Coppa Davis: Rep.Ceca sul 2-0 , Svizzera sull'1-1, disastro Francia

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Coppa Davis: Rep.Ceca sul 2-0 , Svizzera sull’1-1, disastro Francia

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TENNIS COPPA DAVIS – Tatsuma Ito recita fino in fondo la parte del nr.1 sul campo (giapponesi orfani di Soeda e Nishikori), va avanti di un set e spreca un set point nel secondo, poi cede all’esperienza dell’inossidabile tennista ceco. Ancora più bravo Taro Daniel, N.190, che porta Rosol al quinto set, prima di cedere dopo 3h12. Kamke batte nettamente Benneteau a Nancy nel primo singolare. Golubev sorprende Wawrinka in 4 set a Ginevra, poi bene Federer. Impresa finale di giornata di Gojowczyk che batte Tsonga 8-6 al quinto dopo aver annullato match-point.

COPPA DAVIS, Quarti di finale

 

GIAPPONE-R.CECA 0-2

Stepanek b. Ito 67(5) 76(5) 61 75 dopo 3h 40′ (Stefano Tarantino)

Se la vede brutta l’eroe delle ultime due vittorie ceche in Davis, ma alla fine Radek Stepanek si impone con la grande esperienza che lo contraddistingue a Tatsuma Ito in quasi 4 ore dopo 4 set durissimi (67(5) 76(5) 61 75) e porta a casa il fondamentale 1-0 della formazione ospite che probabilmente spiana la strada alla 3° semifinale consecutiva della R.Ceca che vincendo a Tokyo centrerebbe anche l’11° vittoria consecutiva nella manifestazione.Il nr. 1 locale (tale in quanto assenti tra gli asiatici Nishikori e Soeda) ha giocato una partita dignitosissima. Ito ha recuperato nel primo set da 3-5, ha vinto poi il parziale al tie break e nel secondo ha avuto prima un set point e poi un minibreak di vantaggio nel tie brek del secondo, ma sprecata l’occasione ha accusato un brusco calo mentale nel terzo set ed ha perso in volata il quarto, cedendo ad uno Stepanek come sempre stoico.

Si parte con il tetto chiuso, Stepanek gioca molto profondo e Ito pare da subito in difficoltà.Il giapponese deve salvare due palle break già nel 1° turno di battuta ed una nel quarto game.Alla fine però Stepanek passa, break nell’ottavo game (5-3) ed il tennista ceco va a servire per il set.Qui Ito si risveglia d’improvviso anche perché Stepanek gli gioca troppo sul diritto ed il giapponese entra in ritmo.Arriva un insperato controbreak ed il set si riapre. Stepanek prova comunque a chiudere nel game successivo, quando sale 0-40 sul servizio dell’avversario. Ma sui 3 set point Ito è bravissimo, soprattutto sull’ultimo quando si aggiudica uno scambio durissimo che dura 32 colpi. Il giapponese alla fine tiene il servizio, Stepanek addirittura barcolla sul 5 pari quando recupera da 0-30, poi si arriva al tie break.

Il nr.2 ceco pare un po’ troppo passivo, perde la profondità dei colpi e quando attacca viene inesorabilmente passato da Ito.Il giapponese va un paio di volte avanti di un minibreak (2-0 e poi 3-1) e poi produce l’allungo decisivo sul 6-3. Stepanek recupera i due minibreak di svantaggio sul 5-6, ma Ito sfrutta il terzo set point con una grande voleé incrociata.

Il giapponese è su di giri, sembra avere il match in pugno, subito break ad inizio secondo set, il tifo locale sogna l’impresa.Ma Stepanek si dimostra il solito leone da Davis, centra tre game di seguito e ribalta la situazione, salendo 3-2 e servizio e rovesciando l’inerzia del set. In questa fase però trionfa l’incostanza dall’una e dall’altra parte, immediato controbreak di Ito nel sesto game, facilitato da due doppi falli consecutivi del suo avversario.La sfida finalmente si stabilizza dopo i fuochi d’artificio, si seguono i servizi e si arriva sul 6-5 Ito. Stepanek sale 40-0, si profila un nuovo tie break, ed invece il ceco si complica la vita e rischia tantissimo. Ito fa 4 punti consecutivi e si procura un set point, ma il giapponese sbaglia un diritto ed alla fine, dopo 14 punti, Stepanek finalmente porta il set al tie break. Ito allunga come nel primo set, prima sul 2-0 e poi sul 5-3. Ma Stepanek con mestiere evita il tracollo, gran risposta profonda con la quale recupera il minibreak, e poi servizio vincente e ace per andare sul 6-5. Ito sente che il vento sta cambiando, gratuito di diritto e si va un set pari.

