WTA Charleston: la finale è Petkovic-Cepelova

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WTA Charleston: la finale è Petkovic-Cepelova

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TENNIS WTA CHARLESTON – Sulla terra verde di Charleston si giocherà una finale a sorpresa: Petkovic ha sconfitto 1-6 6-3 7-5 la canadese Bouchard, mentre Cepelova ha avuto ragione di Belinda Bencic al termine di un match molto lottato, 6-4 5-7 7-6(7). A Monterrey finale tutta serba con Ivanovic contro Jaksic.

[14] Andrea Petkovic (GER) d [6] Eugenie Bouchard (CAN)  1-6  6-3  7-5

Dopo tre anni di incertezze, costellati da infortuni e un’ultima finale sul circuito risalente all’agosto scorso, (Washington) Andrea Petkovic trova conferma e si aggiudica un posto in finale al WTA di Charleston, battendo in tre set e in rimonta Eugenie Bouchard.

 

Nel primo set la giovane canadese si è subito portata avanti di un break nel terzo gioco e da quel momento ha inanellato una striscia di quattro giochi consecutivi, chiudendo il parziale 6-1 e senza trovare troppa resistenza da parte della teutonica, che nel totale perderà sette giochi in successione dall’ 1-0.

Petkovic, decisamente sopraffatta dal gioco dell’avversaria si troverà a fronteggiare un’ulteriore palla break già nel suo primo turno di servizio del secondo parziale, riuscendo però ad annullarla e ad interrompere il dominio della canadese. Sul 2-3, servizio Petkovic, si ha la prima svolta del match: Andrea riuscirà ad annullare tre palle break in un game molto lottato, per poi portarsi in vantaggio nel game successivo, riuscendo finalmente a togliere il servizio alla propria avversaria per la prima volta, alla settima palla break conquistata del match e dopo averne sprecate tre consecutive dal 3-3 0-40. Questi due game costituiranno una botta d’arresto per Bouchard che sul 5-3 perderà nuovamente il servizio consegnando il parziale alla propria avversaria col punteggio di 6-3.

Nel terzo e decisivo set Eugenie riprenderà il controllo del match, ma Andrea cercherà comunque di trovare profondità nei propri colpi, annullando due palle break nel terzo gioco, ma trovandosi sotto nel punteggio alla fine del quinto: 4-2. La tedesca annullerà un’altra palla break nel game successivo e poi di nuovo una svolta: arriva il contro-break e si torna sul 4-4. Da questo momento in poi sarà Petkovic a dettare il gioco, strappando a zero il servizio alla canadese nell’undicesimo game: break decisivo che vale la finale del WTA Premier di Charleston, 1-6 6-3 7-5.

“Ero così sollevata ed orgogliosa di essere tornata dopo tutti quegli infortuni e non avrei mai pensato di giocare ancora una finale nei tornei che contano”.

Jana Cepelova (SVK) d [Q] Belinda Bencic (SUI)  6-4  5-7  7-6(7)

Si tratta invece della prima finale in un torneo WTA per Jana Cepelova che è riuscita ad arrestare la corsa di Belinda Bencic, iniziata peraltro dalla qualificazioni. Certamente una sorpresa quella della slovacca, a cui va il merito di aver sconfitto una seppur “stanca morta” Serena Williams nel suo match di secondo turno (6-4 6-4).

Si è trattato di un incontro per niente facile e molto combattuto. Nel primo set Cepelova si è subito portata avanti di un break nel secondo gioco per poi perdere il servizio a zero sul 3-1, riportando in equilibrio il punteggio. Il parziale seguirà quindi l’andamento dei servizi fino al 5-4, quando la slovacca si aggiudicherà il primo set, realizzando il secondo set point a disposizione sul servizio dell’avversaria.

Il secondo parziale ha dato il via alla lotta vera e propria, con break e contro-break che si sono susseguiti fino al decimo gioco, quando Bencic è riuscita a strappare definitivamente il servizio a Cepelova, per poi chiudere senza troppi patemi sul proprio turno di battuta: 7-5.

Non poteva che essere il tie break a decidere chi fra la ventenne slovacca e la giovane svizzera avrebbe raggiunto la finale. Il terzo set ha visto infatti enorme equilibrio: la prima a portarsi avanti col punteggio è stata la Bencic nel quinto gioco (2-3), ma Cepelova non si è data per vinta e nel game successivo ha realizzato immediatamente il contro-break, 3-3. Da questo punto in poi i turni di servizio hanno dettato il punteggio, finché Cepelova non si procura una prima chance di chiudere l’incontro sul 5-4, servizio Bencic, un unico match point sfumato. Si è giunti quindi al tie break, in cui la svizzera ha ottenuto subito due mini-break di vantaggio: 1-4. Niente sembrava però scoraggiare Cepelova che subito si è adoperata per ristabilire la parità, finché non è riuscita ad aggiudicarsi il punto decisivo e la prima finale WTA in carriera: 6-4  5-7  7-6(7).

