WTA Charleston: Errani che fatica! Bouchard stende Venus, Petkovic inarrestabile

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WTA Charleston: Errani che fatica! Bouchard stende Venus, Petkovic inarrestabile

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TENNIS – Sarita accede ai quarti dopo una prova di grande difesa e resistenza, battendo con due tie break Shuai Peng. Venus Williams eliminata dalla baby teenager Eugenie Bouchard, uscita vittoriosa 76(6) 26 64.

Sara Errani b Shuai Peng 76 (6) 76 (5)

 

Sara Errani, dopo essere uscita dalle prime dieci del mondo dopo quasi due anni, mette a segno una vittoria molto importante per come è arrivata, al termine di una battaglia massacrante durata 2 ore e 13 minuti, in cui la maggiore regolarità dell’italiana ha avuto la meglio sui vincenti e i molti errori di una Peng mai doma. La Errani ha mostrato i noti limiti al servizio, ma ha vinto grazie alle altrettanto note velocità di movimento e regolarità da fondo campo, che alla fine hanno avuto la meglio della spettacolarità dei colpi della cinese.

Nel primo set le due tenniste tengono i primi due turni di servizio, con la Errani costretta a recuperare da 0-30 nel secondo gioco. Nel game successivo, però, è l’italiana ad avere la prima palla break del match, annullata da una buona prima della Peng. Sara tiene la battuta nel quarto gioco senza difficoltà. Stesso copione per quinto e sesto game, con la bolognese che non sfrutta un break-point (ottima sequenza servizio e rovescio lungo linea della cinese) e poi impatta sul 3-3 con il servizio a disposizione. Da qui in poi il match cambia registro: l’Errani centra il break con un bel cross di dritto e poi con una risposta che la Peng non controlla.

L’equilibrio sembra spezzato ma non è affatto così: sul 4-3 a favore, Sara prima annulla tre break-point consecutivi da 0-40 (grazie a un vincente e due errori dell’avversaria), poi rimane viva dopo altri 3 break point prima di capitolare al settimo tentativo della Peng. Seguono altri due turni di servizio in cui ha la meglio chi risponde, ma sul 5-5 la Peng serve bene e si porta a servire per il set (6-5). Sul 30-30 la cinese si procura la palla set con un pregevole drop-shot, ma l’azzurra con grande coraggio guadagna campo e piazza all’incrocio delle righe uno schiaffo al volo di dritto, prima di chiudere sul 6-6. Il tie-break rimane in equilibrio fino al 4-3 Errani, poi Sarita indovina un rovescio lungo linea profondo e vincente e la Peng sparacchia out un rovescio.

Con 3 set-point a disposizione sembra fatta, ma la cinese approfitta delle prime deboli dell’avversaria e trova un rovescio vincente che la portano sul 6-6. A quel punto l’italiana sembra alle corde, ma offre una grande difesa prima di ribaltare l’inerzia del punto e trovare una quarta palla set. È quella giusta, perché la Peng si suicida spedendo inopinatamente in corridoio un rovescio a campo aperto a rete. 8-6 Errani.

Il secondo set vede una Peng che accusa il colpo, le risposte vincenti del primo set diventano quasi tutte errori e Sara vola sul 4-1. Sembra fatta, un set senza storia, ma la cinese si dimostra lottatrice del livello dell’avversaria e capovolge completamente il set indovinando 4 game consecutivi, frutto di un’aggressività che sposa una ritrovata precisione. Sul 5-4 Peng, la numero 47 WTA serve per il set ma un’ottima palla corta dell’azzurra e un errore dell’asiatica rimettono le cose in parità: 5 pari. Qui la numero 3 del seeeding cede di nuovo il servizio (è il terzo break consecutivo della Peng), con la cinese che si porta fino al set-point sul 6-5 40-30, prima di fare ancora harakiri con due errori intervallati da un doppio fallo: è ancora tie-break! La bolognese parte benissimo grazie alla solita grande difesa dal fondo prima di trovare i colpi vincenti: arriva fino al 5-1 e poi 6-2, 4 match-point Errani. Finita?

Neanche per sogno, la Peng non ne vuole sapere di alzare bandiera bianca, spinge a tutta, trova le righe e i vincenti e si porta sul 6-5 Errani, quando una palla corta di grande sagacia tattica risulta decisiva e consegna la vittoria all’italiana.