Ora il ceco fa sentire la sua esperienza, il terzo set praticamente vola (39 minuti) dopo che i primi due parziali erano durati più di un’ora a testa. Stepanek allunga subito sul 3-0, salva una palla break nel quinto game e poi chiude in scioltezza 6-1.

Ito prova a rientrare in partita, anche perché Stepanek tira un po’ il fiato. Il giapponese però non sfrutta una palla break ad inizio quarto set, i due giocatori sembrano stanchi e si seguono con regolarità i servizi sino al 5 pari. Nell’undicesimo gioco Ito sente la pressione, Stepanek si fa aggressivo e arriva il break che decide set e match. Il ceco sale 30-40 con una risposta profonda, il suo avversario sbaglia un rovescio e manda il suo avversario a servire per il match. Naturalmente Stepanek non si fa pregare, game tenuto con la consueta esperienza a 15 e match chiuso con servizio vincente.

Cechi avanti, semifinale molto più vicina. Ora scenderanno in campo Lukas Rosol e Taro Daniel, giapponese semisconosciuto e nr. 190 Atp.

Rosol b Daniel 6-4 6-4 3-6 4-6 6-2 dopo 3h12 (Stefano Tarantino)

Lukas Rosol dovrebbe avere vita facile contro il nr.2 giapponese Taro Daniel, appena nr. 190 delle ultime classifiche. Inoltre Stepanek ha spianato la strada al suo compagno vincendo un complicato primo singolare, quindi la strada per il tennista ceco dovrebbe essere in discesa.

Ed invece, come spesso accade in Davis, l’incontro che sulla carta dovrebbe essere facile presenta piccole insidie.

Rosol non è nelle sue migliori giornate, il nr.1 ceco parte anche alla grande, breakkando subito il suo avversario ad inizio match, ma Daniel mostra coraggio e voglia di fare, recupera immediatamente il break e da fondo campo tiene abbastanza bene il palleggio.

Il problema del giapponese è la seconda palla, troppo debole e sulla quale Rosol si avventa il più delle volte con violenza, rispondendo nei piedi dell’avversario.

Il ceco centra nuovamente il break e chiude il parziale 6-4 dopo 36 minuti.

Il secondo set segue la falsariga del primo, Rosol se avesse un minimo di continuità allungherebbe senza problemi, invece continua ad andare a corrente alternata e Daniel per quel che può gli rimane in scia.

Così il ceco allunga sul 3-1 e si fa riprendere sul 3 pari. Nel settimo game arriva un nuovo break di Rosol, stavolta è quello decisivo, il nr.1 ospite chiude il parziale nel decimo gioco con lo stesso punteggio del primo.

Sarebbe il momento per Rosol di staccarsi, invece nemmeno il vantaggio di due set a zero distende il nr. 40 del mondo che anzi fa molta fatica a scrollarsi di dosso il tenace avversario.

Il giapponese spreca una palla break per il 2-0 e addirittura due del 4-2, ma nell’ottavo game gli riesce il break che decide il parziale.

Rosol commette un sanguinoso doppio fallo sulla quarta palla break concessa, Daniel sale 5-3 e chiude nel game successivo con autorità.

La sfida si riapre, Daniel è galvanizzato e sostenuto dal pubblico, Rosol sprofonda nelle sue paure. Il ceco annaspa a fondo campo, risponde malissimo e perde fluidità nei colpi.

Il tennista di casa si invola subito sul 2-0, salva una palla del controbreak, centra un altro break per il 4-1 “pesante”, subisce un minimo ritorno di Rosol sul 4-3 e poi con qualche patema chiude nel decimo di gioco.

Accade infatti che sul 5-4 si gioca un game lungo (12 punti), Daniel spreca un primo set point, salva una palla del 5 pari ed alla fine chiude alla terza opportunità grazie ad un gratuito di diritto di Rosol.

Il secondo singolare si decide dunque al quinto set. Un quinto set che però prenderà subito una svolta quasi decisiva quando Rosol, bravo a ritrovare subito lucidità, prende immediatamente un break di vantaggio nel secondo gioco alla prima occasione utile.
La stanchezza comincia a farsi sentire per il giapponese che farà un ultimo sforzo per rientrare nel set quando nel quinto game avrà l’unica palla break del parziale. Rosol si salva e poi chiude a sua volta con un altro break per un perentorio 6-2 finale.