WTA Monterrey

Sul cemento di Monterrey in Messico si giocherà una finale tutta serba: Ana Ivanovic giocherà infatti contro Jovana Jaksic, classe 1993 e n.137 delle classifiche WTA.

La Ivanovic ha battuto in 2 set Caroline Wozniacki per 7-6(5) 6-4 dopo aver mancato 2 volte l’opportunità di chiudere il primo set col servizio e dopo aver sprecato un vantaggio di 4-0 nel secondo. C’era grande attesa per questo incontro disputatosi tra due ex regine del ranking wta. “È stato un gran match” ha dichiarato Ana, “ho giocato davvero molto bene, specialmente all’inizio del secondo set. In passato  abbiamo disputato partite molto serrate insieme e quindi è stata veramente una gioia vincere stasera“.

In Messico ci sarà dunque una finale tutta serba poiché la giovane Jovana Jaksic, attualmente n. 137 in classifica, ha battuto in rimonta la 43enne Kimiko Date con lo score di 6-7(5) 6-4 6-4. Si tratta della prima finale a livello maggiore per lei. La giapponese è stata a 2 giochi dalla vittoria sia nel secondo che nel terzo set ma, alla fine, è stata la tennista serba ad aggiudicasi il match, anche grazie al servizio, con il quale ha messo a segno ben 11 ace. “Kimiko è una grande giocatrice ed è stato un match fantastico” ha dichiarato Jovana. “Ho dato il meglio e mi sono davvero divertita, ho cercato di credere in me stessa e di combattere fino alla fine. Ho davvero grande rispetto per Kimiko e sono orgogliosa di aver preso parte a questo evento. Sono eccitatissima di essere in finale !” Si tratterà inoltre di una finale tra grandi amiche poiché le due tenniste infatti si conoscono benissimo e da tempo: “Ana è una delle mie più grandi amiche, è un po’ come una sorella maggiore per me” ha precisato la Jaksic. Dal canto suo, anche la Ivanovic ha speso parole di grande elogio per la giovane connazionale : “Jovana è una ragazza fantastica ed è un’ispirazione vedere quanto sia motivata e felice. Sono davvero felice per lei e sono certa che  sarà molto divertente per tutte e due“.

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Abu Dhabi: Sabalenka come un treno, sa solo vincere

La bielorussa conquista il terzo torneo di fila dopo Ostrava e Linz. Manterrà questo livello nel primo Slam del 2021? “Sono fiduciosa”. Kudermetova mai in partita, ma comunque al best ranking

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Aryna Sabalenka - Abu Dhabi 2021 (via Twitter, @WTA)

[4] A. Sabalenka b. V. Kudermetova 6-2 6-2

Arina Sabalenka stappa il nuovo anno come aveva finito il vecchio: sollevando un trofeo e trasmettendo sensazioni di dominio. Il trionfo in un’ora e cinque minuti nella finale a senso unico di Dubai – mai in partita la volenterosa Veronika Kudermetova – rappresenta infatti il terzo successo consecutivo dopo Linz (ottobre) e Ostrava a novembre e la nona finale vinta nelle ultime dieci disputate. All’Australian Open manca poco meno di un mese e gli Slam – lo sappiamo – non sono il suo punto forte, ma il messaggio che la bielorussa lancia alla concorrenza è potente come la sua palla. E le garantisce anche il primo scatto in classifica del 2021, passando dal decimo al settimo posto del ranking WTA ancora soggetto al regime straordinario.

L’arrivo lanciato di Sabalenka agli Slam non è una novità, mentre è stata però una costante delle ultime stagioni la sua incapacità di sfruttare questa inerzia positiva. Nella complicata trasferta di Melbourne, l’occasione di invertire la rotta e di andare oltre il suo miglior risultato a livello Major (un ottavo di finale allo US Open 2018). “Sono venuta qui per giocare qualche match dopo un mese di preparazione – ha commentato a caldo -, è stato molto importante giocare così tanto, sei partite, per vincere questo titolo. Onestamente non pensavo che avrei fatto così bene su campi così veloci. Adesso sono fiduciosa per l’Australia“.

