio secondo e terzo set, strappando il servizio in avvio in entrambe le occasioni e portando a casa un’insperata vittoria.

Denis Shapovalov Canada Coppa Davis
Canada, Denis Shapovalov

Shapovalov stesso, però, non può certo essere considerato una certezza in Coppa Davis e il suo bilancio di 13/9 in questa competizione – 10/7 in singolare e 3/2 in doppio – ne è la conferma. Dopo la sconfitta ai quarti contro Jack Sock è arrivata anche quella in semifinale contro uno spettacolare Lorenzo Sonego, che ha nuovamente inguaiato i suoi compagni. Per sua fortuna, però, il Canada può contare anche su Félix Auger-Aliassime, MVP indiscusso di queste Finals.

In tre match a Malaga (quattro considerando anche il doppio decisivo contro l’Italia) il n°6 del mondo non ha mai perso il servizio, salvando tutte le 11 palle break concesse, di cui otto oggi contro De Minaur. Non solo, non ha nemmeno mai subito un mini-break nei due tie-break disputati. Una sicurezza.

Dall’esempio di Raonic alla Coppa Davis Junior 2015

Il 2022 è stato senza dubbio un anno magico per il tennis canadese. Oltre alla prima vittoria assoluta in Coppa Davis – il miglior risultato era stata la finale raggiunta nel 2019, persa contro la Spagna – ad inizio anno era arrivata anche la vittoria alla già defunta ATP Cup. Era successo anche lo scorso anno, con il successo della Russia in entrambe le competizioni. In questa stagione, ça va sans dire, i migliori risultati sono arrivati quanto erano presenti sia Shapovalov che Auger-Aliassime.

Il loro, in realtà, è un connubio vincente che parte da lontano. Nel 2015, infatti, i due nordamericani trascinavano la loro nazione al trionfo nella Coppa Davis juniores: dopo che Denis aveva vinto il suo singolare e Félix non era riuscito ad emularlo, i due si imposero sulla Germania al doppio decisivo.

Raonic Canada Coppa Davis
Milos Raonic – Bercy 2020

A fare da apripista alla generazione d’oro del tennis con la foglia d’acero è certamente stato Milos Raonic. Vincitore di 8 titoli ATP, capace di raggiungere il numero 3 del ranking a fine 2016 e finalista a Wimbledon (oltre che in altri 4 Masters 1000), il big server canadese è stato un esempio per i tennisti della generazione successiva alla sua, mostrando loro la via per vette altissime e fino a quel momento inesplorate da suoi connazionali.

Fino a prima di lui, infatti, il tennis in Canada non occupava certo una fetta di rilievo nella torta sportiva nazionale. Nonostante fosse stata una delle prime federazioni a partecipare alla Coppa Davis (l’esordio è datato 1913), prima di questa stagione non era mai arrivata una vittoria, con ben pochi risultati degni di nota negli oltre 100 anni trascorsi.

Pur non avendo ancora annunciato il ritiro dal tennis, Milos Raonic è ormai fermo da più di un anno, ma ha voluto comunque complimentarsi sui social con i ragazzi di Dancevic, definendo il loro successo come il più importante di tutti.

Vista la giovanissima età dei due terribili gemelli diversi, non è poi un azzardo pensare come questa possa essere soltanto il primo di tanti successi, in un futuro che, per il tennis canadese, è sempre più splendente.

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