Il ceco chiude con numeri esagerati in un senso e nell’altro: 70 vincenti e 84 errori con 17 Aces a referto. Più conservativa la partita del nipponico che chiude anch’esso in negativo (33 vincenti e 53 errori).

I campioni in carica dunque ipotecano la semifinale con 2 successi nella prima giornata e potranno chiudere domani nel doppio che li vede nettamente favoriti.

Il Giappone dal canto suo, può ritenersi orgoglioso del risultato ottenuto considerate le pesantissime assenze dei loro primi 2 giocatori Kei Nishikori e Go Soeda.

Coppa Davis, quarti di finale                                           

FRANCIA – GERMANIA 0-2

Kamke b. Bennetteau 7-6, 6-3, 6-2 (Valentina Buzzi)

Al Palais des Sports di Nancy va in scena il quarto di finale di Coppa Davis più aperto sulla carta, quello tra Francia e Germania. Il valore della sfida è pero’ ridimensionato dalle numerose defezioni nella squadra tedesca che deve fare a meno di Haas, Mayer e Kohlschreiber e schiera una squadra completamente diversa rispetto a quella che ha battuto la Spagna nel turno precedente. Anche i transalpini, pero’, devono fare a meno di un giocatore di primo livello come Richard Gasquet, fermato da un problema alla schiena.

A inaugurare la decima sfida tra le due nazioni (con i galletti vittoriosi negli ultimi sei precedenti) sono Julienne Benneteau e Tobias Kamke. I due si conoscono piuttosto bene, avendo alle spalle tre recenti precedenti, tutti datati 2013, ovvero Wimbledon, Roland Garros e Rotterdam. Solo sul cemento olandese, Benneteau è riuscito a sbrigare agevolmente la pratica, mentre nelle altre due occasioni ha sì vinto, ma solo dopo un confronto lungo e combattuto.

Nel primo set, il francese numero 50 del ranking sembra poter prendere subito il largo: strappa la battuta all’avversario e, sul 3-0, conquista il doppio break. Il tedesco numero 96 della classifica soffre molto sia sul proprio servizio che in risposta ma, improvvisamente, aggiusta i colpi e riesce a rientrare in partita. Prima, recupera il doppio svantaggio, poi sul 5-6 impedisce a Benneteau di chiudere il parziale annullando due palle break. Al tie-break si lotta punto su punto, in un susseguirsi intenso di scambi. Alla fine, si impone Kamke 10 punti a 8, ribaltando un avvio di gara tutto in salita.

Alla ripresa, ci si attende una reazione da parte del padrone di casa che fatica, invece, a ritrovare il tennis fluido dei primi game. Kamke, galvanizzato dal tie-break appena vinto, accelera subito e si porta sul 3-0. Al tedesco basta quest’unico break per aggiudicarsi il parziale contro un avversario che non è sostenuto dal servizio, una delle sue armi migliori. La trema nell’ultimo set non cambia: Kamke continua a mostrare un atteggiamento aggressivo, incamera altri due break e non trema al momento di chiudere. Con un’ottima prestazione, annulla la differenza ranking (quasi cinquanta posizioni), la tradizione sfavorevole con il francese e regala alla sua squadra un primo punto tanto inatteso quanto prezioso.

Gojowczyk b Tsonga 5-7 7-6(3) 3-6 7-6(8) 8-6 dopo 4h19 (Luca De Gaspari)

Basterebbe leggere il punteggio e la durata indicata sopra per raccontare l’incredibile vittoria di Peter Gojowczyk che al suo esordio in Coppa Davis da N.119 del mondo batte a Nancy Jo-Wilfred Tsonga dopo 4h20 portando la Germania avanti 2-0 dopo la prima giornata del Quarto di finale con la Francia.

La squadra tedesca che era data per spacciata alla vigilia, viste le assenze di Haas, Mayer e Kohlschreiber, è dunque a un passo dalla semifinale, quella che sarebbe una vera e propria impresa sportiva.

Tsonga ha avuto la possibilità di chiudere il match nel tie-break del quarto set quando ha avuto 2 match point uno dei quali sul suo servizio; l’incredibile coraggio del tedesco, classe 1989, lo ha salvato al termine di uno scambio eccezionale al termine del quale Tsonga ha messo larga una (non facilissima) voleé decisiva a campo aperto.