La fiducia, probabilmente, deriva anche da un salto di qualità sul piano mentale. “Ci sono tante cose più importanti del tennis, quindi quando sei fuori dal campo devi cercare di goderti ogni momento“, ha detto riagganciandosi a un’intervista di qualche giorno fa, quando raccontò di essere andata in spiaggia a rilassarsi per leggere un libro. E poi il contorno, che evidentemente funziona. Al momento nel suo angolo ci sono il fisioterapista Jason Stacey e Anton Dubrov, ex sparring promosso a coach. “‘Mi sto trovando molto bene. La routine è la solita: warm-up prima dei match, warm-up… prima del warm-up! Devo dire che mi aiutano soprattutto a mantenermi calma, e ho la sensazione che ogni volta che c’è un problema loro possano risolverlo“.

DOMINANTE – In questa cornice, rimane agli atti il 500 degli Emirati Arabi interpretato a livelli super. Con la capacità di buttare giù le avversarie a spallate nei pochi momenti difficili (il set d’esordio contro Hercog o quando ha lasciato l’unico parziale a un’avversaria, contro Rybakina). Per il resto, un’esibizione muscolare, nel senso migliore del termine, che non è passata inosservata. Kudermetova, alla prima finale in carriera ma tradizionalmente insidiosa per le top 10 (Svitolina, ai quarti, l’ultima prestigiosa vittima), non è mai riuscita a esprimersi. Ha subito la pressione e non ha trovato il ritmo al servizio, teoricamente suo punto di forza. Il problema, per la 23enne di Kazan, è stato la montagna che si è trovata di fronte. Troppo alta e imponente da scalare.

La partita ha preso il bivio già nel sesto game, da dimenticare per la russa in battuta (una sola prima in campo e due doppi falli). Con un break di vantaggio, Sabalenka (alla 15esima vittoria consecutiva) ha acquisito fiducia e alla maggiore sicurezza nei colpi – ha sbagliato pochissimo, come in semifinale – ha aggiunto grande solidità difensiva. Oltre a un dritto incrociato che ha spostato gli equilibri. Il secondo set si è indirizzato sul servizio strappato in avvio da Sabalenka, capace poi di neutralizzare con l’immediato controbreak un turno di servizio andato a vuoto. Una mezza occasione di rimanere aggrappata al match che Kudermetova non ha saputo sfruttare. Per lei rimane il best ranking (salirà al numero 36), insieme a pochissimi rimpianti.

 

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Sabalenka schiacciasassi, finale ad Abu Dhabi contro Kudermetova

La bielorussa supera anche Sakkari e continua la caccia al terzo titolo consecutivo. Prima finale WTA per Kudermentova, battuta la 18enne Kostyuk

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Aryna Sabalenka - Abu Dhabi 2021 (via Twitter, @WTA)

CHI FERMERÀ SABALENKA? – Inarrestabile: questo è l’aggettivo più appropriato per definire la prestazione odierna di Aryna Sabalenka nella prima semifinale del WTA 500 di Abu Dhabi. Maria Sakkari non è mai sembrata in grado di arginare la potenza della bielorussa, e il punteggio finale di 6-3 6-2 non è neanche tanto netto quanto è stato lo svolgimento dell’incontro. Il gioco senza fronzoli e aggressivo di entrambe è confluito in un match molto rapido caratterizzato da scambi brevi. Quando si trattava di accelerare e trovare soluzioni vincenti era Sabalenka quella che riusciva ad incamerare più punti e la sua vittoria alla fine non è mai sembrata in discussione.

Se contro Kenin nella giornata di ieri Maria Sakkari era riuscita a riemergere dopo un brutto primo set, questa volta non è stata in grado di adattarsi e contro la n. 10 del mondo non ha trovato le giuste contromisure. Nel primo parziale ha perso subito malamente la battuta, e trovatasi sotto 5-1 la greca ha avuto un colpo di coda sufficiente appena a rendere meno severo il punteggio. Nel secondo set invece l’equilibrio si è spezzato nel quinto game dopo il quale Sakkari si è completamente lasciata andare. Aryna dal canto suo ha continuato a spingere in maniera efficace come ci ha abituato da parecchi mesi a questa parte, e in appena 61 minuti ha trovato la 14esima vittoria consecutiva. Domani disputerà la 13esima finale in carriera e l’avversaria sarà Kudermetova. L’unico precedente, in un ITF 10K, risale al 2015 ad Antalya dove vinse Sabalenka.