Ai quarti Sara affronterà la diciassettenne Belinda Bencic che ha rimontato Elina Svitolina, la migliore delle teenager secondo classifica (n.35), raggiungendo il suo primo quarto di finale nel circuito: 6-7(4) 6-4 6-1 il punteggio finale. L’elvetica grazie a questa vittoria da lunedì sarà n.107 del ranking, con la top 100 nel mirino: Errani il bersaglio da colpire per centrare l’obiettivo. (Ruggero Canevazzi)

Eugenie Bouchard b. Venus Williams 7-6(6) 2-6 6-4

Charleston evoca buoni ricordi in Eugenie Bouchard per essere stata la sede dove ha raggiunto il suo primo quarto di finale in carriera a livello Premier. Un risultato confermato quest’oggi grazie al ko inferto a Venus Williams, che soltanto pochi mesi fa a Tokyo l’aveva battuta in quello che fin qui era stato l’unico confronto tra le due. Oggi come allora è stato un match tirato, deciso al terzo set, chiuso da Venus con dieci punti in più – 101 a 91 – rispetto alla sua più giovane avversaria (tredici anni le separano: 20 Bouchard, 33 Venus). La differenza l’ha fatta la maggior capacità della canadese nel vincere i punti importanti, qualità spesso riconosciuta ai grandi campioni, un’elitè alla quale Bouchard, mattoncino su mattoncino, sta dimostrando di poter appartenere, a conferma dei buoni risultati fatti registrare nella sua seconda stagione WTA, che le sono anche valsi il premio di tennista emergente del 2013.

Anche se siamo solo nel primo set, i due set point sciupati al tiebreak sul 6-4 possono aver rappresentato il punto di svolta del match per Venus. Quattro punti consecutivi Bouchard e l’americana perde 7-6 un set che sembrava vinto. “Nel secondo set è diventata ingiocabile, ho solo continuato a lottare”, dirà la canadese a fine match ai microfoni di Espn. Con un doppio break, nel quinto e settimo gioco, Venus si rimette in carreggiata aggiudicandosi con relativa facilità il secondo parziale per 6-2. Continua l’ottimo momento culminato con il break che in avvio di terza frazione la vede in vantaggio 2-1. L’americana però viaggia a corrente alternata, mentre la Bouchard si esalta nella lotta. La canadese presto rinviene e complici un paio d’errori decisivi di Venus, arrivati al momento di servire per restare nel match sul 5-4, capitalizza l’occasione portando a casa un’importante vittoria. A fine match Venus può vantare anche un miglior saldo tra vincenti e gratuiti rispetto alla canadese – 39-39 rispetto al 26-31 registrato da Bouchard.

“E’ stata più solida di me”, ha ammesso la Williams. “Penso che i miei errori mi siano stati fatali oggi, troppi alti e bassi, troppi errori. Mi ero messa nella posizione adeguata per vincere il primo set, e invece ho iniziato di nuovo a commettere errori non forzati, questo non mi ha aiutata”. (SP)

Andrea Petkovic b. Sabine Lisicki 6-1 6-0

Scherza a fine match Andrea Petkovic dopo la schiacciante vittoria 6-1 6-0 sulla connazionale Sabine Lisicki, che fa il paio con il perentorio doppio bagel (6-0, 6-0 per chi non lo sapesse) inflitto ieri alla spagnola Lourdes Dominguez Lino. Ventisei game vinti sugli ultimi ventisette disputati: “Adesso so come si sente Serena (Williams, ndr) a volte. Ci si sente bene. Dormo meglio la notte”.

Poco da raccontare su di un match in cui hanno inciso le non perfette condizioni fisiche della Lisicki, che ne mettono ancor più a rischio la sua partecipazione alla semifinale di Fed Cup che la sua Germania giocherà in Australia il 19-20 aprile. “La spalla non è ancora al 100% e aver giocato la finale a Miami (in doppio, ndr) ha richiesto un passaggio troppo repentino per poter essere pronta per la terra. Non era il mio giorno oggi. Continuerò a lavorare con la Hingis durante la stagione su terra, giocheremo anche in doppio”. (SP)

Risultati terzo turno:
[2] Jelena Jankovic (Serbia) beat Ajla Tomljanovic (Croatia) 7-5 6-1
Belinda Bencic (Switzerland) beat Elina Svitolina (Ukraine) 6-7(4) 6-4 6-1
[14] Andrea Petkovic (Germany) beat [4] Sabine Lisicki (Germany) 6-1 6-0
[6] Eugenie Bouchard (Canada) beat [11] Venus Williams (U.S.) 7-6(6) 2-6 6-4
Jana Cepelova (Slovakia) beat [13] Elena Vesnina (Russia) 7-6(4) 3-6 6-3
[3] Sara Errani (Italy) beat Peng Shuai (China) 7-6(6) 7-6(5)
[12] Daniela Hantuchova (Slovakia) beat Teliana Pereira (Brazil) 6-2 6-3

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WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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WTA

Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA

WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

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