Il match è stato in gran parte dominato dal servizio, tanto è vero che il francese si è ritrovato al quinto set senza aver mai perso il servizio: è paradossale il fatto che il primo e unico break del tedesco sia arrivato nell’ultimo gioco dell’incontro, d’altronde non aveva alternative per vincere, dato che al quinto set in Davis non c’è tie-break. La percentuale finale di Gojowczyk di conversione è stata di 1/8 (13%) ma mai è stata una statistica del genere così dolce per lui. Non che Tsonga abbia fatto meglio con il suo 3/15 (20%) con due di questi break conquistati in un terzo set che è stato il meno equilibrato della partita.

Se nel primo set Tsonga aveva sfruttato un momento di tensione del tedesco nel dodicesimo gioco e nel terzo ha dominato ancora di più di quanto dica il 6-3 finale, non ha mai dato la sensazione di essere in controllo della partita e ha confermato tutti i limiti della sua versione 2014.

Non è un caso che sia sempre mancato nel momento di chiudere o di dare il colpo del KO, dato che il suo livello di fiducia attualmente è piuttosto basso e l’uscita dalla Top 10 mondiale non deve avergli fatto bene da questo punto di vista.

Gojowczyk è stato però fenomenale nel restare nel match in un ambiente ostile anche nei momenti più difficili contro un avversario che anche in questa versione dimessa gli era comunque tennisticamente superiore. Non ha perso la calma nemmeno quando Tsonga gli ha annullato i primi 2 match points sul 5-4 del quinto set e neppure quando si è trovato sotto 0-30 nel game successivo. Ha inoltre annullato tutte le 3 palle break concesse nel set decisivo, l’ultima delle quali delicatissima sul 6-6.

Alla Francia ora serve una vera e propria impresa per ribaltare la situazione, un’impresa simile a quella straordinaria che hanno compiuto oggi i due ragazzotti tedeschi Kamke e Gojowczyk contro ogni pronostico. E’ anche questo il fascino della Coppa Davis.

SVIZZERA-KAZAKHISTAN 1-1  Palexpo, Geneva, Switzerland (hard, indoors)

Golubev b. Wawrinka 76(5) 62 36 76(5) dopo 3h 14’ (Andrea Pagnozzi)

Al Palexpo di Ginevra il primo punto della sfida tra Svizzera e Kazakhistan va agli ospiti ed è la grande sorpresa della prima giornata di Coppa Davis. Il n°3 del mondo Stanislaw Wawrinka ha ceduto in quattro set davanti al tifo di casa dopo oltre tre ore di gioco; lo svizzero non è mai entrato in partita ed anzi ha subito palesato scarsa brillantezza e poca fiducia al cospetto di un Andrej Golubev solido e motivato come solo in Davis. A guardarli oggi difficilmente si direbbe che tra i due c’è una differenza di 5000 punti in classifica, ma gli scontri diretti tra i due non mentono. 2-2 il computo dopo la partita di oggi.

Al via, Golubev si mostra subito centrato e i suoi tifosi non mancano di far sentire il loro sostegno; dopo due ottime prime, il kazako perde il punto appena lo scambio si allunga, ma riesce a vincere il game con un precisa volee lasciando lo svizzero a 15. Nel secondo gioco Wawrinka fatica decisamente di più, ma con un ace rimette in parità il punteggio; intanto Roger Federer, inquadrato dalle telecamere, si mostra decisamente concentrato e non pare molto tranquillo.