IL MOMENTO KOSTYUK NON È ANCORA ARRIVATO – Veronika Kudermentova e Marta Kostyuk si sono affrontate ad Abu Dhabi per la prima volta in carriera, con la prima che preferisce un gioco più regolare da fondo concentrandosi sulle geometrie e sulla precisione, mentre l’altra non disdegna le accelerazioni e le discese a rete (forse ogni tanto anche a sproposito). Proprio questo stile di gioco più aggressivo oggi le è costato qualche gratuito di troppo mentre col passare del tempo Kudermetova ha trovato sempre più ritmo. Il primo set è stato molto altalenante e caratterizzato da frequenti strappi nel punteggio.

 

Entrambe sono poco avvezze a questi palcoscenici (zero finali WTA giocate) e la cosa è emersa in maniera vistosa durante i rispettivi turni di battuta (percentuali di punti vinti bassissime). La russa si è anche trovata sopra 5-3 ma la paura di vincere le ha impedito di chiudere con così largo anticipo, bensì è dovuta ricorrere al tie-break. L’ucraina è stata la prima ad avere set point ma Kudermetova in risposta oggi è apparsa molto più a suo agio e alla terza chance l’ha spuntata per 10-8, dopo 61 minuti di gioco (stessa durata della prima semifinale).

Le risposte efficaci della 23enne n. 46 del mondo le hanno permesso di iniziare in discesa anche il secondo parziale, e con un paio di soluzioni deliziose in chop si è assicurata il vantaggio di 3-0 mantenuto con un po’ di patema fino alla fine dell’incontro, chiudendo al quinto match point sul 6-4. La 18enne ucraina ha pagato la minor esperienza e nelle fasi più concitate del match ha sentito la pressione facendosi sormontare dal nervosismo e dal carattere mai arrendevole dell’avversaria. Vedremo domani se questo atteggiamento sarà sufficiente a Kudermetova per affrontare una Sabalenka agguerrita come non mai, la quale forse già ora starà pregustando le risposte vincenti a quelle seconde così tenere della russa.

Risultati semifinali:

[4] A. Sabalenka b. [9] M. Sakkari 6-3 6-2
V. Kudermetova b. M. Kostyuk 7-6(8) 6-4

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Abu Dhabi: Sakkari elimina Kenin con bagel, fuori anche Svitolina con Kudermetova

Kostyuk sugli scudi, continua la striscia vincente di Sabalenka

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A spese di Elena Rybakina, arriva la tredicesima vittoria consecutiva di Aryna Sabalenka che aveva chiuso il 2020 alzando i trofei di Ostrava e Linz. Tra due tenniste che amano far male alla palla seppure in modo diverso, il servizio comanda nel set d’apertura, soprattutto dal lato kazako, con tre punti persi nei primi cinque turni. Ma è proprio Elena a inciampare, cedendo a zero il decimo e decisivo game. “Sapevo che avrebbe giocato davvero veloce e profondo, così sono dovuta restare bassa per prepararmi a quei colpi” ha detto Aryna a fine match secondo quando riporta il sito della WTA. “Sta giocando molto libera e a volte non hai tempo di prepararti e ti fa un sacco di vincenti. Devi aspettare l’occasione giusta perché le giocatrici di questo tipo non possono tenere sempre quel livello”.

Livello che Rybakina mantiene nel secondo parziale in cui Sabalenka riesce solo a dimezzare i due break di svantaggio. Tuttavia, è proprio quel tentativo di rientrare nel set a dare alla bielorussa fiducia nel ritrovare il proprio miglior tennis in vista della partita finale. Aryna conquista così il break al secondo gioco e non si guarda più indietro fino al traguardo, mettendo a referto 30 vincenti (e 37 errori non forzati) contro il saldo 24-27 di Rybakina.

In semifinale, Sabalenka troverà Maria Sakkari, vincitrice in rimonta della favorita del seeding Sofia Kenin in un incontro in cui non c’è quasi mai stato equilibrio se non all’inizio della seconda frazione. Troppo fallosa nel primo set, Maria, e il 6-2 per Sofia richiede appena mezz’ora. “Andavo troppo di fretta all’inizio. Non sapevo cosa fare una volta che ho capito che quello che stavo facendo non funzionava” spiega Sakkari. “Ho provato qualcosa di diverso e ha funzionato. Ho cercato di essere più solida a tenere più palle in campo”.