Nel quarto gioco Stan sventa le prime due palle break; dapprima va sotto 0-30 e 15-40 dopo un gran dritto a sventaglio dell’avversario, poi impatta subito sul 40 pari grazie a due ottime prime. Infine chiude ai vantaggi. E dopo l’occasione persa, anche il servizio di Golubev comincia a mostrarsi fragile; se nel precedente turno di servizio aveva lasciato l’avversario a zero, nel quinto gioco si lascia trascinare ai vantaggi dopo aver perso due scambi a rete. Qui però vacilla Stan, che sbaglia la misura del dritto in risposta e manda l’avversario a condurre 3-2. Coach Luthi è perplesso e infatti lo svizzero mostra di nuovo un servizio poco incisivo andando sotto 0-30, ma d’esperienza e con un gran rovescio riesce ad evitare ulteriori palle break ad impattare sul 3-3.
Ormai il canovaccio del primo set è chiaro: si va punto a punto e il settimo game lo dimostra. Con Golubev al servizio, Wawrinka si issa 30-0 e poi 40-15 conquistandosi le sue prime due palle break dopo un accattivante passante di dritto. Ma di nuovo si spegne la luce e sale in cattedra il kazako, che con due aces, un servizio vincente e un ottimo dritto in corsa, torna a condurre 4-3.
Dopo due game di sostanziale equilibrio e con molti errori da parte di entrambi, nel decimo gioco Golubev sciupa un set point tradito dalla rete, che lascia in campo un dritto decisivo, e permette a Wawrinka di rientrare nello scambio e vincerlo. Grazie al sesto ace e al successivo dritto vincente lo svizzero ottiene il 5 pari.
Nei due successivi turni di servizio praticamente non si gioca e la normale conseguenza del set non può che essere il tie-break; a sorpresa(ma fino a un certo punto stante il sostanziale equilibrio) lo vince il kazako. Nello specifico Golubev subisce un mini break sul 2-2 ma lo restituisce immediatamente, e dopo aver affossato in rete un dritto riesce a ottenere un secondo mini-break dopo un grossolano errore di dritto di Wawrinka. Infine il kazako chiude con un ace e fissa il punteggio sul 7-5. Il primo set un po’ a sorpresa è il suo, ma Wawrinka ha giocato nettamente al di sotto delle sue possibilità, mentre Golubev ha mostrato una percentuale altissima al servizio(22/25 di punti vinti con la prima).

Nel secondo set accade l’imprevedibile; sul 2-1 Wawrinka, lo svizzero si guadagna una palla break ma la sciupa, successivamente ai vantaggi compie un miracolo e riesce a rispondere fuori dal campo ad un potentissimo dritto del kazako. Lo svizzero colpisce la pallina un pelo prima che tocchi terra e trafigge l’avversario con un passante spettacolare, ma per l’arbitro la pallina ha toccato terra e non cambia idea nemmeno dopo un lungo diverbio con Luthi e lo stesso Wawrinka. Tra i fischi del pubblico si va sul 2-2 ed è la svolta perché lo svizzero si deconcentra e perde male i successivi quattro giochi, subendo addirittura due break.

Il 6-2 in soli 35’ è forse bugiardo perché pesa, e molto, la decisione dell’arbitro, ma la vittoria del secondo set è assolutamente meritata perché Golubev ha giocato un tennis solido con il consueto spirito patriottico d’abnegazione; di contro, un campione del calibro di Wawrinka non può perdere la testa in questo modo e smettere letteralmente di giocare a tennis.
A questo punto per la Svizzera, sotto due set a zero, diventa quasi proibitiva. Impensabile alla vigilia, come del resto fa specie la statistica di palle break convertite nei primi due set: 0/6 per lo svizzero e 2/5 per l’avversario.

La sensazione ovviamente è che l’inerzia del match sia tutta dalla parte del kazako, ma basterebbe una scintilla per cambiare il vento; scintilla che potrebbe capitare già nel secondo gioco del terzo set, quando un impeccabile lob dello svizzero costringe all’errore il kazako. La palla break al solito non viene trasformata e l’incubo per i tifosi svizzeri sembra proseguire. 1-1.
Il padrone di casa vive delle folate da campione (quale dovrebbe essere) ma è troppo discontinuo, sfiduciato ed appare anche non al meglio fisicamente; Golubev prende invece fiducia, regge ottimamente gli scambi e sembra non sbagliare più nulla, dimostrando anche una discreta mano su alcuni contropiedi ben realizzati e su diversi schiaffi al volo. Federer, inquadrato, è cupo.

Quando ormai anche il challenge non sembra più dare ragione a Wawrinka, lo svizzero confeziona un game di risposta d’antologia: una risposta nei piedi, un gran dritto esterno, un rovescio impeccabile e dopo aver affossato un dritto, ecco sopraggiungere il primo break della partita(1/9) alla seconda occasione.
Scrollatosi di dosso paure e sensazioni negative, Stan tentenna ma fa suo anche il game successivo, issandosi sul 4-1 e facendo finalmente respirare i componenti della propria squadra.
Nel terzo set in ogni caso, entrambi mostrano di faticare con la prima di servizio, facendo registrare invece altissime percentuali sulla seconda. Con fatica e decisamente lontano dai suoi  giorni migliori, Stan The Man chiude 6-3 e prova a rientrare nel match.

Nel quarto set però sembra crederci più il pubblico di Wawrinka stesso, che nel secondo game va sotto 0-40 al servizio e riesce ad annullare quattro palle break solo grazie al tifo amico. Al Palexpo dopo oltre due ore di gioco si è creata una vera bolgia e il risultato è fermo sull’uno pari.
Dopo aver sventato anche una quinta palla break nel sesto gioco, nel settimo Stan non riesce a convertire l’ennesima palla break e nell’ottavo è autore di un doppio fallo e di alcuni errori non forzati. Nonostante tutto nel decimo gioco il n° 3 del ranking ATP chiude con un ace e si va sul 5-5 .

Nel dodicesimo gioco per la Svizzera sembra finita; Wawrinka va sotto 15-40 al servizio, ma annulla due matchpoint e trascina letteralmente il suo pubblico al tie-break decisivo.
Stan ottiene subito il mini break ma ne restituisce due subito dopo, commettendo errori grossolani che dimostrano la scarsa brillantezza del tennista di casa. Il pubblico passa dall’esaltazione allo sconforto, ma dura un attimo: quarto mini break consecutivo e perfetta parità.
Ma è la fiera degli errori al servizio; Golubev ottiene altri due mini break e sale 6-2. Qui cala il sipario perchè Wawrinka salva i primi 3 matchpoints, ma al quarto il kazako non fallisce e chiude il punto con una schiacciata al volo.

Dopo oltre tre ore di gioco Wawrinka abbandona il campo da sconfitto, nonostante abbia fatto registrare più vincenti(55-50) e meno errori non forzati(25-36) dell’avversario, che ha invece realizzato ottime percentuali sotto rete e con la prima di servizio(82%-74%); ma il tennis non è solo questo e oggi lo svizzero in campo non c’era né di testa, né di gambe. Spietata la sentenza, con questo Golubev formato Davis.

Ora a Federer l’onere di risollevare le sorti di una qualificazione che non è affatto compromessa, ma che si è maledettamente complicata.

Federer b. Kukushkin 6-4 6-4 6-2 dopo 1h52 (Cesare Novazzi)

Dopo lo sgambetto di Golubev ai danni di Wawrinka, Federer affronta Kukushkin per cercare di pareggiare i conti con la squadra kazaka. Un unico precedente tra i due, a Wimbledon, con vittoria in tre set per l’elvetico.

Parte Federer che tiene agevolmente il proprio turno di battuta. Anche Kukushkin senza problemi si porta sull’1 a 1. Si intuisce da subito però che quando lo scambio si allunga è Federer a vincere il punto, dimostrando che il kazako può poco sulle variazioni di gioco dell’elvetico. L’impressione diventa realtà al quarto gioco, dove Kukushkin concede due palle break, però prontamente salvate con il servizio. Al decimo gioco Federer gioca un preciso pallonetto d’istinto sul quale Kukushkin recupera ma non può nulla sulla volee seguente, concedendo una palla break. Il kazako sente la pressione e regala il parziale a Federer con un doppio fallo.

Il secondo set si apre con Federer che al servizio concede la primka palla break annullata con un preciso approccio a rete chiudendo con la voleè. Al gioco seguente l’elvetico  si porta sul 30 pari ma con due errori gratuiti regala il game all’avversario. Anche questo parziale si snoda al servizio, con Kukushkin mai neanche in grado di rischiare per vincere qualche punto, e un Federer in completo controllo. Al decimo gioco, ancora, Federer alza di poco il livello del suo tennis, quanto basta per mettere pressione all’avversario che cede così anche il secondo parziale.

Il terzo set è una mera formalità. Il kazako sembra esserci fisicamente, ma non mentalmente e nel secondo gioco concede due palle break. La prima è quella buona con lo scambio più bello del match. Kukushkin cerca l’accelerazione più volte, i suoi colpi mancano però di profondità, così Federer prende campo e con un vincente di diritto in avanzamento conquista il break di vantaggio portandosi sul 2 a 0. Nulla più da registrare a parte il break in chiusura di parziale che sigla la fine del match: 64 64 62.

Luthi sorride e va stringere la mano al capitano della squadra avversaria, mentre Kukushkin non può fare altro che complimentarsi con il suo avversario per un match mai in discussione dove il kazako non ha avuto la forza di rischiare nulla, lasciando pieno controllo a Federer.

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Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

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La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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