 

Salvate tre palle break in apertura, la venticinquenne di Atene effettua lo strappo in un sesto gioco durato 16 punti che si rivelerà decisivo non solo per l’esito del set, bensì per l’inerzia del match che passa completamente sotto il controllo greco. Dal 2 pari, Maria infila 10 game consecutivi con tanto di bagel nel terzo di fronte a una Kenin ormai rinunciataria. “Facevo troppi errori e forzavo quando non dovevo” dice ancora Sakkari a proposito dell’incontro. Che è anche la base dell’analisi che fa dei progressi del suo gioco in generale: “Penso che ad avermi davvero aiutata sia stato capire che la mia palla è piuttosto pesante. Ho tanta forza e ho iniziato a usarla nel modo giusto. Fino allo scorso anno non riuscivo a controllarla, così ho dovuto abbassare un po’ il ritmo perché colpivo troppo forte e commettevo tanti errori. Credo di aver trovato il mio vero ritmo in campo: quando ho l’opportunità, entro. E questo dà fiducia”.

La prima semifinalista della parte bassa del tabellone è Marta Kostyuk, che si impone in tre set su Sara Sorribes Tormo. Non ci ha capito molto all’inizio, la diciottenne di Kiev, davanti alla regolarità della concittadina di Bautista Agut, e i 17 unforced contro 1 si sono risolti in un 6-0. Arriva anche il settimo gioco di fila che vale il break in apertura di secondo parziale e Marta, fresca top 100, dimostra tutta la confusione mettendosi ad alzare top spin ben dietro la riga di fondo – un po’ come se Matteo Berrettini decidesse di impostare un’eventuale sfida con Gulbis sulla diagonale di rovescio.

Poi, Sara stecca un dritto il cui rumore evidentemente risveglia l’avversaria, affronta la prima palla break della giornata e decide di giocarsela seguendo a rete la battuta. Risultato? Sette giochi consecutivi per Kostyuk che entra in campo tirando vincenti (tredici a zero il conteggio del parziale) con una facilità disarmante, mentre la n. 66 WTA forse ripensa al suo confronto di Ostrava contro Aryna nel quale era avanti 6-0 4-0 e non ha più vinto un game. C’è invece equilibrio in un terzo set che comincia con sei turni di battuta persi, ma è Kostyuk, ottima anche nelle chiusure a rete, a trovare la strada per il successo.

Allenata da mamma Talina con l’aiuto part time di Riccardo Piatti, Marta si giocherà l’accesso alla finale contro la n. 46 del ranking Veronika Kudermetova che si è imposta in rimonta su Elina Svitolina. Perché, come al turno precedente, Elina aveva tentato di far andare un’avversaria russa a servire per il match per poi brekkarla a vincere al tie-break, ma questa volta solo la prima parte del piano è andata a buon fine. Dotata di un’ottima prima di servizio, Veronika non ha problemi nel fare partita pari con la quinta giocatrice del mondo, dal canto suo abilissima a sfruttare la prima opportunità in risposta sul 5 pari: vinto il primo punto, lascia che sia l’avversaria a prendersi i rischi con la pressione per il possibile 0-30. In realtà, la ventitreenne di Kazan gioca con attenzione e si crea l’opportunità di una volée a campo aperto che però fallisce spianando la strada al break che Elina consolida aiutata dal servizio incamerando il parziale.

Stando al sito della WTA, Kudermetova è un centimetro più alta di Svitolina ma più bassa di un pollice: a influenzare il secondo parziale non sarà certo questo dettaglio e, forse, neanche quello all’apparenza più rilevante dell’unico precedente vinto dalla russa nella sua capitale poco più di un anno fa, tuttavia Veronika si riprende immediatamente il break subito in apertura e allunga al sesto gioco. Commette l’unico doppio fallo dell’incontro sul primo set point, poi se ne procura un altro e chiude con il dritto vincente dopo la smorzata. Partita in vantaggio anche nella frazione decisiva, Kudermetova si fa riprendere sul 4 pari. Svitolina tiene la battuta, ma non è cinica come nel primo set quando sul 15-30 deve rispondere al secondo servizio per andare a doppio match point e mette fuori il dritto. Veronika sembra poter dilagare nel finale, invece si inceppa servendo per chiudere. Si ritrova subito nel tie.break, però, dove la sua maggiore propensione offensiva viene premiata: “Ho cercato di essere aggressiva perché Elina è ottima in difesa” dirà dopo l’incontro.“Se vuoi vincere, devi attaccare, andare a rete, finire il punto, perché lei corre in modo incredibile”.

Risultati:

A. Sabalenka b. E. Rybakina 6-4 4-6 6-3
M. Sakkari b. S. Kenin 2-6 6-2 6-0
M. Kostyuk b. S. Sorribes Tormo 0-6 6-1 6-4
V. Kudermetova b. E. Svitolina 5-7 6-3 7-6(3)

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